Zuppa di Porro: rassegna stampa del 23 dicembre 2019

La supercazzola di Bankitalia per salvare la faccia

Condividi questo articolo


00:00 Banche, Visco con le risposte (preparate) alle domande di Fontana su Corsera non convince del tutto: sostiene che le banche sono imprese come le altre e che decidono in piena autonomia. Seeeee. E la moral suasion dove la mettiamo?
04:28 Conte ci riprova a dare una botta alla Autostrade. Certo è che se i dati della Stampa (fonte Corte dei conti) su utili e investimenti degli autostradali non venissero smentiti dagli stessi, si può dire che sono rentier senza grandi capacità. Da questo ad auspicare il loro affidamento all’Anas ce ne passa.
06:48 Senti Costa e capisci da chi siamo governati.
07:24 Il Daily Mail e la truffa delle finte recensioni positive su Amazon.
08:25 Se Grillo e Casaleggio si prendono 700 mila euro da Onorato tutto bene. Se lo fa Renzi, tutti indagati. La doppia morale del Fatto & compagnia.
10:15 I giornalisti in Italia sono di sinistra: sai che scoperta. Ma ora per il Giornale è ufficiale, lo dice ricerca Columbia University.
11:01 Salvini per la prima volta dà una bottarella a Mattarella.
11:43 La mitica vodka Atomick, made in Chernobyl, raccontata da un favoloso Giuliano Ferrara.
12:28 La tragedia della due ragazze morte a corso Francia a Roma. Temo che non la si possa liquidare solo come una responsabilità del guidatore, positivo a droga e alcol.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


4 Commenti

Scrivi un commento
  1. Visco non sa fare i suo mestiere ed e’ responsabile della vigilanza. Che vigilanza ha esercitato? Merita di essere licenziato e condannato per non aver fatto il suo mestiere e dovere. Se gli ispettori non hanno raccomandato misure per la Pop. di Bari anch’essi meritano il licenziamento e corresponsabilita’ nel disastro. Gli azionisti devono perdere il loro capitale. Non piu’ aiuti di Stato. Il CdA deve essere giudicato per bancarrotta fraudolenta.

  2. nel merito del discorso, il governatore ha sancito con chiarezza che i controlli vengono fatti e che hanno portato a conoscenza delle gravi situazioni economiche delle banche, ma sono però, fini a se stessi cioé informative interne perché non informano gli azionisti, nè tantomeno i correntisti, non impongono misure di risanamento e pertanto non servono ad evitare i default perché in ogni caso sono fatti a consuntivo, quando ormai le perdite economiche e finanziarie si sono già manifestate . Visto e considerato che l’ex istituto di emissione non rappresenta più l’organo previsto dalla legge bancaria del 1936, la domanda facile é : o si ritara alle nuove esigenze, o si chiude , così i correntisti sapranno che non hanno alcuna vigilanza sui loro risparmi e li nasconderanno da qualche parte o se li spenderanno a loro piacimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *