Alitalia, il fallimento ventennale delle élite - Seconda parte

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Dieci anni dopo tornammo alla casella di partenza. Ecco Matteo Renzi, un chiacchierone focalizzato su se stesso, che non capì come l’Alitalia fosse invendibile: chi se non un idiota compra un’azienda quando può acquisirne gli asset dal fallimento? Il presupposto strategico era sempre lo stesso: prima il venditore deve ristrutturala. Arrivò poi Paolo Gentiloni, questi, seguendo il suo languore, la inciprierà, le fornirà via via “cassa”, attraverso prestiti statali sapendo, lui e i suoi compari europei, che non sarebbero mai stati rimborsati. Fingerà di fare trattative, di costruire ridicole cordate, e intanto Alitalia “brucerà cassa”, serenamente. Questo scrivevo tre anni fa. Alitalia ormai era un’azienda strutturata non per volare ma per bruciare cassa per foraggiare establishment romano.

Ed eccoci al 2018, il “governo del cambiamento” del Trio Conte-Di Maio-Salvini. Sull’Alitalia ripetono le solite banalità idiote che ascoltiamo da anni. Neppure questi sanno prendere l’unica decisione seria: mentre chiudono i porti, chiudere le piste per l’Alitalia. Poi arrivano i giallo-rossi con l’alto compito di salvarci dal fascismo incombente. Nei ritagli di tempo Giuseppe Conte e Stefano Patuanelli si piazzano in cabina di pilotaggio e decidono il piano di volo Alitalia: l’IRI dei boiardi, cioè fascismo in purezza. Getto la spugna, solo scrivere di Alitalia c’è da vergognarsi.

Riccardo Ruggeri, 30 novembre 2019

Zafferano.news

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25 Commenti

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  1. Mi pare un articolo scritto da uno che della problematica non capisce nulla . Non si pone mai la domanda più logica…come mai negli altri Stati esistono Compagnie Nazionali che vengono difese?

    • Perchè pur essendo un pò scassate sono difendibili. AZ invece è un cesso planetario, pozzo senza fondo di nostri quattrini, gestita sempre da incapaci e controllata sindacalmente da baroni dell’aria che fanno regolarmente i cxxi loro, auspicando possano usufruire di aiutini statali a nostro carico, per poi andare a volare con compagnie del medioriente, pagati in NERO a Dubai. Alicesso va chiusa, buttata, regalata a qualche paese africano ma NON mantenuta più a tuo e mio carico.

  2. Dopo aver letto i vari commenti, specialmente quelli ampiamente documentati di Elisabetta, con la quale mi congratulo per la loro estrema chiarezza, sento il bisogno di esprimere la mia opinione.
    In un paese normale il Governo pone delle regole precise per controllare la propria Compagnia Aerea di Bandiera, al fine di non farla diventare un oligopolio o addirittura un monopolio economico, che abbia un potere condizionante le eventuali altre compagnie aeree. Questo garantisce un giusto equilibrio tra potere pubblico e privato. Sempre in un paese normale si risale facilmente al responsabile di una cattiva gestione di una Società; quindi, provata la sua colpevolezza, ne paga le conseguenze. Quindi se la società Alitalia S.pA è in dissesto con un irrimediabile enorme inarrestabile deficit, deve fallire e il responsabile pagarne le conseguenze. Come mai questo non succede? Evidentemente le Autorità politiche non si sono limitate, come di norma, a emanare delle Leggi, che regolamentino il corretto comportamento dell’Alitalia S.p.A., ma hanno voluto intromettersi nella sua Amministrazione. Il risultato è stato un enorme irrimediabile cumulo di scorrettezze gestionali, politiche e amministrative, senza la possibilità di individuare precise responsabilità e risolvere il problema, iniziando la procedura di fallimento. Desidererei sentire la vostra opinione in merito.

    • Preciserei solo che gli unici asset redditizi di alitalia riguardano appunto qualche monopolio o simili, come gli slot ad essa riservata.
      Per avere un minimo di concorrenza sulla Milano-Roma, ad esempio, c’è voluto il treno, altrimenti potevano continuare a fare i prezzi che volevano, a danno degli utenti, grazie ad un monopolio de facto.
      Quindi, in questo caso, è precisamente il pubblico ad aver creato e a voler sostenere una posizione monopolista per la compagnia di bandiera, per ridurne artificiosamente le perdite.

      • Mi ha fatto piacere la sua precisazione, con la quale concordo ben volentieri. torno a dire che l’Italia non è un paese normale; infatti ribadisco che in un paese normale si regolamenta la compagnia aerea di bandiera per impedire che diventi un monopolio. In Italia non solo la si è fatta diventare di fatto un monopolio, che ha imposto i prezzi che voleva, rendendo impossibile la concorrenza, ma anche si è intromessa nella sua gestione causando il crescente enorme deficit. Così stando le cose non si riesce ad individuarne con chiarezza le responsabilità e reisolvere il problema, secondo me, con una sollecita procedura di fallimento. Sarei contento se un esperto legale mi suggerisse cosa si dovrebbe fare.

    • Egregio Dott. Lanza, nonostante quello che LEI, e molti prima di lei, sotto avete detto, è comprensibile, ma ci dimentichiamo un fatto molto rilevante per chi (mis)governa il paese.

      Cos’è il valore del voto Alitalia, ex- Ilva ecc. per i nostri politici?

      Quello che non capisco ancora, che in Italia non mi sembra ci sia una norma “chiara” su chi è il “resposabile” quando qualche cosa non ha esito positivo, sia nel privato o publico. Non credo che si arriverà a dare la colpa ad un semplice soldato per la disfatta in una battaglia, ma chi è il fautore?
      Una chiarificazione mi potrebbe essere utile per capire.

  3. Complimenti, articolo azzeccato. Sono dirigente in pensione dopo 43 anni di aeroporti/gestori/vettori. in giro per il mondo. Un particolare vorrei aggiungere come contributo: la supponenza dei dirigenti Alitalia (romani) e la loro povera “negotiation skill” . Può sembrare marginale, ma anche questo aspetto fa perdere competivita’ nella fornitura dei servizi di handling, catering, manutenzione, gestione security, safety, training, human resources, commercial, etc

    • Bravo Enrico.
      Io aggiungerei anche la supponenza del personale Alitalia, a iniziare dalle hostess imbellettate e dagli steward piacioni e provoloni che si vede lontano un miglio che ci provano con 10 donne per trombarsene una. Molti di loro sono esempi di una mentalità romana fallita, vetusta, dannosa e raccapricciante. Senza Alitalia, Rai, Fs e ministeri vari Roma sarebbe peggio di Taranto. Non hanno mentalità imprenditoriale, non hanno spirito di sacrificio, non hanno decoro, non hanno buon gusto, non hanno umiltà. Per questo motivo Alitalia con hub a Roma è uno scandalo bell’e buono che solo la bonarietà e la tranquillità dei nordisti può sopportare.
      Spero che l’azienda affondi e che i dipendenti – molti dei quali non hanno colpa – siano costretti a lavorare seriamente per mantenersi.

      • Alitalia va boicottata, e bisogna tenere sempre presente che tutte le lamentele dei suoi dipendenti, dai dirigenti ai piloti, passando per hostess, steward e quant’altro, sono fuori da ogni logica, e volte solamente a mantenere privilegi senza senso come un tempo.

        Visto che spesso parliamo male dell’Europa, vale la pena ricordare come dobbiamo all’Europa l’imposizione di un mercato concorrenziale, a livello europeo, in questo settore; e proprio a questo dobbiamo la fortissima riduzione di prezzi ed il fortissimo sviluppo, di cui tutti beneficiamo, verificatosi negli ultimissimi decenni.

  4. Tutto giusto tranne che la bomba Roma. Fiumicino se ben organizzato sarebbe funzionale anche per l’Alitalia – Lufthansa. Il problema di Fiumicino è che la ferrovia non ci arriva come passante di una gronda dell’AV Napoli – Milano. I sindacato c’entrano eccome. Finiamola poi di regalare aeroporti e servizi alle low-cost. Il dramma inizia da lì. Ci illudiamo di risparmiare sul biglietto ma ne paghiamo in costi indiretti molti di più.

    • Caro Mauro, a Fiumicino potrai pure metterci un treno gratuito con le bigliettaie in topless ma non servirà mai alle esigenze di trasporto di chi abita a nord di Arezzo. Per 3 motivi:
      – il 70% del traffico internazionale in arrivo e in partenza dall’Italia vola sopra le Alpi. E che senso ha scendere a Roma per poi da lì andare oltre le Alpi?
      – a Roma c’è molto traffico incoming e poco outgoing. A Malpensa c’è sia l’incoming sia l’outgoing
      – A Malpensa c’è molto traffico business. Ossia di clienti che pagano biglietti costosi e che contribuiscono all’utile delle compagnie. A Roma ce n’è molto meno.

      Colaninno e Sabelli – ex presidente e CEO di CAI – sapevano bene queste cose. Ma sapevano anche che portare a Malpensa tutto il traffico Alitalia avrebbe significato spostare migliaia di persone, spesso romanacci burini che mai sarebbero andati a nord del Po. E tutti con alle spalle sindacati fortissimi che avrebbero dissotterrato l’ascia di guerra.
      Un’ultima cosa: nessuno regala aeroporti alle low cost. Viviamo in un “libero” mercato e queste vanno dove c’è margine di guadagno.
      Un’ultima considerazione marginale: la Lombardia e il Veneto dovrebbero essere autonome o almeno indipendenti e utilizzare i soldi prodotti in loco per detassare le imprese, incluse quelle aeronautiche.

  5. Contento di leggere un bell’articolo in cui si afferma che le gestioni/aziende inadeguate devono fallire, e cedere il passo a chi fa meglio.
    Questa non è “ideologia”. E’ un sano principio di mercato.
    Indispensabile.

    • @Davide, come sempre hai aggiunto la ciliegina alla torta.

      Le tue “perle” rallegrano la serata. Ma quanti hanno studiato come funziona “veramente il libero mercato”?

      Alla tua prossima, e saluti

      • Pochissimi, purtroppo.
        La mia “ciliegina” era in realtà anche leggermente polemica verso l’autore, e qui mi fermo ;).

        • @Davide V8, do I detect a saddness in your recent comments? though they appear valid comments?

          Personalmente, quando una attività non riesce vivere con i conti in attivo e con tantissime “cime” che hanno fallito cambiare la sua sorte, bisognerebbe chiuderla, vendendo quello che è vendibile.

          E da quì rivedere come ricominciare, solo se vale la pena.

          La tua opinione sarà apprezzata!

          • Certamente sono triste per l’ignoranza diffusa sul funzionamento del sistema economico in cui viviamo, e sul funzionamento del mercato, ormai relegato nemmeno ai libri di testo – che lo omettono volontariamente, ma solo a una minoranza di studiosi, intellettuali ed appassionati, che portano avanti la cultura e la conoscenza nonostante il criminale ostracismo del sistema.
            Certamente Alitalia deve fallire, dopo decenni di ridicoli tentativi che servono solo a prolungare la rapina a danno dei contribuenti.

  6. Ho lavorato in Alitalia fino a una ventina di anni fa. Sono stati gli ultimi “anni d’oro”; la gestione tecnica ed operativa degli aerei era perfetta, non così la programmazione delle linee e del personale tutto, sia di terra che di volo. Secondo le mie analisi dei bilanci la compagnia sarebbe fallita entro l’anno 2000 e così è avvenuto, anche se fantasiose ed onerosissime operazioni finanziarie l’hanno artificialmente tenuta in vita. Vogliamo continuare ancora?

    • Ma che senso ha parlare di “gestione tecnica perfetta”, se l’azienda perde soldi e non sta economicamente in piedi?
      Voglio dire: il problema principale credo sia principalmente altrove (non nel tecnico – anche se bisognerebbe vedere nel dettaglio), ma in linea di principio ha poco senso di parlare di gestione “perfetta” se questa è troppo costosa.

    • Signor Montanari, come fa a dire “anni d’oro” e “gestione tecnica e operativa degli aerei perfetta”? Gli anni 80 e 90 erano gli anni in cui il personale Alitalia albergava in hotel 5 stelle, dilapidando i soldi in cene e regali vari. Erano gli anni in cui le dipendenti Alitalia avevano 1 anni di maternità, in cui le hostess avevano l’autista e in cui venivano acuistati aerei di diverse marche, modelli, grandezze e costi di utilizzo rendendo difficilissima la loro gestione e la gestione della manutenzione e dei ricambi. Per questo c’erano diversi aerei sempre a terra.
      Insoma: era uno schifo immondo, pagato dai contribuenti padani a uso e consumo dei romani fannulloni, capelloni e burini.
      Insomma: una cosa da vomito

    • Onerosissime operazioni finanziarie? Ma quali mai? Si è solo fatto debito tutto a nostro carico ( oltre € 12 miliardi ) per darli ai *****ioli gestori di Ali*****.

  7. Alitalia deve fallire e deve essere venduta a pezzi al miglior acquirente. Naturalmente tutti i dipendenti vanno licenziati.

    • Assolutamente sì.
      Licenziare e fare a pezzi.
      Unico modo per evitare che il parassita rinasca per l’ennesima volta dalle ceneri.
      Possibilmente spargere anche sale.

  8. Il pezzo di storia di CAI ( Montezemolo) ed ETHIAD è passato in parte nella stanza da cui scrivo.
    Briciole di storia ma è sempre la stessa tecnica di Pollicino che per trovare la strada seguiva le molliche di pane.
    Saluti

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