Zuppa di Porro: rassegna stampa del 7 marzo 2020

Ursula, sotto la pettinatura niente

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00:00 Due le grandi questioni di oggi: bloccare completamente tutto perché abbiamo un sistema sanitario lombardo al collasso, oppure cominciare a fare delle scelte…

02:30 Economia: grande divisione nel mondo tra chi vuole chiudere l’economia dando priorità alla salute e chi invece dice che non possiamo far crollare il nostro sistema economico.

04:40 Banca Intesa San Paolo mette a disposizione 100 milioni di euro per gli ospedali.

05:20 Non ci sono più mascherine per gli italiani. Perché? Perché le abbiamo regalate ai cinesi. Roba da matti!

05:55 Sul Sole 24 Ore, trovare nuovi Commissari per 25 opere da fare. Speriamo siano veloci come con il ponte Morandi.

06:30 Ecco gli economisti del giorno dopo: a partire dal 2014 abbiamo speso 20 miliardi nel welfare anziché nella Sanità. E adesso ci lamentiamo. Mettiamoci d’accordo!

07:15″ Vogliono Salvini malato”, così titola Il Tempo. Uomo della sua scorta risultato positivo al Coronavirus.

07:40 Viva il negazionismo climatico, vogliamo il caldo perché ammazza il virus. Il concetto vago del pezzo di Ferrara oggi sul Foglio.

08:40 Politica, i 5Stelle di nuovo alleati col Pd per la scelta del candidato in Liguria.

09:15 Bloomberg ha speso 620 milioni di dollari per vincere nelle isole Samoa.

10:00 Ci mancava lei. Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione europea, oggi ci presenta un pezzo surreale su La Stampa.

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37 Commenti

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  1. Porro… gli insulti verso questi inetti che governano l’Europa non sono mai inutili ma necessari….

    quasi obbligatori!!!

  2. salve a tutti.

    è la prima volta che vengo in questo blog perchè sono in quarantena è non ho niente di meglio da fare che passare il tempo in internet.

    Ho letto con attenzione altri post ed i relativi commenti.

    A parte le solite ragazzate di chi parla senza saper parlare offendendo a destra ed a manca, per il resto mi sembra ci siano persone ragionevoli.

    Due sono gli argomenti in questione:

    o avere panico per l’ambiente, o avere panico per il coronavirus.

    In Europa pare che abbiano scelto il panico per l’ambiente e così hanno stanziato 1000 miliardi di euro per non si sa bene cosa.

    L’economia ristagna e l’epidemia darà il colpo di grazia ad una economia arcaica, proprio come il coronavirus è più mortale con gli anziani.

    Forse si stanno già facendo le prove tecniche dell’economia futura voluta dai giovani che protestano per l’ambiente?

    Le smart city, l’economia della condivisione, niente più denaro cartaceo, e-learning, la green economy delle borracce d’alluminio, forse saranno questi i capitoli di spesa della signora der Leyen.

    Probabilmente in Europa non ci sono idee di come uscire da una stagnazione decennale e sperano in queste soluzioni ambientaliste.

    Diciamo anche che se la signora der Leyen è seduta su quella importantissima poltrona lo deve proprio al movimento della ragazza, in quanto i voti che ha convogliato sui verdi sono bastati a fermare l’ondata sovranista che avrebbe cambiato drasticamente i rapporti di potere in Europa.

    E come politica vuole, bisogna ricompensare chi ti ha aiutato.

    • L’ESAURIMENTO delle risorse energetiche è più pericoloso dell’INQUINAMENTO. Conoscete la Storia degli abitanti dell’Isola di Pasqua?? Stavano bene ed erano ricchi fino a che tagliarono l’ultimo albero dell’isola e divennero cannibali. Vogliamo fare la loro fine?? I fossile si esauriscono e non risulta che siano replicabili.

      • Ma sai che esiste e a cosa serve la ricerca scientifica? E sai che esiste anche il nucleare, che tu credi sia il figlio del diavolo?

        • Queste ricerche sono solo delle speranze. E’ un gioco al “risico” che può riuscire e non riuscire. Se fossimo saggi prenderemmo in considerazione anche l’ipotesi che tali studi non risolveranno granché. Il nucleare è limitato dalla disponibilità di Uranio e dalla sua pericolosità. Andiamoci piano.

      • sig. ferdinando, lei ha toccato il punto principale della questione.

        La nostra società è stata costruita sulle fondamenta del petrolio: tutto è di plastica.

        lei esterna la paura più grande che non è nè l’inquinamento, nè il clima, ma bensì la fine del petrolio.

        Tutte queste manovre cosidette ambientaliste, secondo me, hanno come unico scopo cercare di ritardare il più possibile la fine di questa preziosissima risorsa.

        Ma è un’incubo che dura dal 1973, dalla famosa crisi petrolifera.

        Tutto qui il problema.

        Purtroppo non si parla chiaro e si buttano in campo argomentazioni illusorie, come la lotta ai cambiamenti climatici.

  3. Se la cosa dovesse veramente impazzire, con milioni di contagiati, penso che sarebbe opportuno pubblicare una cura fai da te online e togliere la prescrizione medica per le medicine necessarie, da acquistare in farmacia. 

  4. Ursula non ha praticamente ALCUN potere politico: non potrebbe neppure imporre una linea comune per quanto riguarda la gestione delle frontiere perché poi i singoli Stati farebbero quello che vogliono. Quindi dice cose irrilevanti. Altri al suo posto farebbero lo stesso.

  5. La situazione economica è grave, questo è chiaro. Ma perché non si colgono le poche opportunità esistenti? Il vaccino è di là da venire, ma non potremmo produrre più disinfettanti e mascherine?

  6. Come consigliato dall’infettivologo del S. Martino di Genova prof. Bassetti occorre un triage con maglie più strette per i ricoveri dei positivi al virus privilegiando i pazienti gravi. Se si ricoverano, come é avvenuto finora, quelli con sintomatologia lieve il sistema non può che collassare. E non va esclusa una selezione su base prognostica, in rapporto all’età ed alla comorbilità, anche per l’ammissione alle terapie intensive quando queste rischino la saturazione dei posti disponibili.

    Peraltro, per chi non lo avesse ancora fatto, invito a leggere il pezzo di Gasbarro che ipotizza a ragion veduta una presenza del virus in Italia ben precedente alla data della sua identificazione coi tamponi e che induce a pensare che i numeri dei contagiati asintomatici e dei guariti siano infinitamente maggiori rispetto alle percentuali ufficiali rilevate in fase post-tampone. Ciò porta ad un moderato ottimismo e alla constatazione che l’emergenza attuale sarebbe più indotta dagli ultimi fotogrammi del “film coronavirus” che dal suo intero svolgimento. Se così probabilmente é occorre considerare l’epidemia come un’ influenza magari leggermente più contagiosa ed aggressiva ma gestibile senza drammatizzazioni emergenziali e senza panico. E magari occuparsi dell’economia che collassando di vittime ne potrebbe fare enormemente di più di questo virus. Non vorremmo che i posteri ridessero di una umanità che ha distrutto la propria economia e diffuso ovunque morte e miseria per aver equivocato trasformando un’influenza in pestilenza.

    • Non lo sai che la situazione può cambiare anche repentinamente da un giorno all’altro? Ma che c a z z o di coerenza cerchi?

      • Mi sono già pentito di averti chiesto di tornare per non lasciarci in balia solo delle scemenze delle due comari. Adesso si aggiungono di nuovo le tue.

    • Prima la Saluto o prima l’Economia? E’ il dilemma dell’ILVA di Taranto. La salute è importante ma se poi uno muore di fame in perfetta salute non credo che sia meno grave.

    • > Peraltro, per chi non lo avesse ancora fatto, invito a leggere il pezzo di Gasbarro che ipotizza a ragion veduta una presenza del virus

      Si legga il mio commento a quel post. Di “ragione” in quel post non c’è proprio niente.

      • Si legga la mia risposta al suo commento che non mi pare rispecchi il contenuto degli articoli riportati da Gasbarro. Magari se li rilegga più attentamente e vedrà che non parlano “solo” di polmoniti batteriche, ma “anche” di polmoniti batteriche, mentre una gran parte di quelle riscontrate non ha agente patogeno identificato e non può quindi ragionevolmente escludersi che siano state di origine virale.

  7. O li stermini , o ti sterminano.

    E’ semplice.

    Ti offro un’alternativa alle parolacce, che vanno benissimo peraltro.

    Le pernacchie.

    Ursula… e via di pernacchia.

    Quanto alla UE, l’italia miserabile non ha alcun interesse a rimanerci.

    Si tratta di una gabbia burocratica guidata da delinquenti politici esteri che fanno gli interessi dei loro paesi.

    L’italia deve avere mano libera, e ne ha già abbastanza della burocrazia autoctona, maestra nel mondo quanto a inefficienza, doppiezza, corruzione.

    Fuori dalla UE, mantenendo l’euro, fintanto che sarà utile.

    Puoi paragonare l’euro, con molta buona volontà, ad una specie di gold standard.

    Esso potrebbe servire a evitare la fregola svalutativa che deriverebbe dall’adozione di una valuta nazionale, e che i politici gradirebbero tanto per continuare meglio che mai nelle loro azioni di malgoverno, e distruzione dell’economia.

    Ascolta qualche conferenza di Huerta De Soto.

    E mi raccomando, vai di pernacchia.

  8. Il Prof. Giorgio Marbach è stato nella Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Roma il miglior studente della sua generazione. A 21 anni pubblica il suo primo contributo scientifico e si avvia alla carriera universitaria. Diventato Professore Ordinario di Statistica economica ottiene la prima cattedra di Analisi di Mercato in Italia.Numerosi i contributi originali in statistica metodologica ed applicata. Ha un ruolo di rilievo nelle ricerche di mercato: il manuale che le riguarda, considerato una sorta di «Bibbia» del settore, ha avuto generazioni di lettori nel corso delle 10 versioni che si sono alternate nel corso di 38 anni, fino alla più recente edizione del 2014.Nel periodo trascorso in Universitas Mercatorum ha prodotto tra l’altro: un contributo metodologico (The Index of Consumer Sentiment: a Tradition We Need to Revise, con una versione in italiano); uno studio applicativo (Le rilevazioni degli ascolti televisivi: passato, presente, prospettive – con Alfredo Rizzi), un’ampia rassegna della ricerca scientifica italiana.Ha ricoperto ruoli di rilievo in numerosi organismi: Ispe – Istituto per la programmazione economica – RAI (nella veste di consigliere scientifico), Auditel, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, Assitalia (componente del CdA), Fata Assicurazioni (CdA), etc.* * * Giorgio Marbach ha avuto un ruolo determinante nel forgiare i tratti salienti di Universitas Mercatorum in un arco di oltre 10 anni. Ha partecipato al Comitato Ordinatore, quindi acclamato Rettore a luglio 2009, carica che ha ricoperto fino al 31 ottobre 2014.Ha sempre posto in primo piano l’ottimismo della ragione. Ha richiesto a se stesso, così come ai docenti ed allo staff, un impegno costante con spirito di appartenenza. Da professore di lungo corso, assai apprezzato ed amato dai suoi allievi, ha orientato la didattica in Ateneo al rigore friendly, sollecitando sempre di suscitare il sorriso agli studenti.La presentazione del Rettore Marbach nella brochure dell’Ateneo si conclude, così: «la nostra passione predominante è offrire ali per un solido presente ed un volo futuro più in alto».

  9. Caro Porro, tu non capisci il politicamente corretto. Non urta ne disturba nessuno e lascia liberi di sognare un bel mondo ove i fiumi sono di latte e miele e nulla di male ci può accadere. Perché vuoi riportarci nella dura realtà?? Che male ti abbiamo fatto?? Sono convinto che non credi nemmeno a Babbo Natale. Ma come puoi vivere bene??  Lasciaci ai nostri sogni buonisti.

    • Qualcuno dovrebbe essere cacciato da un forum (for, faris, fatus sum, fari=parlare) perché non ti garbano idee diverse? I tuoi interventi sono zeppi di insulti ma tu non li vedi neanche. Ma l’unico somaro sei tu.

  10. L’ europa ha fatto troppo! L’ europa ha fatto troppo poco! E’ colpa di ursulina! E’ colpa di ursuletta! Si doveva fare questo! Si doveva fare quello! È la pochette contaminata! È colpa del comunismo! No! Dell’ambientalismo!

    No la colpa è di tutti i cialtroni incompetenti che chiacchierano a vanvera.

    Non me ne vado, sono l’unica voce così tanto di opposizione che mi oppongo da solo.

    Ma potevate dirlo chiaro: Sal non sei gradito e così non me ne andavo

  11. me feci er secondo corso de marketing come uditrice alla Sapienza, c’era er Prof, da me soprannoniminato ” occhi di ghiaccio” Marback… er primo corso me lo fece un imprenditore e manager ambito dai servizi…

    Un giorno mentre discorreva di alcune tecnche sul packinging storsi il naso e lui lo notò.

    Mi chiese perchè della mia smorfia.

    Gli feci una domanda, gli chiesi:” Se un prodotto che ha valore nella sostanza necessita dell’appparenza per fare breccia nel mercato?”

    Lui sorrise e disse prima no, poi aggiunse, che in un mercato ove la sostanza non è più la scelta si vende e compete sull’ apparenza. Eravamo a metà anni 90.

    Murback era tutta altra scuola di pensiero.

    Bertani fece un apprezzamento sulla mia capacità di tacere ma era frase usata per sticcare qualcun’altro che a suo dire parlava di qualcosa che conosceva poco e forse anche male… quello del Michelangelo per intenderci ed io lo apprezai per un concetto ruvidamente espresso ma molto pertinente, nonostante io fossi dall’altra parte del tavolo.

    Chieda a tremonti di salutarmi il Duca di Alejandreta ( bella la Glibi)

    A dopo.

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