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“Allarme democratico”. Gruber più feroce di Prodi contro la Meloni

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Mercoledì scorso Dietlinde Gruber, detta Lilli, ha condotto una puntata del suo eterno talk show, in onda su La7, all’insegna del delirio ossessivo-compulsivo. Ospite d’onore quel gran parroco della politica italiana di Romano Prodi, che al campionato dei pesci in barile sbaraglierebbe il campo, il quale è stato letteralmente tempestato da una continua raffica di domande tendenziose sulla solita destraccia brutta, sporca e cattiva. Alternando senza soluzione di continuità i due sostantivi prediletti quando parla soprattutto di Giorgia Meloni, rischio e pericolo, la Gruber è riuscita nella non facile impresa di mettere in imbarazzo l’ex presidente della Commissione europea.

Definendo sempre “le destre” la coalizione favorita nelle elezioni del 25 settembre, con il chiaro intento di relegare nel ghetto dei reietti della storia i partiti del centrodestra, attraverso la solita allusione ad un fascismo che non passa mai, la conduttrice ha posto all’ex premier, evocando un parallelo con l’Ungheria di Orban, la seguente domanda: “ma in Italia, presidente Prodi, che cosa rischiamo, perché lei pensa che la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, non si renda conto di che cosa significherebbe per l’Italia essere emarginata dall’Unione europea?”

Dopodiché, palesemente insoddisfatta dalla risposta interlocutoria di Prodi, la conduttrice di Otto e Mezzo, ha accentuato la sua pressione inquisitoria con una domanda ancora più diretta: “Ma che tipo di leader è Giorgia Meloni secondo lei?”

Quesito a cui Prodi si è sottratto con un “non so, vedremo quando governerà il Paese”. A questo punto una Gruber sempre più fremente ha sganciato la sua bomba puzzolente: “Ma c’è un allarme di tenuta democratica in caso di vittoria delle destre?” Domanda piuttosto ignobile alla quale, da gran maestro di supercazzole, Prodi è sottratto con un contorto giro di parole.

Ma la Gruber, che alcuni anni addietro divenne famosa in tutto il mondo per aver chiesto ad un suo ospite se il fotovoltaico funzionasse anche di notte, ha ulteriormente rincarato la dose verso la fine della puntata con un quesito ancora più ignobile: “Lei pensa che qualora la Meloni diventasse futuro presidente del Consiglio, celebrerà il 25 aprile, festa della liberazione dal nazi-fascismo?” “Questo le deciderà lei”, ha risposto seccamente e, a mio avviso, correttamente il politico bolognese.

Ed in questo inverosimile bailamme a base di “attenti al lupo fascista”, nessuna questione in merito ai programmi, alla linea e all’orientamento politico di un centrodestra a trazione meloniana è stata minimamente accennata dalla Gruber, femminista a corrente alternata, sempre più ossessionata dalla prospettiva di vedere una donna, la prima in assoluto, di destra alla guida del Paese.

Ebbene, dopo aver assistito ad un così indecoroso spettacolo televisivo, da modesto osservatore che da sempre si sforza di ricercare l’obiettività nelle analisi politiche, se si era indecisi nel votare per la Meloni, la Gruber ci ha fornito una formidabile motivazione per farlo.

Claudio Romiti, 22 settembre 2022