Zuppa di Porro: rassegna stampa del 10 febbraio 2020

Il giorno del (non) Ricordo

00:00 Oggi è la giornata del ricordo sul crimine delle Foibe. Ma siccome è il ricordo dei crimini comunisti contro gli italiani, i giornali che gridano ad ogni pié sospinto sul ritorno del fascismo e sull’odio non dedicano praticamente neanche una riga in prima pagina a questo ricordo.

03:34 Coronavirus, i titoli allarmistici dei giornali. E Repubblica ci dice che la Cina è arrabbiata con noi.

06:10 Il Wall Street Journal invece sceglie di raccontare la storia del guarito.

07:05 Sulla prescrizione Sallusti svela il solito bluff di Renzi che è un professionista dei penultimatum.

10:15 Il flop del reddito di cittadinanza.

10:55 Il bonus del governo sulle facciate delle case…

11:45 Nuovo accordo con la Libia e la Bongiorno fa la maestrina spiegando perché Salvini non si deve far processare.

13:10 La sondaggista Ghisleri ci spiega perché la Lega vola.

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30 Commenti

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  1. L’onestà intellettuale prima di tutto impone di ricordare bene le responsabilità dell’immane tragedia dell’aggressione nazifascista all’Europa liberale, fonte di tutti gli orrori successivi.

  2. Ma che supponenza da parte di una certa sinistra!! 

    HA nascosto per anni crimini leninisti, stalinisti, maoisti, neo maolisti, cambogiani, partigiani nelle guerre civili Pre e post 2 guerra mondiale, con diverse motivazioni ed interessi ideologici e materiali. 

    HA evidenziato giustamente i crimini nazisti, fascisti, dittatoriali in diverse parti del mondo sostenendo principi di umanità e libertà. 

    La onestà intellettuale richiede che tutte le vittime delle azioni suddette siano ricordate ugualmente, con la stessa forza e costanza nel tempo. 

    Sarebbe importante che nessuno si sentisse in una condizione privilegiata, dalla quale giudicare e discriminare sia il tipo di crimine, sia l’appartenenza politica dell’altro. 

    Se si agisce diversamente, allora si parla con la riserva mentale di essere superiore, supponendo di possedere esclusiva e vera coscienza ed umanità.

    Il fine ultimo poi non diventa altro che conservare o acquisire posizioni di potere, politico ed economico !

  3. Solo alcune considerazioni riguardo l’italianità dell’Istria, regione mista in cui convivevano italiani e slavi. l’Italia ha amministrato quella regione solamente per poco più di venti anni, “occupandola” con la sua burocrazia e “inondandola” di dipendenti pubblici, in divisa ed in abiti civili, provenienti da lontano, con accenti e mentalità diverse dalle abitudini locali. Il fatto di parlare italiano non coincide sempre con il desiderio di essere amministrati da Roma (Canton Ticino docet). Ovviamente questo commento non intende avere alcuna attinenza con il discorso foibe e pulizia etnica.

    • L’Istria è italiana da sempre, così pure la Venezia Giulia e la Dalmazia.

      Prima della pulizia etnica serbo-croato-slovena, i contadini, i mercanti, gli imprenditori, gli impiegati, gli operai, gli intellettuali parlavano un dialetto di origine veneziana, come prima lingua, e poi l’italiano. Gli slavi, trapiantati lì a più riprese per ripopolare zone colpite da periodiche epidemie erano in minoranza e in posizione economicamente e socialmente marginale. La convivenza pacifica e produttiva, resa possibile dagli italiani per secoli, divenne impossibile per esclusiva volontà dei titini e delle mire di conquista di croati e sloveni.

  4. La sinistra italiana non mostra una vera identità coerente con indirizzi precisi anche se nelle sue braci arde la passione leninista marxista ecc. ma si nasconde dietro un liberalismo che di fatto è liberismo di stato dittatoriale.

    Ieri sera ho ascoltato Lorenzo Dondoli, rappresentante delle sardine il quale afferma che: “non vogliono sostituirsi allo stato ma esiste un distacco tra il palazzo e la visione reale.

    Il loro proponimento si orienta verso la salute pubblica, temi e proposte e comunque;

    Studieremo come fare, lo vedremo. Stanno decidendo cosa e come farlo, nel frattempo canalizzano la rabbia”.

    Nulla di nuovo, anzi il vuoto assoluto.

    Dichiara apertamente che alla loro giovane inconsapevole età non hanno capito ancora nulla e devono studiare come e cosa fare se non canalizzare la rabbia, non verso una compagine politica di cui afferma l’incompetenza, ma verso Salvini e la Meloni come se non fossero persone che la pensano in maniera diversa, da odiare solo per questo. Un vero orrore.

    Professano amore e seminano odio.

    Riguardo ai milioni di morti ad opera comunista, nelle scuole certi avvenimenti si leggono a grandi lettere e altri con caratteri minuscoli pressoché inesistenti e poco chiari, comunque non oggetto di dibattito.

    Miei cari rossi, continuate a seminare l’odio che vi ritorna indietro.

    • Direi che non tutte le sardine sono di “giovane ed inconsapevole età”. Magari lo sono quelle che vanno in tv e, affettando ingenuità per celare oltre che la loro sostanziale stupidità anche la loro rabbia, ripetono i soliti vuoti mantra “de sinistra”. Ma nelle piazze, dietro, davanti e di fianco a loro ci sono fior di babbioni/e con la bava alla bocca che se potessero ripristinerebbero l’uso delle foibe per i “nemici”.

    • UN ALTRO VUOTO A PERDERE, COME IL CERCHIETTARO. QUI, C’E’ IN PIU’ UNA BRUTTA ARROGANZA. TACETE E ANDATE A SCUOLA

  5. Tutto il mio rispetto a Liliana Segre deportata e sopravvissuta ad Aushwitz. Il rispetto si accompagnerà alla stima per la sua persona se la Signora Segre come vittima sopravvissuta ad una persecuzione spenderá oggi una parola sui martiri delle foibe. Se così non fosse continuerei a rispettare la sua storia ma non avrei stima per la sua persona.

  6. Eravamo ad Aurisina, non tanto lontano dal confine Yugoslavo, durante le vacanze estive 1946/47, perché mio padre era il contabile costi e paghe, dell’impresa che costruiva la strada Monfalcone – Trieste per gli Americani, che volevono un accesso veloce per i loro carriarmati, in caso della necessità di difendere Trieste dai comunisti di Tito,

    Con amici della mia giovane età, si giocava a nascondino davanti una osteria, con tavolini disposti fuori l’entrata, e mentre ero nascosto dietro le gambe di coloro che erono seduti al tavolino, sentii che dicevono (sottovoce) di gente che fu gettata nelle foibe, mentre era ancora viva.

    Non conoscendo la parola, chiesi, al mio rientro a casa, cosa sarebbe una “foiba”. Mio padre mi avvisò di mai parlare di quanto sentito.

    Durante la presenza di mio padre sul cantiere, fu prelevato da un gruppo di partigiani, pensando che era il proprietario dell’impresa, e volevono fucilarlo. Lui, per fortuna, spiegò che era un semplice dipendente, e che loro dovevono andare a Milano per trovare il “padrone”.

    Mio padre decise allora di ritornare in Africa, contattò i venti artigiani e meccanici che connobbe in campo concentramento; avvisò il Commandante Palfrey, e alla ricevuta dei permessi di lavoro per il Tanganyika, salparano per quel tranquillo paese.

  7. Di Festival in questi giorni ce ne sono stati almeno due nello Stivale: quello sanremiano e quello quirinalizio. Poi, oltreoceano, c’è stato quello che è andato in scena dalle parte di Los Angeles. Del primo e del terzo , oltre alle terze pagine, ci sono piene le prime pagine dei mass-media. Il secondo invece sembra sia passato del tutto inosservato. Eccolo. «Foibe, Mattarella: “Sciagura nazionale alla quale non fu attribuito il dovuto rilievo. No al negazionismo, avversario è l’indifferenza”». Le Foibe sono state più che una sciagura nazionale: è stata una macellazione perpetrata contro quella parte degli italiani costretti all’esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, assegnate a Tito dalla conferenza di Pace di Parigi, in omaggio alla Russia. E su questo non ci piove. Come non ci piove sul fatto che tutti i governi che si sono succeduti dal 1946 in poi niente hanno fatto per omaggiare la verità e dare pace agli almeno 20 mila italiani assassinati- nel periodo tra il 1943 e il 1947 – e agli almeno 250mila esuli italiani costretti a lasciare le loro case e i loro averi. Tuttavia una cosa Mattarella potrebbe fare ed è quella di non far più continuare ad elargire contributi da questa o quella istituzione a favore di quella miriade di associazioni, con Anpi in testa, che questi martiri continuano ad irridere. Tuttavia la cosa molto strana, che è comunque madre e figlia della ‘decadenza spacciata (appunto) per progresso’, è questa voglia matta dei cosiddetti radical chic di inzupparsi nella tazza sorosiana sempre piena di decadenza.

  8. A distanza di 75 anni, anche se molto faticosamente, si sta smontando la favoletta del tutti buoni da una parte (i partigiani rossi soprattutto) e tutti cattivi dall’altra (quelli non comunisti al tempo) compresi i partigiani non allineati al dictat del pci. Al ricordo delle violenze avvenute nell’Istria si dovrebbe aggiungere quello delle stragi di militari e civili perpetrate a fine conflitto, con processi sommari e vendette personali, dalle varie brigate rosse. Consiglio di leggere “Il sangue dei vinti” di Gianpaolo Pansa, scrityore non certo di destra.

    • Hai dimenticato l’origine di tutto: l’aggressione fascista alla Jugoslavia e alla Grecia.

      Rileggiti il libro di storia caro.

      • Sal la storia la conosco abbastanza bene, anche perché, forse a differenza sua, ho avuto modo di parlare direttamente con parenti inviati con le truppe in Russia, Africa e Jugoslavia. Oltre ad aver conoscenza approfondita della lotta partigiana delle mie parti ove per fortuna non spopolava il pci. Sono abbastanza vecchio per aver sentito i racconti dai diretti interessati tra cui mio padre. Quindi caro Sal scenda dal suo colto trespolo: non è ancora detentore di tutte le verità.

  9. Nella scuola pubblica italiana, tanto vituperata e umiliata da molti loschi figuri qui presenti, ci sono moltissimi progetti e percorsi dedicati agli studenti per ricordare quei tragici avvenimenti.

    • Scuola italiana ha no bisogno di essere vituperata…basta guardare livello culturale medio di chi sforna da 50 anni…aggravato da ormai inesistente educazione civica che porta scriventi a nascondersi pateticamente dietro improbabili pseudonimi…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

    • Sal ma proprio non riesce ad evitare di insultare chi non la pensa come lei? (“loschi figuri qui presenti..”). Lei rappresenta lo stereotipo del sx rancoroso dotato di splendidi paraocchi che le impediscono di guardarsi intorno.

      • Nessun rancore caro. Sputare sul lavoro quotidiano di centinaia di migliaia di docenti, umiliare la scuola con 4 becere parole: QUESTO E’ INSULTARE.

        • Caro Sal tra queste centinaia di migliaia di docenti di cui credo lei faccia parte c’è pure la professoressa di Italiano che al Liceo dava voti bassi a mia figlia non perché non sapesse scrivere ma per ciò che esprimeva. Alla maturità mia figlia ebbe l’encomio dalla commissione con tanto di lode proprio sul tema di italiano. È innegabile che la scuola pubblica italiana sia molto orientata a sinistra. Libera scuola in libero Stato.

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