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Lo scoop

“Aumentare l’indennità”. Blitz di Speranza per i suoi collaboratori

Così aumentano le indennità ai collaboratori diretti del ministro della Salute, con i soldi del dl Semplificazioni

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Via libera di Montecitorio al decreto legge Semplificazioni. Con 355 voti a favore, 31 contrari e 11 astenuti, il testo passa ora al Senato, che dovrà deliberare entro il 20 agosto. Tra gli emendamenti più rilevanti, si rinviene un intervento sul Superbonus 110 per cento, con l’obiettivo di sbloccare la cessione dei bonus edilizi, per poi passare all’eliminazione dell’obbligo di mantenere gli scontrini delle spese mediche da parte delle famiglie, arrivando anche all’applicazione di regole più rigide per lo smart-working, a partire da settembre.

L’emendamento sotto inchiesta

Ma oltre a questi interventi macro-rilevanti, riportati dalla quasi totalità dei quotidiani nazionali, il decreto contiene alcune particolarità, che paiono totalmente distaccate da quello che sembrerebbe il nocciolo duro delle disposizioni normative. Facciamo riferimento ad un comma, l’1-bis, dell’articolo 36 della legge, che riguarda l’aumento dell’indennità, sostitutiva della retribuzione di risultato, di oltre 50mila euro per “i dirigenti di seconda fascia, assegnati agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute, e alla Struttura tecnica di supporto presso l’Organismo indipendente di valutazione della performance del Ministero della Salute“.

Ma la particolarità sta proprio nel firmatario della proposta emendativa: “le Commissioni”. Mentre la stragrande maggioranza degli emendamenti presenta il nome e cognome dei parlamentari che l’hanno proposto; in questo caso, si rimanda genericamente alla formula “le Commissioni”, senza offrire alcuna generalità circa il reale ideatore di questa norma.

Le rivelazioni delle nostre fonti

Approfondendo su questa anomalia, e riuscendo a metterci in contatto con fonti della Lega interne alla Commissione, scopriamo come la richiesta sia venuta direttamente dal ministro della Salute: “Verificato: viene direttamente da Speranza. Mandato al comitato dei nove delle Commissioni”. Ma non finisce qui. Addentrandoci sul perché si è preferito oscurare l’identità del reale proponente, sotto le vesti della formula “le Commissioni”, le fonti spiegano come sia una pratica usuale della sinistra: “Fanno sempre così: li fanno presentare (gli emendamenti) ad alcuni parlamentari appositamente, di solito Pd e LeU”. E arriva la bomba: “Si tratta di un sistema: gli emendamenti vengono messi nero su bianco da parlamentari del Partito Democratico, su diretta richiesta del ministro”.

Nel caso concreto, infatti, la proposta dell’aumento di 50.180 euro per i dirigenti di seconda fascia, in stretta collaborazione col ministro della Salute, è stata formulata “da Speranza e messa nero su bianco da Elena Carnevali”, deputata del Pd. In questo modo, “invece di pensare alla gente, il Pd detta legge nei ministeri“.

Insomma, mentre i giornali mainstream riportano solo gli interventi principali; ecco che, noi del sito nicolaporro.it, siamo riusciti a scovare anche i dettagli: quelle proposte emendative non rispondenti alle esigenze italiani, ma che, attraverso soldi pubblici, vanno a soddisfare una piccola cerchia di dipendenti o collaboratori dei pezzi alti della politica.

Nulla contro, ovviamente. Ma si abbia almeno il coraggio di mettere nome e cognome del firmatario. Al contrario, sembrerebbe essere presente la volontà di nascondere tutti quegli emendamenti “scomodi”, che susciterebbero la rabbia degli italiani.

Matteo Milanesi, 29 luglio 2022