Zuppa di Porro: rassegna stampa del 18 febbraio 2020

Conte nella morsa dei due Mattei

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00:00 Tutto sul governo più pazzo del mondo. Decreto sicurezza lo smontano o non lo smontano. Dipende dai giornali. Nordio, sul Messaggero, ricorda i costi sociali ed economici se i decreti verranno smontati.

03:32 Renzi parla di un possibile nuovo governo. Ma niente elezioni, of course. Per Bechis, tra lui e Conte ne resterà uno solo…

05:55 Regionali Campania, i Cinque Stelle puntano sul ministro Costa. E il “cerchietto” delle Sardine dice al Mattino che non gli piace De Luca.

07:40 Verità e bugie sul reddito di cittadinanza. Capone sul Foglio smaschera la bufala sul lavoro.

09:25 Colpaccio di Intesa Sanpaolo che si compra la concorrente Ubi Banca.

11:08 La Apple e i conti che non vanno per colpa del coronavirus.

11:30 La fattura elettronica è un obbligo per i contribuenti, ma quando si arriva all’Agenzia delle entrate ci chiedono quella cartacea. Da denuncia. Non siamo loro servi.

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Un commento

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  1. La questione riguardo la richiesta di copie cartacee da parte dell’ADE è più grave di quanto lei ha detto. La vicenda riguarda una richiesta di rimborso IVA da parte di contribuenti all’ADE, in pratica se il contribuente ha un credito iva, può compensarla con altri pagamenti oppure chiedere il rimborso. L’ADE dal 2019 non solo dispone dell fatture elettroniche ma già da un po di anni, dispone delle Liquidazioni Periodiche IVA e della dichiarazione annuale IVA. Infatti il contribuente attraverso l’intermediario il secondo mese successivo al trimestre di riferimento invia i dati riguardanti l’iva, ovvero l’iva a debito (iva sulle vendite), iva a credito (iva sugli acquisti). Nelle 4 dichiarazioni Li.Pe. il contribuente indica quidni se chiude il trimestre a credito e quindi non versa o a debito e quindi ha già versato, in questa maniera l’ADE controlla se il contribuente è in regola con i versamenti oppure invia una lettere di “compliance”. Nella lettere di “compliace” viene applicata una sanzione del 10% rispetto alla cifra non versata più gli interessi, la cifra può essere rateizzata fino a 20 rate con scadenza trimestrale, sulla rateazione si pagano gli interessi, che vengono calcolati anche sulla sanzione e sugli interessi.

    Nel caso in cui si commette un errore nella presentazione sono previste sanzioni, addirittura sono previste sanzioni anche se l’errore va a svantaggio del contribuente, per esempio se rifacendo i calcoli il credito è maggiore a quanto dichiarato, oppure udite udite, se il contribuente versa l’iva, rifà i calcoli e scopre di essere a credito.

    Rispetto quindi alla marea di dati che il contribuente attraverso l’intermediario fornisce all’ADE e rispetto all’atteggiamento sanzonatorio è assolutamente ridicolo che di fronte ad una richiesta di rimborso vengano chiesti altri dati solamente per non prendersi il “fastidio”.

    Questa vicenda nasce per via della prassi consolidata che per il fisco si è colpevoli fino a prova contraria e quindi l’onere della prova va alla difesa. Bisogna tenere presente che per fornire le fatture basta andare sul portale dell’ADE sezione Entratel e per ogni trimestre visualizzare le fatture e scaricare un foglio excell con la griglia delle stesse con tutti i dati, e basta applicare le formule di excell per avere il risultato.

    Chiudo con una cosiderazione e un “P.S.”. La fattura elettronica è una assurdità, primo perchè l’ADE oltre alla cifra della fattura controlla il contenuto della stessa e questo vale per qualsiasi acquisto fatto sia con partita iva che con codice fiscale, se compri un televisore e chiedi fattura a garanzia l’ADE lo sa e sei un presunto evasore se non dimostri da dove hai preso i soldi. Inoltre il passaggio certificato dall’ADE non si concretizza in una velocizzazione in caso di conteziosi, mancato pagamento o merci di scarsa qualità.

    P.s. ieri sera (17/02/2020) avrei chiesto a Marattin conto del suo pensiero esposto alla 7, riguardo il regime forfettario che blocca la crescita. Egli ha asserito che l’autono non ha convenienza a superare la soglia di 65.000€ perchè altrimenti pagherebbe 9.000 euro in più di tasse. Marattin dovrebbe sapere in primo luogo che fatturato non è sinonimo di utile imponibile e che se è vero ciò che lui asserisce allora lo stesso discorso vale sugli scaglioni di reddito. E si definisce pure liberale.

    Grazie.

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