Il Corriere apre con Trump che minaccia la NATO. La Repubblica rincara la dose: “disgustato”. Entrambi convergono sullo stesso tema — segnale che oggi la geopolitica oscura tutto il resto. Nella notte, però, Trump torna a fare il duro con l’Iran e, per un attimo, molla la NATO.
L’Europa si è svegliata di colpo scoprendo di non avere un esercito. Settantacinque anni di ombrello americano e, ora che l’ombrello si chiude, i governi europei convocano vertici d’emergenza. Starmer chiama 35 paesi: tutti in corsa. È la storia del pensionato che lascia i risparmi sul conto corrente a tasso zero per vent’anni e poi scopre che l’inflazione gli ha mangiato tutto.
Nel frattempo, Gramellini nel suo “Caffè” usa il caso Piantedosi per spiegare che la destra è ipocrita sui valori familiari. Ma il vero scandalo non è che il ministro abbia una fidanzata: è che la RAI sia pubblica e che i suoi incarichi dipendano da chi siede al governo — di qualunque colore. I superincarichi, tra l’altro, valgono un gettone di 200 euro lordi.
Feltri su La Stampa è irresistibile: tutta la politica italiana improvvisata commissario tecnico dopo la sconfitta della Nazionale. Dino Zoff invita i politici a occuparsi di calcio. Mattia chiude così: “Invito che, dopo un tale dibattito, mi pare di una terribile imprudenza.” Difficile dargli torto.
Inchiesta San Siro: il direttore generale del Comune non ci sta, e fa bene. Vi diciamo perché.
Le Borse, dopo ieri, tornano giù e l’oro perde il 16%. Il mercato non segue i libri di testo: segue la liquidità — e quella istituzionale era già ai minimi storici. Guerra delle pillole dimagranti negli Stati Uniti, titola il WSJ.
Benjamin Constant: “La libertà moderna non è governarsi da soli, è essere governati il meno possibile.” Vale per la difesa, vale per la RAI, vale per la FIGC.
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