Commenti all'articolo Il pugno di Toninelli? Se fossi un genovese…

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Anna Widar
Anna Widar
29 Novembre 2018 1:08

ma questi stanno ancora a fare il pugno…. ma come sono stati allevati?! noi qui abbiamo bisogno di gente sana, non di gente al 30%….
per risollevare questo Paese c’è bisogno di ben altro che quei pugnetti chiusi!
ci sono ancora persone sane e valide, non inquinate dalla fetida new age?…
che si facciano allora avanti quelli sani, onesti, e volenterosi, se ne esistono ancora…

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
17 Novembre 2018 0:00

Come al solito non per nulla i miei amici di gioventú mi chiamavano la boia. Il mio cervello va a rilento e lavora per associazioni improvvise. Un po allo stile di Nietzsce,solo dal punto di vista letterario. É la vostra cita sulla famosa quota cento e d’improvviso mi é apparso un grafico, uno dei tanri della Zuppa, che mostra l’assenza di credito disponible per le piccole e medie imprese da parte del sistema bancario. Allo stesso tempo mi venne in mente il commento che delle otto o novemila piccole imprese fallite la stragrande maggioranza erano micro imprese. Questo tipo di imprese non aveva il gomito dinanziario sufficentemente aperto per il sistema bancario privato e perció senza accesso al credito fallí. Naturalmente questa non é l’unica ragione ma oggi si é quella che impedisce una vera rinascita dell’economia. Quindi invece di giocare con misure di tipo assistenziale che ipotizzano una crescita incerta nin si si al cuore del problema? Si deve creare una banca per investimenti tutta italiana , senza sportelli limitata a dar crediti solamente a micro e piccole imprese. Quindi una banca che non dipenda da istituzioni europee. Il proposito é di offrire crediti ripagabili in tempi ragionevoli senza interessi o solo un interesse niminale. Questo tipo di banche esiston ed anche con successo. Il capitale iniziale puo essere… Leggi il resto »

Calimero Alessandra Campisi
Calimero Alessandra Campisi
16 Novembre 2018 22:49

Indimenticata la “Taverna del formaggio collerico”: traslitterazione del diffuso nome da Pub “The cross keys”. Grande P.G.W. Ho quasi tutta la collana, anche in inglese. Vecchie edizioni. Voglio portarmele nella tomba. Così continueró a sghignazzare anche dall’aldilá.
Grande Nicola.
Calimero

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
16 Novembre 2018 18:46

A parte la faccia da genio del ministro mi colpí , con un certo ritardo, la vostra cita sulla ricostruzione del ponte che si doveva fare UN PONTE ECOSTENIBLE, definizione che, a prima vista, sembra idiota ma che, se si interpreta come resistente agli attacchi dell’ambiente, ergo corrosine. Allora vuol dire che si sono resi conto che un ponte con una campata sospesa con tiranti e stralli in calcestruzzo armato era una follia detta dall’inganno di risparmiare sul ferro. Basta guardare i numerosi ponti con campate addirittura sul mare o fiumi in acciaio per capire che il difetto di scelta fu fatto dai politici. Vi do un solo esempio il ponte di Brooklin oggi chiamto Easr River Bridge inaugurato, sentite bene, nel 1883, altro che Morandi, altro che la solita storia che si sapeva che una struttura in cemento armato ha una vita utile di 50 anni. E se era cosí perché avete permesso tutte quelle case e costruzioni private sotto il ponte? Il responsabile siete voi di questo e degli anteriori governi. Tra pa parentesi il ponte di Brooklin fu costruito da iun privato.