Zingaretti cambia nome al Pd per non cambiare niente

zingaretti pd

Gentile Nicola Zingaretti, potete pure un’altra volta cambiare nome, documenti e foto sul passaporto, ma siete sempre voi. Dalle colonne di Repubblica, lei ci ha gentilmente annunciato nel weekend che “cambierà tutto” nel partito. A leggere bene, quello che lei chiama “tutto” si rivela in realtà “pochino”: un po’ di sardine, un po’ di ecoqualchecosa, un po’ di sindaci e di civismo pret-à-porter.

Siamo sempre lì, non cambiate mai. Non si dispiaccia, non ci resti male, ma l’imprinting è sempre quello dei comizi e delle manifestazioni del vecchio Pci: una donna, un giovane, un partigiano, un “indipendente”. Certo, diversamente da alcuni decenni fa, non potete narrare le meraviglie del mondo comunista. Oggi parrebbe difficile perfino difendere il vessillo che avete fatto garrire più recentemente: l’europeismo.

E allora ripiegate su una specie di palinsesto di Raitre fatto partito, su un veltronismo senza Veltroni, su una paccottiglia progressista che ormai stufa pure voi: gretinismo, dirittismo (che è cosa diversa dalla difesa della libertà: voi volete solo altre leggi), idolatria delle minoranze (non come preziosa difesa di diversità e alterità, ma come pretesa di imporre identità e omologazione pure a chi non le vuole).

E tutto questo, me lo permetta, senza fascino, con la noia che la accompagna e le cammina a fianco, con la polvere dell’archivio del partito che non riuscite a togliervi di dosso. Le cose che non vi piacciono – invece – sono sempre le stesse: la libertà, l’Occidente, l’impresa, l’iniziativa individuale e privata, l’America quando vince un presidente repubblicano. Tutte cose che sappiamo e sapevamo. Ci faccia sapere il nuovo indirizzo e come vi chiamerete stavolta: dicono “I democratici”, anziché “Partito Democratico”, sai che svolta. Ma per il resto sappiamo già tutto.

Daniele Capezzone, 13 gennaio 2020

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9 Commenti

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  1. Qualcuno pensa di ridere sulle “Zingaretti amenità” che oltre tutto, ciò che dice, è un disco ripetitivo sulle ovvietà. Io penso che c’è da piangere sul livello ed inconsistenza della classe politica odierna che si riverbera sull’inefficienza italiana, sulla povertà e, nel consesso mondiale, non contiamo nulla.

  2. Cambia tutto per non cambiare nulla. Nel PD di oggi come in Forza Italia/Popolo delle Libertà di ieri.

    La responsabilità ultima è di noi Italiani che ci fermiamo al nuovo slogan senza entrare nel merito delle proposte (quando ci sono) e senza fare un consuntivo a legislatura terminata.

  3. Se sul serio crede che gli Italiani sono tanto stupidi da votare in massa pre lui, vuol dire che lui é il piu stupido du tutti i stupidi. Questo se lo crede sul serio, altrimenti é una buffonata.

  4. Temo che se mai il PCI, PDS, PD, partito nuovo, nuovo partito venisse ridimensionato al punto di non essere più utile a coloro a cui riferisce da dopo la caduta del muro, le nuove forze politiche che avanzeranno finiranno col prenderne il posto.

    Quanto ci hanno messi i Grillini che dovevano cambiare Italia ed Europa ad adeguarsi e votare col Pd?

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