Acea chiude il 2025 con un utile netto di 481 milioni, il 45% in più rispetto all’anno precedente e consegna ai soci un dividendo record pari a 1,20 euro per azione (+26% rispetto al 2024).
E’ un bilancio da incorniciare quello diffuso dal gruppo guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo che nel 2025 ha anche consolidato il proprio ruolo di operatore infrastrutturale di sistema con oltre 1,5 miliardi di investimenti (+6%), destinati prevalentemente ai business regolati.
Palermo: “Risultati ai massimi storici”
“Il 2025 è per Acea un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali”, ha rimarcato Palermo. “Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale”, ha concluso l’ad di Acea.

Balzano i margini, dividendo straordinario
Il margine operativo lordo proforma di Acea è infatti arrivato a 1.420 milioni (+7%) attestandosi al limite superiore delle attese. Nel dettaglio l’utile netto è comprensivo della plusvalenza generata dalla cessione della rete in Alta tensione, mentre il risultato ricorrente è cresciuto del 15% a 376 milioni. L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 4.963 milioni, sostanzialmente stabile rispetto ai 4.944 milioni di un anno prima. Il cda presieduto da Barbara Marinali ha così proposto un dividendo di 1,20 euro per azione (+26%), di cui 0,95 euro a titolo di dividendo ordinario e 0,25 euro quale componente straordinaria.
Acqua, energia e ambiente
Vediamo ora i risultati per aree di business. Acea ha consolidato la propria leadership nell’Acqua, favorita dall’estensione della presenza territoriale e dall’avvio di opere infrastrutturali strategiche che accrescono la resilienza delle reti idriche. Il gruppo ha inoltre avviato un processo di internalizzazione del know-how lungo l’intera catena del valore, anche grazie all’acquisizione di Aquanexa e ha vinto la gara per il progetto di potenziamento dell’infrastruttura idrica di Brazzaville in Congo; giova ricordare che Acea è l’unico operatore nel settore presente nella cabina di regia del Piano Mattei. Il business Elettrico ha invece visto crescere l’ebitda, trainato da investimenti dedicati al potenziamento e all’ammodernamento della rete, in linea con le esigenze della transizione energetica e con gli indirizzi del piano industriale focalizzato. Quanto al business Ambiente, c’è stata una accelerazione del piano di investimenti focalizzato sul miglioramento della performance e sull’ampliamento della capacità di trattamento dei rifiuti; il tutto in attesa del nuovo termovalorizzatore di Roma che ha ormai ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie.
Sostenibilità e formazione
La strategia di Palermo ha inoltre posto al centro, accanto alla creazione di valore per soci, la sostenibilità. In particolare, Acea ha raggiunto il 63% della produzione di energia da fonti rinnovabili (+11% rispetto al 2024); 600 milioni di metri cubi di acqua potabile in uscita dal sistema acquedottistico e 770 milioni di metri cubi di acqua trattata dai depuratori; 4,4 milioni di metri cubi di acqua riciclata e riutilizzata (+29% sul 2024) a copertura del 90% dei consumi di acqua per usi industriali. Sono state infine oltre 226mila ore di formazione erogate da Acea lo scorso anno ai propri dipendenti, circa 27 ore procapite, con 5mila ore in materia di anticorruzione.

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