Commenti all'articolo Gli effetti della manovra? Tutto scritto 50 anni fa

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Orlo
Orlo
30 Settembre 2018 19:08

Effettivamente fino al 2007 il debito si era assestato al 100%,ma dopo è arrivata la recessione che ha rotto il fragile argine costruito senza la crescita economica. Le dinamiche del debito sono figlie degli ultimi anni ’60 in poi,dove l’obbligato(e inevitabile anche dopo l’obrobio consumato nel 1975 ai danni del Paese incardinato su una banca d’Italia compratore obbligato di bot invenduti sul mercato previa stampaggio di moneta e in parte dovuto alla politica di Reagan)divorzio” del 1981 tra tesoro e banca d’Italia ha messo in chiaro una situazione drogata,che per rendere l’idea si potrebbe paragonare a ciò che ha portato la Grecia ai recenti infausti accadimenti,dall’nflazione. I governi Craxi hanno tentato di riportare l’Italia sulla via della crescita e del contenimento del debito anche tenendo stabile il disavanzo ed inoltre tramite un referendum che ha dato dignità agli italiani con la sua vittoria,spezzando la scala mobile con la sua nefasta contingenza riportando il potere d’acquisto reale cresciuto del 10% in breve tempo. La ricetta diede anche dei buoni frutti dal momento che l’esperienza fini con una inflazione al 4% e una crescita economica uguale. I disguidi di una enorme discrepanza di entrate nelle casse dello Stato,che tra gli anni ’60/70 erano quasi la metà dei paesi occidentali che stavano intraprendendo con l’Italia,la costruzione del welfare state su basi falsate che… Leggi il resto »

Me
Me
30 Settembre 2018 12:40

La disoccupazione aumenterà a prescindere dal reddito di cittadinanza. Continuano le grandi famiglie e marchi a vendere o svendere molti vanno in bancarotta. Sono proprietari di aziende che lasciano disoccupati i propri lavoratori e quelli dell’indotto. Un tappezziere che lavora nei presssi del Vaticano ha un elenco infnito di famiglie in bancarotta quelle che un tempo foraggiavano la sua attività. Il centro di roma è simbolo di ricchezza di alta ricchezza che è la prima in dofferenza. Immagino ma non so se l’azienda di famiglia Rasciatano stia in sofferenza per ovvvi motivi di particolarità del settore olio e vino e vincoli per l’esport. Va meno peggio al settore della moda ed indotto ma i marchi importanti sono andati venduti o svenduti e non restano in itlaia. La invito a leggere Mercatone uno, la vicenda è simile a quella di molti imprenditori, commercianti come il produttore della famosa mortadella laziale da 90 kg Fiorucci. non avere aziende in Italia significa disoccupazione che dilaga. questo liberismo è nocivo.

Orlo
Orlo
30 Settembre 2018 11:31

Ciao Claudio Bisogna partire da vicino per arrivare lontano. Ad oggi chi rimane disoccupato per cause nn sue ha a disposizione la naspi che è un sistema di protezione che assicura un buon redditto e ti rende in dote una cifra(mi pare 5000 euro)da usare,tramite agenzie per l’impiego dello Stato o private)che permette di reinvestire su se stessi,con l’aiuto di specializzati,con l’obiettivo di rientrare nel mondo del lavoro. Il referendum del 2016(chiamiamolo di Renzi per comodità di apprendimento),oltre ad un avvanzato tenore riformista(legato all’italicum)aveva dei passaggi che se lo stesso fosse passato ad oggi ci avrebbe permesso di avere un sistema ANPAL gestito a livello nazionale(e nn regionale com’era e com’è tuttora,purtroppo)dove la naspi con il rei avrebbe coperto le lacune permettendo di spostare gli investimenti pubblici in determinate aree o settori. Ad oggi,già con l’intervento sulle indennità portato dal minimo di 2,al minimo di 6 senza una chiara idea della reale situazione del mondo delle imprese e con l’intervento recente della Consulta(da ormai anni,come rileva il Cassese,orientata verso sentenze conservative,se nn regressiste)che rimette al centro la discrezionalità del giudice del lavoro,accompagnato da un redditto di cittadinanza senza avere un sistema ANPAL nazionale,si sta parlando semplicemente di mero assistenzialismo e si imprime un enorme stop alla crescita degli investimenti in risorse umane e industriali,senza rendere meno torbido il terzo settore,la… Leggi il resto »

jo
jo
29 Settembre 2018 21:28

Ma come si fa a pubblicare pezzi scritti dall ‘Annunziata? Eppure fa la giornalista!!!! in barba a tanti giovani professionisti bravi che si fanno un mazzo per poche lire.
Ma così è se vi pare !!!