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I tre rischi che corre il governo. Fico vuole i porti aperti.

Rassegna stampa del 1 luglio 2018

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Ci sono tre fronti nel governo, che oggi sembrano sotto controllo, ma potrebbero comprometterlo.

1. Questione migranti.  Non solo Fico, ma una buona parte della base di sinistra del movimento cinque stelle, mal tollera le uscite e il pugno di ferro di Salvini. Quando, speriamo mai, dovesse succedere un incidente in mare (sul modello di quanto avvenne per l’esodo albanese) potrebbero esserci guai.

2. Sui diritti civili anche in casa abbiamo un problema. Esploso con la partecipazione del grillino e prima rutelliano Spatafora al gay pride, Dice bene Feltri, i grillini vanno al gay pride e i leghisti a Pontida. Non si mette in discussione la legge sulle unioni civili. Certo. E forse questo è il fronte meno caldo. Il ministrp Fontana e Spatafora, potranno bellamente ignorarsi. Ma per quanto? Fino al prossimo bonus bebè, riservato alle sole famiglie tradizionali.

3 sull’economia sapevamo che sarebbero stati guai, oggi la Bulian sul Giornale ci racconta bene il colore dei consiglieri di Di Maio. Ma questo sarà un percorso con tre fronti. Il taglio imprenditorial=leghista che capisce i voucher e la flessibilità contro le balle dell’economia circolare del grillismo. E il terzo fronte dei giallo-verdi, questa volta insieme, contro il ministro Tria che non vuole aprire i cordoni della Borsa. Questo il fronte  più caldo.

oggi trovate tutto, in nuce, sui giornali.

Fico vuole i porti aperti (1 lug 2018)

Fatti e opinioni salienti sui quotidiani nazionali (e non)

  • Porti, Roberto Fico contro Di Maio e Salvini L’accordo europeo: le reazioni dei giornali
  • Incredibile: Angela Merkel ci rifila i suoi migranti agli altri Paesi
  • Matteo Salvini a Pontida, i grillini al Gay Pride di Milano. Libero sintetizza così
  • Domani arriva il decreto dignità. E anche qui bisticciano
  • Mssimo Gramellini non ci sta e se la prende con Salvini
  • Nicola Zingaretti insulta la Lega e si candida a segretario del Pd
  • Cosa dice oggi il New York Times (che mi è costato 6 dollari)