Zanzara tigre

Aeroporto Berlusconi, Cruciani sotterra Sala: “Non vi intitolano mango lo sgabuzzino”

L'editoriale del conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani: il limite agli stranieri nelle classi, l'aeroporto intitolato a Berlusconi e il confronto sul velo.

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Nella puntata della Zanzara del 25 settembre 2026, Giuseppe Cruciani apre con la decisione del governo sulle classi con studenti stranieri che non parlano italiano. Il conduttore prende di mira le reazioni al provvedimento: «Allora ragazzi, ne ho sentite di tutti i colori sulla decisione del governo di limitare le classi al 30% di stranieri che non parlano italiano, al massimo il 30%. Ho sentito razzismo di Stato, provvedimento razzista, bisogna sterilizzare gli stranieri, anzi vogliono sterilizzare gli stranieri».

L’aeroporto intitolato a Berlusconi

Cruciani difende l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi e attacca il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’esponente della sinistra Majorino, contrari alla scelta. La sua replica è una stoccata: «Mai nessuno che avrà l’idea di intitolare a voi non un aeroporto, ma manco uno sgabuzzino. Manco uno sgabuzzino vi intitoleranno. E dunque se c’è qualcuno a cui è venuto in mente di intitolare un aeroporto a Berlusconi, è perché evidentemente Berlusconi è rimasto nella storia d’Italia».

Il velo e la libertà di scelta

Sul velo, Cruciani dice di essere contrario alle proibizioni, ma contesta che il richiamo alla libertà basti a descrivere ogni situazione. Insiste sulle pressioni che alcune donne possono subire: «Ma spesso la donna è costretta, obbligata, obbligata, soprattutto se vuole togliere il velo a un certo punto, corre dei rischi gravissimi, come è documentato da diverse storie. Io la donna coperta la rispetto, ma figuriamoci, ma è una visione della donna come quella che non deve essere vista dagli altri, una visione antica di segregazione».

Davide Parenzo risponde rivendicando la possibilità di scegliere anche di coprirsi. Nel confronto emerge il caso di una ragazza di undici anni con il velo: Cruciani domanda che cosa possa aver scelto a quell’età, mentre Parenzo ribadisce il principio della libertà individuale. Il dissenso non riguarda dunque un divieto proposto dal conduttore, che si dichiara contrario alle restrizioni, ma il peso delle costrizioni e il significato attribuito a quella scelta.

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