Il cardinale Camillo Ruini è stato una figura di spicco della Chiesa italiana, un fine teologo, un uomo di fede profondissima e di cultura sterminata. Durante la sua malattia Giovanni Paolo II sapeva di poter contare su tre figure ecclesiali straordinarie: il cardinale Ratzinger per le questioni di dottrina, il cardinale Sodano per la politica estera vaticana, il cardinale Ruini come cardinale vicario per la Diocesi di Roma e come presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Erano anni in cui le diocesi italiane erano guidate da figure straordinarie quali Martini a Milano, Saldarini a Torino, Siri e Canestri a Genova, Pappalardo a Palermo. Anni in cui la Chiesa dovette affrontare problemi non semplici: il venir meno della pratica religiosa, i cambiamenti politici con la crisi della Democrazia cristiana, lo scandalo di tangentopoli, gli attentati mafiosi con la strategia della tensione.
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La Chiesa italiana sapeva di avere nel cardinale Ruini un baluardo della difesa dell’uomo, una difesa fondata sulle ragioni della fede, della razionalità e della cultura. E anche quando vi era chi lo rendeva oggetto di satira per la sua difesa della sacralità della persona, anche in quella occasione il cardinale seppe andare oltre, con signorilità e simpatia.
Mi auguro che nella Chiesa, come nella società, sorgano tanti altri uomini e tante altre donne con le stesse qualità umane e intellettuali del cardinale Ruini e siano in grado di metterle a disposizione degli altri, proprio come ha fatto lui. Eminenza, preghi per noi, così come noi pregheremo per lei.
Suor Anna Monia Alfieri, 17 giugno 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


