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Adesso i gretini speculano su Venezia

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 14 novembre 2019

00:00 Maltempo a Venezia: per Repubblica è colpa dei negazionisti, per Il Giornale degli ambientalisti, per Il Fatto delle mazzette.

04:55 L’ipotesi che si fanno sull’Ilva è quella delle cordate alternative e il ripristino dello scudo penale.

06:02 Travaglio ci spiega quanto le manette siano importanti ma non ci capisce niente.

07:33 Arrestata l’ex eurodeputata Lara Comi.

08:20 Il neo assessore della Cultura di Napoli, Eleonora de Majo, è quella che ha detto che “gli israeliani sono dei porci”. Ma nessuno ne parla, tranne Il Tempo.

10:22 I tedeschi stanno salvando una banca.

La folle guerra a Milano dei piagnoni statalisti

 

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19 Commenti

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  1. https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2019-11-14/venice-floods-are-the-result-of-climate-change-and-corruption

    Politics & Policy
    Venice Floods Are a Sad Tale of Bureaucracy and Corruption
    Yes, climate change is to blame for the worst flooding since 1966. But the management of the MOSE flood defense project has been pretty abject.

  2. Venezia, 1708 “La laguna giacciata” https://www.venetoinside.com/it/aneddoti-e-curiosita/post/il-freddo-a-venezia-e-la-laguna-gelata/
    L’ignoranza dell’ambientalismo è pari solo alla sua arroganza spocchiosa di salvatori del mondo:
    IL CLIMA E’ SEMPRE CAMBIATO!!!
    Fanatici religiosi che per dogma hanno “la stabilità del clima” e come primo comandamento “non avere altre opinioni al di fuori delle mie”.
    Sono questi sciocchi infanti ad essere dei negazionisti: negano che il clima cambi per motivi naturali e sono loro gli scettici che negano l’influenza delle nuvole e del sole.
    Qualcheduno si meraviglia che nei paesi Scandinavi coltivano la vite, non solo fino a 600 anni fa nel Baltico era fiorente il mercato delle granaglie, ma il vino che si faceva era di qualità superiore a quello “italiano”, da ammorbidire con spezie per il suo sapore “pesante”.
    A tal proposito i negazionisti del clima che cambia naturalmente possono leggere questo saggio https://www.ibs.it/primo-inverno-piccola-era-glaciale-libro-philipp-blom/e/9788831729161 che descrive l’ambiente della Piccola Era Glaciale e lo sviluppo della scienza e delle moderne società mercantili.
    Il record di acqua alta a Venezia è del 1966, con concentrazione di CO2 di 319ppm (fonte NOAA https://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/graph.html), a dimostrazione che non vi è correlazione tra CO2 e innondazioni adriatiche, dovute alla combinazione di vento proveniente da sudest e luna piena che amplifica le maree.
    Niente a che vedere con quella bufala globale della causa antropica, usata dai religiosi per imporre tasse e sbattere migliaia di lavoratori in mezzo la strada facendo solo una cortesia alla Cina.
    Che siano finanziati dal governo cinese per distruggere l’economia occidentale???

    • @rocco, grazie a te per descrivere quello che (pensavo) tutti sapevono.

      I “nordici” dovettero abbandonare la Groenlandia a causa del cambianento del clima (che è mai statico), che rese impossibile le coltivazioni che usavono, e molti ritornarono in Danimarca, altri rimasero, copiando gli Inuit. Ma anche questi “coloni” alla fine, gettarono la spugna.

      Quanti si ricordono dell’effetto Mt. St. Helen, che cambio il clima per quasi TRE anni?

      Rocco sei sempre chiaro, e ti ringrazio per come fai onore a questo BLOG.

      • Infatti, proprio in Groenlandia (Paese Verde) si sono scoperti resti umani sotto terreni rimasti congelati per secoli, fino a tempi recenti; per cui, si ha la prova che dimostra in modo assolutamente palese che erano stati seppelliti in quei terreni prima che il gelo arrivasse…

  3. A proposito di gretini e cambiamenti climatici sembra che i paesi scandinavi negli ultimi anni abbiano cominciato a produrre vino!
    Fino a dieci anni fa era impossibile.
    Chissà come mai.

    • mille anni fa i vichinghi hanno battezzato Groenlandia (terra verde) la grande isola dell’atlantico prossima al polo nord. chissà come mai

    • Grande scoperta!

      Se lei avesse letto WIE DAS WETTER GESCHICHTE MACHT (Come il Tempo fa Storia) dello storiografo tedesco Donald D. Gerste, saprebbe già che producevano vino già 1000 anni fa, come del resto anche lungo il Tamigi, dove, inoltre, c’erano anche gli ulivi:

      https://www.amazon.it/Wie-das-Wetter-Geschichte-macht/dp/3608949224

  4. In questo sono completamente d’accordo: ridurre il potere dei burocrati e dei dirigenti, farli ruotare spesso per evitare la costituzione di feudi, investirli di maggiore responsabilità con sanzioni disciplinari severe.
    Ma per me il bene comune, dell’Italia tutta, deve essere l’obiettivo supremo.

    • Il “bene comune” è una locuzione orripilante usata dagli statalisti per fregare le persone, nient’altro.
      Non esiste nessun “bene comune”: esistono le persone, ed il “bene comune” è semplicemente il bene delle singole persone.
      Al contrario, la locuzione viene usata come scusa per annientare le persone, stuprandole, in nome di ideali collettivistici che, in realtà, non sono altro che i deliri di grandezza dei politici e degli amministratori pubblici.
      Come va a finire lo vediamo: finisce sempre nello stesso modo, e non solo in Italia.
      Ovunque gli statalisti, in nome del bene comune, arrogano sempre più potere a sè, schiavizzando sempre più le persone, e togliendo sempre più libertà.
      Il risultato è il “male comune”, come accade regolarmente quando i socialismi collettivisti prendono piede a danno delle persone.
      E lei, con i suoi compari, è intriso fino al midollo delle peggiori ideologie del secolo scorso.

      • Senti se vuoi parlare con me evita questi toni arroganti. Non ho compari ma soltanto qualche idea che tu non condividi. E il bene di ogni persona non mi sembra l’ obiettivo di una cricca di compari.

        • Il problema è che l’idea stessa di rendere tutti sudditi dei custodi del “bene comune” ad essere arrogante. Se ci pensa, è così.
          Da qui la mia reazione. Niente di personale.

      • Caro Davide V8, capisco come è facile con questo governo, sentirsi abbandonato e frustrato per non potere NOI fare il necessario per cambiare la situazione.

        Però, credo stavolta Sal ha dimostrato un ragionamento accettabile, anche se non vuole far vedere che sotto sotto è una persona considerevole.

        Mentre la tua spiegazione di LIBERTA individuale, che condivido pienamente, stavolta sono d’accordo con Sal, che il bene per tutto il paese, è pure auspicabile.

        • Caro Gianfranco, il “bene comune” è solo la locuzione usata oggi da statalisti e socialisti vari per distruggere la libertà, ed instaurare un bel dirigismo calato dall’alto.
          E’ proprio una questione di libertà individuale, che viene distrutta.
          E’ il comunismo stesso che la sacrifica e la comprime sempre più in nome di qualche ipotetico ideale di benessere collettivo, che ovviamente è gestito da maiali più uguali degli altri.
          Quindi no, non c’è nessun “ragionamento”: c’è solo uno slogan, accettabile solo in apparenza (quale sarebbe l’alternativa? Affermare che si vuole il male collettivo? Suvvia…), per propagandare le solite idee stravecchie, strafallite, straliberticide e straprepotenti.
          E tutto questo è MOLTO arrogante, quindi si merita una opposizione molto netta, oppure, come al solito, si soccombe di fronte ai soviet ed alla solita retorica superficiale.
          In nome del bene comune, ovviamente.

  5. Sal 34 minuti fa
    Invece non è meglio un po’ di onestà nell’esecuzione dei lavori?
    E’ chiedere troppo in un paese cosiddetto civile?

    Ciao Sal condivido pienamente questo tuo pensiero, purtroppo chi ruba o peggio è consapevole del buonismo eccessivo della giustizia italiana. Sai dirmi chi segue questa linea politica?

  6. Le città d’arte come Venezia sono popolate da masse umane indifferenziate girovaganti verso musei le cui opere neanche capiscono e guardano con una motivazione inferiore a quella che avrebbero a guardare un film porno. È una sorta di degrado (pseudo) colto. Gli avvoltoi gretini, che non aspettano altro che i disastri, portano a termine il lavoro.

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