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E la Sciarelli invitò Pamela Prati…

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 30 maggio 2019.

00:00 Di Maio chiede e otterrà la fiducia. Il fondamentale pezzo di Mieli in cui ci spiega che il Pd deve fare l’accordo con il Grillo.

01:20 Ohibò, lo strillone dei Cinquestelle Travaglio difende i Cinquestelle. Ohibò, D’Alema dice che il Pd non parla agli operai.

04:05 Arriva la letterina da Bruxelles. Ma la riceve anche Parigi.

05:40 Scarelli, quella dell’informazione corretta, chi invita? Pamela Prati. E non la fa neanche parlare…

08:00 Il sindaco di Susa No tav perde le elezioni. Godo!

08:25 Addizionali Irpef: secondo Italia oggi salgono. Ecco le tasse nascoste (oggetto del mio prossimo libro).

09:03 Pameli Prati reprise

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3 Commenti

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  1. Semplicemente perché sarebbe come lasciare in mano ad un paese con le casse bucate la possibilità di autofinanziarsi, facendo signoraggio sui nostri conti e titoli di stato tramite l’inflazione che, a meno di un esplosione dall’oggi al domani quindi imprevedibile, vedrebbe richiesta di maggiori interessi per il maggior rischio quindi sempre meno possibilità di ripagare. Sarebbe come cercare di rianimare un paziente praticamente morto, cioè, senza riforme strutturali serie per combattere il debito o, più che altro, alzare il PIL (ad esempio spingendo sull’aumento della produttività per ore lavorate attraverso una vera informatizzazione) non se ne esce, i problemi rimarrebbero sempre li stessi addirittura con un inflazione fuori controllo che ben presto potrebbe diventare iperinflazione dove bruciare banconote per scaldarsi sarebbe più conveniente che comprare pellets.

  2. Sul debito, spero che qualcuno possa rispondere alla seguente domanda, che credo ponga una questione di fondo di estrema e basilare importanza, che cercherò di chiarire.

    Il debito italiano è attualmente al 132% del PIL che, a quanto pare, corrisponde a circa € 2.260.000.000.000.
    Supponiamo per assurdo che una sorta di magia saldi questo debito per mezzo di una specie di “prelievo” istantaneo su ogni cosa da cui si possa prelevare: conti correnti, privatizzazioni… ogni cosa immaginabile.

    La domanda è questa: i (pochi) soldi che rimarrebbero in circolazione, COSA SAREBBERO?

    Cioè, immaginando di avere debito 0%, il denaro circolante non sarebbe, per definizione, il risultanto dell’emissione di titoli di debito. Tuttavia, è da numerosi decenni che è stata abbandonata la corrispondenza tra riserve aurifere e denaro circolante, per cui non potremmo neanche affermare che il denaro circolante con debito 0% avrebbe biunivocamente una corrispondenza in oro. Petanto, quel denaro, cosa sarebbe? Suppongo che sarebbe comunque un’astrazione. E se è un’astrazione, supponendo per semplicità che tale denaro circolante sia pari a 100, perché allora non potrebbe essere pari a 200?

    Chiedo, veramente, se qualcuno può darla una risposta soddisfacente a questa domanda. In mancanza di questa, io purtroppo non riesco a capire perché non si possa semplicemente stampare denaro in misura tale da soddisfare la necessità di scambio di beni e servizi. Conosco bene il fenomeno dell’inflazione. Questa avviene quando il denaro circolante è tale da creare una domanda di beni e servizi superiore alla potenziale offerta, che dunque aumenterebbe di prezzo. Ma il sistema produttivo italiano sarebbe in grado di supportare, entro certi limiti, l’aumento della domanda derivante da una maggior quantità di denaro circolante. Che poi è ciò che fa il Giappone, che è vero che cresce poco. Ma cresce poco perché ha un debito alto, o perché il suo mercato è saturo per altri motivi?

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