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Arriva la manovra contro i “ricchi” (cioè la classe media)

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 2 ottobre 2019

00:00 Arrivano le prime sorpresine dalla manovra fiscale e si capisce che verranno tagliate le detrazioni per i più ricchi. Ma a rischiare, in realtà, è la classe media. Ci sono poi il probabile effetto “nero” e le tasse green…

04:58 Ancora manovra: Boeri dice che è contro i giovani, mentre Tria osserva che deficit e recupero evasione (cifra assurda) non sarebbero stati consentiti al governo gialloverde

06:54 Le assurde vicende del tortellino dell’accoglienza a Bologna e del reddito di cittadinanza alla brigatista (bravo Gramellini)

07:53 Rifiuti, quel genio di Virginia Raggi “perde” dopo tre mesi un altro consiglio d’amministrazione dell’Ama. Roba da matti!

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15 Commenti

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  1. Caro Davide,i tuoi punti di vista potrebbero essere validi se tutto funzionasse a perfezione.
    Sulla carta,se tutti fossero infusi da spirito di onesta,anche il comunismo avrebbe le sue chance di successo su rendere il mondo un posto migliore.
    Però,purtroppo,siamo in presenza di un’entità umana dedita alla ricerca egoistica della soddisfazione ai propi bisogni che dopo essere passati dai più primordiali si estendono a libitum.
    Bisogna essere pragmatici e cercare di tenere unito il tessuto sociale sotto il giogo della Leggge,la quale più è semplice,più è adatta allo scopo.
    In Germania le leggi sono un mantra degno del massimo rispetto e ciò è dovuto alla loro ristrettezza numerica(circa 6000),mentre in Italia si stimano,in un diffettoso 150000.
    L’ugualianza di partenza è già andata a farsi benedire prima di essere pronunciata mentre l’avere anche innestato sulla costituzione dei corsi di laurea(i cosidetti “costituzionalisti”,i preti del sacro libro delle favole politiche)nn ha fatto altro che ingessare lo sviluppo a favore di una costante legislazione divenuta “monstre’ per cercare di imporre le propie ambizioni politiche che,se nn desiderate la consulta smonta con il bisturi. Tagliando a volte un capillare intorno al cervello o con una netta cesoiata sull’aorta.
    A discrezione e a seconda se il “delitto” deve essere palesato,oppure fatto passare per un “errore”(tipo legge Madia sul riassetto della p.a.).
    Le politiche keynesiane,volenti o nolenti,sono quelle che ci permettono di vivere noi occidentali(tutti,chi con più chi con meno)molto sopra i nostri reali standard.
    Fino alla globalizzazione iniziata dopo la caduta del myro di Berlino era una problematica inesistente e il “fare e chiudere il buco” rappresentava un modo come un altro,per fare della redistribuzine.
    Oggi,a mio parere,ci vorrebbero nuovi strumenti economici per governare il cambio di paradigma di uno sviluppo infinito per pochi e portarsi sui termini in cui a brevissimo i tali “pochi” saranno il doppio e poi il triplo,fino a che tutto il pianeta sia investito da una redistribuzione.
    Il dilemma è difficile e ad oggi soltanto gli scienziati del clima e l’industria manifatturiera si stanno ponendo l’interrogativo che,sempre a mio parere,a il limite di innescarsi su uno sviluppo capitalista classico dove si sta cercando di monopolizzare i settori. E questo è vecchio,molto vecchio.
    La politica dovrebbe inserirsi a fare da tramite tra lo sviluppo sostenibile e il nuovo paradigma di un capitalismo etico e prettamente “olivettiano”.
    Ma ad oggi,in Italia,vedo soltanto in Renzi l’unico politico che cerca di tracciare una via di codesto capitalismo,il resto fa soltanto propaganda sulle piccolezze dell’avversario cercando di avere i voti di coloro che,impauriti dalla mancanza di una visione,si gettano nelle braccia di colui che gli promette(falsamente,purtroppo)il mantenimento del suo status.

    • 1) Dice bene: se tutti fossero “perfetti”, magari funzionerebbe anche il comunismo.
      Ma conclude male: è proprio questo il motivo per cui il dirigismo, incluso lo pseudomarxismo light chiamato economia keynesiana, non funziona.
      E’ proprio per questo che va limitato il potere dei politici, inclusa la limitazione di tale genere di politica economica.
      E’ proprio per questo che il mercato funziona.

      2) Si tolga dalla testa che l’occidente sia a questo livello per le politiche keynesiane. Niente di più falso.
      L’occidente è a questo livello perchè, pochi secoli fa, ha abbracciato assieme:
      -una prospettiva liberale, che ha liberato le energie della massa dalla schiavitù del potere.
      Questo è il succo dell’evoluzione istituzionale e costituzionale occidentale, di certo non le schede elettorali nè la spesa in deficit.
      -l’uso dell’energia dei combustibili fossili.

      Ogni volta qualcosa funziona, arrivano immancabili i parassiti prepotenti, che cercano di appropriarsi di tutto, mettere il giogo al sistema, raccontando balle sul “bene comune”.
      Solita ed ovvia brama di potere, che il liberalismo ha capito da secoli e per questo cerca di contenere.

      Oggi i komunistelli vari hanno sposato la religione eco-catastrofista proprio per questo motivo: poter mettere le mani su tutto.

  2. Di fatto la classe media è in disfacimento. Questo è funzionale a promuovere … il disfacimento del Paese. Abbiamo a che fare con gente vendicativa.
    Tria ha appena dichiarato, forse senza volerlo, uno dei motivi fondamentali alla base della decisione di Salvini.
    I giovani non interessano i governi italiani direi da quando “quelli” del 68 hanno preso il sopravvento (anni 80?).
    Con governo e ministri che si occupano di merendine, bibite e simili, la Curia di Bologna si copre di ridicolo facendo quello che non dovrebbe fare, allinearsi al mondo!
    Sui sussidi ai terroristi e ai mafiosi di cosa ci meravigliamo?
    Roma è quasi al disastro ed è una vergogna senza limiti. Purtroppo le quote rosa sono intoccabili anche se sono incapaci senza rimedio.

  3. Sono semplicemente delle Sanguisughe incompetenti ed in malafede. Nel momento in cui vogliono mettere il superticket sanitario in base al reddito ( qui in Liguria c’è già ) dimenticano due cose fondamentali : A) I ricchi si rivolgono già alle strutture private B) Colpiscono la gente onesta che paga le tasse e continuano ad agevolare gli evasori ( tra cui molti ricchi di cui al punto A ) .

    • Potresti fare una descrizione di come funziona in Liguria i ticket sanitari in base al reddito? Grazie e saluti

  4. La sinistra non si smentisce mai. Altro che riduzione del carico fiscale. Altro che sburocratizzazione… Dovremo esibire l’Isee ogni volta che richiederemo un esame o una visita medica? Ce la raccontano con l’evasione fiscale ma vogliono solo fare cassa. Stiamo arrivando alle tasse etiche. Speriamo durino poco altrimenti i danni saranno quasi irrecuperabili.

  5. Viva il tortellino tradizionale alla faccia di chi non li mangia e viva anche questa povera Italia preda di accordi politici di comodo per soddisfare interessi personali ,
    sarebbe meglio che gli italiani emigrassero in massa così il Paese svuotato non farebbe più gola a questi imbecilli approfittatori che governano la nazione e alcune città, ovviamente sono tutti di sinistra o grillini che sono un po’ da una parte e dall’altra

  6. La mia prima lettura di fililosofia, come compito ricevuto dal professore di storia e filosofia, fu propio La Politica di Aristotele. Le prime 30 pagine furono un incubo ma dopo incomenciai ad apprezzare la eleganza logica dell’esposto( come infirmazione, 1a Liceo Scientifico Cavour 1940 ) ed apprendí la nozione che una forte classe media era indispensabile per ll’esistenza di una democrazia. Quello che vedo oggi sono misure socialiste, la cui base é: a ciascuno secondo le sue necessitá, che si infiltrano nelle leggi e nel pensare del governo condannando la democrazia alla morte, Il socialismo e il comunismo sono nati assieme per poi unirsi a un pietismo di immaginaria autocolpevolezza cristiana checi porta alla rovina.

  7. Una Europa di sinistra aiuta solo governi di sinistra…e a nessuno frega niente piu’ di ridurre l’indebitamento, anzi aumentiamolo ancora. Alla prossima crisi economica finanziaria mondiale, saremo tra i primi ad andare all’aria e a dover chiedere assistenza finanziaria come la Grecia.

  8. Dott. Porro l’Arcivesco di Bologna è uno “sporco” razzista e fascista, si perchè il tortellino dell’accoglienza va bene solo per i Mussulmani, ma vegani non possono mangiarlo ed i tortellini privi di glutine per i celiaci perchè non li offre…Essere aperti ed accoglienti significa esserlo per tutti non solo verso una categoria di persono che in questo modo sono escluse… Il problema è che si è voluto occupare di una cosa sola ed assolutamente frivola che nulla ha a che vedere con San Petronio Amen

  9. Comportamento della UE in effetti patetico: da un giorno all’altro, pur di sostenere un governo “amico” e quindi comprare consenso e potere, si rinnega tutto quanto sostenuto finora.
    UE/Euro avevano senso per 3 motivi:
    1) mercati liberi e concorrenziali
    2) moneta sana e non usata per fini keynesiani
    3) disciplina di bilancio.

    Il punto 3 sta andando a ramengo, per gli stessi identici motivi per cui è sempre andato a ramengo ovunque: consenso di breve termine per non perdere il potere.
    Il punto 2 è andato a ramengo già da tempo. Prima con Trichet, che ha attuato in Europa la stessa politica irresponsabile degli Usa.
    Poi con Draghi, che negli ultimi anni ha gettato ogni maschera e dato la mazzata finale, violentando i principi di base della moneta unica stessa.
    Ed ora dispensa pure consigli di aumento di spesa ed unione fiscale: concetti non di competenza della Bce, e che ci porteranno ad avere un altro mostro di spesa e tasse sopra le nostre teste, contro il quale il voto sarà ancora più inutile.
    Rimane un pochino il punto 1), almeno per ora. Ma già lo stanno smantellando con gli aiuti di stato ad Airbus, con la regolamentazione gretina del settore auto, che si estenderà in pochi anni ad ogni aspetto della nostra vita. Con giustificazioni “etiche” da ecotalebani.

    • Comunque il tanto contestato WTO,caro Davide,

      a cui Trump aveva lanciato una opa ostile per estinguerlo,ha dato prova di essere un valido strumento sovranazionale per risolvere le controversie legate al mercato.
      L’aiuto ad Airbus è stato dichiarato di Stato e agli USA sono state date le disponibilità per effettuare 7,5 miliardi di dazi sulla UE.
      Poi la storia è più complicata e nn mi addentro. Ma il succo è codesto.
      Che la BCe faccia una politica espansiva in un periodo di crisi oramai conclamata anche in Germania,nn è che sia sbagliata in sé. Si discosta dalla sua utilità nel momento in cui si incunea soprattutto nell’acquisto di buoni statali previo banche,facendo incistare lq stagnazione dell’erogazione del credito ai privati.
      L’idea di svincolare gli investimenti “verdi” dal deficit potrebbe essere la mossa giusta per deviare le emissioni della BCE sull’economia reale,muovendo in Italia quelle pmi competitive globalmente.

      • Mi astengo sul WTO, su cui probabilmente ha ragione, ma che non era oggetto delle mie critiche.

        La politica espansiva della bce E’ sbagliata in sè, perchè la bce nasce precisamente negando, per statuto, l’uso della moneta per questi fini.
        L’euro nasce – lo dico io perchè la “informazione” di questo paese non lo dice – come frutto di un’evoluzione culturale in materia durata decenni.
        In particolare è frutto dei completi fallimenti degli anni ’70 (fatti di inflazione, di stagflazione, di stregonerie malriuscite come la curva di Phillips); fallimenti che altro non sono altro che frutto dell’impostazione keynesiana e pseudo-empirica (empirica per le capre).
        A questi fallimenti completi c’è stata una risposta completa:
        -a livello teorico, coi Nobel ad Hayek prima e Friedman poi, proprio per la visione sulla moneta opposta a questo.
        -a livello politico, con l’applicazione nel mondo anglosassone dei principi del punto precedente, seguita, pur zoppicando, anche dai paesi senza spina dorsale come il nostro.
        -a livello terra terra, osservando come funzionassero molto meglio le cose in paesi come la Germania, in cui lo schifo keynesiano era applicato in misura molto minore.

        Questo ha portato alla sintesi della moneta unica, di chiara ispirazione tedesca e monetarista: non si gioca con la moneta nè per fare “stimoli”, nè per aiutare i paesi a finanziarsi. Punto.
        Queste erano le regole.
        Che sono state mandate al macero nel giro di pochi anni, provocando crisi di debito, pubblico e privato, in tutto il continente.
        Cercando anche di cancellare la storia, perchè gli statalisti non solo sono ripartiti come prima, ma fanno pure finta che gli anni ’70 ed ’80, con quello che si è inequivocabilmente capito, ed osservato platealmente nel mondo reale, non esistano.
        Con, ripeto, Draghi a fare uno step ulteriore e per nulla necessario: una volta salvata la baracca dall’implosione, non c’era alcuna necessità di “stimolare”, per creare tra l’altro una crescita che, come vediamo, è debole, asfittica, ed ha sempre bisogno di più droga.

        La spesa parassitaria “verde” è semplicemente incommentabile.
        Nient’altro che una scusa per ripartire con la spesa pubblica, col deficit, con lo statalismo.
        Soldi buttati, come lo sono le centinaia di miliardi che stiamo tuttora spendendo in incentivi in tecnologie di produzione di energia insostenibili.

  10. Gentile dott. Porro, le invio una riflessione che, con stupore, tento invano di rintracciare sulla stampa e nei blog.
    Ridurre il cuneo fiscale per la parte che riguarda il lavoratore – questo il mantra odierno, con cui tutti sono d’accordo, compresa Confindustria. La parte del cuneo riconducibile alle imprese è la più alta d’Europa, ma si preferisce ridurre quella che compete ai lavoratori.
    La riduzione, poi, può essere fatta a debito. Oppure può essere fatta spostando risorse da altri impieghi, che si rivelino inefficienti. Inutile ricordare che, se fatta a debito, essa si riverserebbe sulla fiscalità generale, dopo aver incrementato (in misura crescente ogni anno) il debito pubblico, con tutto quel che ne consegue.
    Abbiamo quindi 4 possibilità:
    A) RIDUZIONE, A DEBITO, DELLA PARTE DEL LAVORATORE;
    B) RIDUZIONE, A DEBITO, DELLA PARTE DELL’IMPRESA;
    C) RIDUZIONE, SPOSTANDO IMPIEGHI, DELLA PARTE DEL LAVORATORE;
    D) RIDUZIONE, SPOSTANDO IMPIEGHI, DELLA PARTE DELL’IMPRESA;
    E allora vediamo che succederebbe (secondo me) in ciascuna di queste ipotesi.
    A)
    Aumenterebbe il debito pubblico (cumulantesi ogni anno), con i danni che ne conseguirebbero.
    Aumenterebbe il netto in busta e dunque il potere d’acquisto del lavoratore. Anche le imprese se ne avvantaggerebbero, perché venderebbero/produrrebbero di più (questo anche se la riduzione proposta attualmente dal Governo pare davvero irrisoria, ma qui ci interessa il principio). Tuttavia, le imprese non avrebbero un vantaggio pari all’incremento del potere d’acquisto, perché questo sarebbe in buona parte impiegato per comprare prodotti stranieri.
    B)
    Aumenterebbe il debito pubblico (cumulantesi ogni anno), con i danni che ne conseguirebbero.
    Non aumenterebbe il netto in busta. Tuttavia, diminuendo la parte del cuneo che compete alle imprese, queste ultime marginerebbero di più e dunque, per una nota regola dell’economia, in un certo intervallo di tempo i prezzi diminuirebbero, riportando il profitto alla normalità. A causa di ciò (la diminuzione dei prezzi), i lavoratori vedrebbero aumentato il loro potere d’acquisto, tanto quanto nell’ipotesi precedente. (Il potere d’acquisto aumenterebbe per tutti, non solo per i lavoratori).
    Ma va sottolineato che, a differenza dell’ipotesi precedente, aumenterebbe anche la competitività delle imprese nazionali rispetto a quelle straniere, e quindi la spesa dei lavoratori si rivolgerebbe maggiormente verso i prodotti interni, con vantaggio evidente per l’economia nazionale.
    E ancora – elemento molto importante – le imprese, diminuendo il prezzo, sarebbero più competitive anche sui mercati internazionali, incrementando le esportazioni.
    C)
    Aumenterebbe il netto in busta e dunque il potere d’acquisto del lavoratore. Le imprese, però, non se ne avvantaggerebbero, perché quegli impieghi, prima di essere spostati, “abitavano” comunque l’economia, cioè generavano ricavi per le imprese. Un vantaggio complessivo, però, si avrebbe, in quanto e nella misura in cui si sposterebbero risorse da impieghi improduttivi ai lavoratori.
    D)
    Aumenterebbe il margine delle imprese e quindi, dopo un certo intervallo, diminuirebbero i prezzi. Crescerebbe pertanto il potere d’acquisto dei lavoratori, tanto quanto nell’ipotesi precedente.
    Anche qui, lo spostamento degli impieghi non contribuirebbe complessivamente all’economia, perché non vi inietterebbe risorse (le sposterebbe soltanto). Tuttavia, a differenza dell’ipotesi precedente, lo spostamento aumenterebbe la competitività delle imprese, sia sul mercato nazionale, sia in quello estero, incrementando la quota di prodotti italiani in Italia e all’estero (maggiori esportazioni).
    Questa la beve analisi.
    Come vede, dott. Porro, sia che si ritocchi il cuneo a debito, sia che lo si diminuisca spostando risorse, la cosa migliore da fare è comunque DIMINUIRE IL CUNEO PER LA PARTE CHE COMPETE ALLE IMPRESE (le ipotesi B) E D)).
    Il Governo non lo capisce (sono socialisti, no?). I sindacati dei lavoratori non lo capiscono (sono socialisti, no?). Ma Confindustria? Non è che, anche per Confindustria, si debba dire: “sono socialisti, no?”

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