Economia

La truffa della falsa inflazione

Chi e come decide quando c'è inflazione? Spesso le banche centrali alzano i tassi, aggravando i problemi dell'economia, sulla base di rincari che nulla hanno a che fare con fenomeni inflattivi

Lagarde Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Ci sono crimini contro l’umanità a cui siamo talmente assuefatti che non riusciamo nemmeno più a riconoscerli. Uno di questi è il rialzo dei tassi bancari ad minchiam.

Oscuri burocrati mai eletti da nessuno, con stipendi milionari a loro erogati da corporation finanziarie e bancarie private, almeno una volta all’anno decidono di martoriare le popolazioni alzando i tassi, il che significa mutui più cari per le famiglie, prestiti bancari più cari per le aziende, riduzione del Pil, disoccupazione e miseria. E perché lo fanno? Perché, secondo loro, “c’è l’inflazione”.

Questa inflazione è sempre presentata come un’entità autonoma, discesa dal cielo come un virus dotato di vita propria: “Si è alzata l’inflazione, è arrivata l’inflazione”, drago indomabile.

Menzogne! Non è così. Volete saperla tutta? L’inflazione non esiste in natura, e non è mai esistita. Discorso troppo lungo, ma ricordiamo che l’iperinflazione tedesca del ’23, sempre citata come mostro incombente, scomparve da un giorno all’altro senza che nell’economia reale della Germania fosse mutato alcunché: solo per il cambiamento di trattati con le banche americane e per l’invenzione simbolica della “terra tedesca” come controvalore del marco. Una pura questione di percezione e di accordi finanziari fini a se stessi.

Secondo i teorici, se i consumatori avessero stipendi altissimi e conti bancari pieni di soldi allora spenderebbero di più, quindi i mercati alzerebbero i prezzi dei prodotti, facendo guadagnare di più i venditori e i lavoratori, i quali avrebbero ancora più soldi da spendere, e farebbero rincarare ancora di più i prodotti, innescando un processo vizioso inflazionistico. Vi sembra questo il caso? Ricordate un periodo storico in cui i cittadini fossero così stracarichi di soldi?

Ma, allora, chi decide quando c’è l’inflazione, e come lo decide? Lo decidono degli impiegati degli uffici statistiche in base a elenchi di prodotti che risulterebbero più cari rispetto ai mesi precedenti. Basta variare uno di questi prodotti, spesso assurdi, e miracolosamente l’inflazione sparisce: infatti da Paese a Paese questi elenchi sono diversissimi, e il concetto di inflazione italiano non ha nulla a che fare con quello giapponese.

Se il prezzo dei carciofi è aumentato, non è perché all’improvviso tutti i consumatori hanno un sacco di soldi da spendere e cercano freneticamente di acquistare i carciofi facendone aumentare il prezzo: magari è solo stata una pessima stagione agricola e i pochi carciofi disponibili sono più cari. Quindi cosa c’entra penalizzare ulteriormente i cittadini aumentandogli il mutuo?

Ma non è tutto. Se si è verificato un aumento di alcuni prodotti, bisogna capirne il motivo. Quando l’Opec aumenta il prezzo del greggio, l’effetto domino si ripercuote su tutti i prodotti industriali alzandone il costo, ma questa non è inflazione: questo è un rincaro speculativo da parte delle compagnie petrolifere. Alzando i tassi bancari di sicuro non si costringe l’Opec ad abbassare il prezzo del petrolio: le compagnie petrolifere se ne fregano che i tassi si alzino. Ma i cittadini, invece, piangono nella disperazione.

Se aumenta il costo delle auto usate o degli affitti abitativi (come capitò in Usa dopo le grandi crisi bancarie), non è perché i cittadini sono diventati così ricchi e hanno così tanto denaro a disposizione che lo sperperano comprandosi varie auto usate e affittando case a destra e a manca. Al contrario.

La spiegazione è che non hanno soldi per le auto nuove, e non vogliono più comprare la casa con un mutuo pericolosissimo nelle sue fluttuazioni, perciò cercano affitti più stabili, e di conseguenza il mercato immobiliare, con pochi affitti a disposizione, specula alzandoli, mentre i commercianti di auto usate rincarano quelle in vendita. Di nuovo, alzando i tassi bancari non si aiutano i cittadini e non si fa calare l’inesistente inflazione: si procura solo povertà.

Semmai occorrerebbe una severa forma di tutela sovrastatale internazionale verso alcuni prodotti di estremo interesse pubblico, come gli energetici, l’acqua, certi minerali ecc. Il mondo non può essere in balia dei capricci delle compagnie petrolifere: occorre tenerle a bada in un modo o nell’altro.

Allora, perché la Bce alza i tassi? La risposta ce l’ho, ma non posso scriverla per evitare di essere denunciato.

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