Commenti all'articolo Come le dirette streaming stanno uccidendo i media tradizionali
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6 Commenti
Thomas
16 Marzo 2026, 9:35 9:35
Professionalità di chi? Dei giornalisti? Di quelli che in tempo di covid ci dicevano che bisognava vaccinarsi? Di quelli che ancora parlano di “pace giusta” in Ucraina? Di quelli che non sanno più usare i congiuntivi=
Tullio Pascoli
15 Marzo 2026, 20:59 20:59
Tutto s’è dinamizzato; prima se notizie false erano diffuse dai media, bisognava aspettare le smentite, magari un giorno dopo. Ora, è vero le falsità giungono improvvise, ma altrettanto d’improvviso sono smentite dalle più diverse fonti. Se i media mancini tradizionali sono in crisi è colpa loro.
Maurizzzio
15 Marzo 2026, 16:40 16:40
D’altro canto la diretta, fatto salvo eventi “inequivocabili” (tipo il discorso di un politico) ti mostra un frammento di realtà, spesso astruso dal contesto generale. In questi giorni siamo sommersi da immagini di città bombardate, ma non c’è differenza percepita tra chi bombarda e chi è bombardato
Maurizzzio
15 Marzo 2026, 16:36 16:36
E’ sempre questione di professionalità. Il giornalista dovrebbe “mediare” la notizia, inquadrandola nel suo contesto e “riassumendo” gli eventi, correlandoli tra loro. Adesso i giornalisti sono quasi sempre “di parte”: NON raccontano le notizie ma le INTERPRETANO in funzione del loro credo politico
Stefano
15 Marzo 2026, 12:34 12:34
Per scrivere di professionalità e fake news dopo aver letto, visto e sentito ciò che i professionisti dell’informazione ci hanno propinato nell’era COVID, ci vuole coraggio e la considerazione di cittadini ebeti.
Alberto Manfrotto
15 Marzo 2026, 8:53 8:53
Direi: “Finalmente!” Perché essere obbligati ad ascoltare informazioni filtrate? Lasciate anche a noi la possibilità di apprezzare i fatti così come sono senza le storture di giornalisti di parte. Giudichiamo il fatto così com’è!
Professionalità di chi? Dei giornalisti? Di quelli che in tempo di covid ci dicevano che bisognava vaccinarsi? Di quelli che ancora parlano di “pace giusta” in Ucraina? Di quelli che non sanno più usare i congiuntivi=
Tutto s’è dinamizzato; prima se notizie false erano diffuse dai media, bisognava aspettare le smentite, magari un giorno dopo. Ora, è vero le falsità giungono improvvise, ma altrettanto d’improvviso sono smentite dalle più diverse fonti. Se i media mancini tradizionali sono in crisi è colpa loro.
D’altro canto la diretta, fatto salvo eventi “inequivocabili” (tipo il discorso di un politico) ti mostra un frammento di realtà, spesso astruso dal contesto generale. In questi giorni siamo sommersi da immagini di città bombardate, ma non c’è differenza percepita tra chi bombarda e chi è bombardato
E’ sempre questione di professionalità. Il giornalista dovrebbe “mediare” la notizia, inquadrandola nel suo contesto e “riassumendo” gli eventi, correlandoli tra loro. Adesso i giornalisti sono quasi sempre “di parte”: NON raccontano le notizie ma le INTERPRETANO in funzione del loro credo politico
Per scrivere di professionalità e fake news dopo aver letto, visto e sentito ciò che i professionisti dell’informazione ci hanno propinato nell’era COVID, ci vuole coraggio e la considerazione di cittadini ebeti.
Direi: “Finalmente!” Perché essere obbligati ad ascoltare informazioni filtrate? Lasciate anche a noi la possibilità di apprezzare i fatti così come sono senza le storture di giornalisti di parte. Giudichiamo il fatto così com’è!