Se una persona è abbastanza pericolosa da giustificare un arresto spettacolare, com’è possibile che poche ore dopo torni libera? E se invece le prove non bastano per tenerla in carcere, allora perché quell’arresto è stato presentato come una grande operazione? Arrestato ieri, libero oggi. E il cittadino che dovrebbe capire? Ogni volta succede la stessa cosa. Scattano le manette. Arrivano le conferenze stampa. Piovono i titoli dei giornali. Sui social partono le sentenze. Poi passa qualche giorno. A volte qualche ora. E il presunto pericolo pubblico torna a casa. A quel punto il cittadino comune si trova davanti a un piccolo rompicapo: chi ha sbagliato? Chi lo ha arrestato o chi lo ha liberato? Perché entrambe le cose non possono essere vere contemporaneamente.
Gli italiani più anziani ricordano bene che non è la prima volta. Negli anni di piombo ci furono fermati, arrestati, sospettati e poi rilasciati. Alcuni erano innocenti. Altri si scoprirà successivamente che non lo erano affatto. La storia insegna che un errore investigativo può esistere. Ma insegna anche che l’assenza di prove oggi non equivale necessariamente all’assenza di responsabilità domani.
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Il problema non è che qualcuno venga liberato. In uno Stato di diritto è ̈normale. Il problema è che ormai ogni arresto viene raccontato come una sentenza e ogni scarcerazione come uno scandalo. Così il cittadino finisce per non capire più nulla. Vede le manette e pensa che il caso sia chiuso. Vede il rilascio e pensa che la giustizia sia impazzita. Nel frattempo la verità processuale, quella vera, non è ancora nemmeno iniziata.
Ezio Pozzati, 29 ottobre 2026
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