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Basta con le prediche dei “dottorini” sul Web

infermieri negazionisti
infermieri negazionisti

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Posso permettermi di dire che mi preoccupa un po’, questa proliferazione di “infermierine” e “dottorini” bacchettoni, immancabilmente glorificati dal giornale unico del virus?

Per carità, ai sanitari, che si sono fatti in quattro, va tutta la nostra gratitudine. E spiace che, dalla riconoscenza, qualcuno sia passato alla diffidenza nei loro confronti: malauguranti come il medico della peste, trattati, insieme alle loro famiglie, da potenziali untori. E, aggiungerei, spremuti fino al midollo, perché di camici bianchi non ce ne sono mai abbastanza, eppure sono sottopagati. Tutto questo è inaccettabile.

Però non riesco a non provare un fastidio istintivo, quando vedo signorini e signorine, quasi sempre giovani, quasi sempre avvenenti, ma con il volto sfatto al punto giusto per dimostrarci che vengono dal turno di notte, dall’occhiale protettivo indossato a oltranza, e per esigere dall’arena del Web la palma del martirio.

Non riesco a non sentire un brivido lungo la schiena, quando vedo l’ultima infermiera da quarto d’ora di celebrità, la quale, ai “negazionisti” (Dio mi perdoni se mi tocca usare questa parola), si rivolge così: “Se ti ammali non venire in ospedale, non perché non ti curerei, ma perché non te lo meriti”. Non voglio fare il pippone sul giuramento d’Ippocrate. Capisco che, nell’era dell’aborto e dell’eutanasia, la medicina come missione possa apparire una polverosa romanticheria.

Però, questo concetto per cui le cure te lo do perché sono costretto, ma te le dovresti meritare, magari a colpi di professioni di fede nella scienza caricaturale dei Burioni e dei Galli, o a furia di retweet a beneficio dell’ego di qualche neolaureato, be’, proprio non mi va giù. Mi pare la deriva uguale e contraria a quella dei “non c’è Coviddi”: da un lato gli allocchi del complotto, dall’altro i fondamentalisti del positivismo d’accatto.

No. Non mi sta bene. I medici veri stanno in corsia, non su Internet e men che meno, 24 ore su 24, in televisione. Anzi, meno stanno nei nosocomi, meno sono bravi. Ne conosco bene qualcuno: l’ho visto lamentarsi, stremato, esasperato, mai desideroso di passerelle, mai vestito da predicatore della Rete, mai ospite di qualche salottino catodico, dal quale pontifica su quanto non gliene freghi una ceppa che la gente sta perdendo il lavoro.

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GIORGIO MARIA BORGATO
GIORGIO MARIA BORGATO
26 Novembre 2020 19:49

Attendo , più che il Natale , la sentenza di qualche onesto giudice che sanzioni chi abbia indicato come ‘negazionista’ una persona che dissenta dalla narrazione governativa della diffusione dell’influenza sars cov 2 . Non mi aspetto una condanna all’ergastolo , ma anche solo una pena pecuniaria di mille euro , così , per metter un limite a tutti ‘sti imbecilli che usano l’ infamante definizione come un manganello , pensando che nell’etichettatura dei dissidenti sia insita una ‘condanna storica’ . Si accorgeranno invece che la Storia , quando darà la lettura corretta di questo maledetto periodo , metterà sul banco degli imputati chi abbia mistificato dati , cause , pareri scientifici , al fine di terrorizzare , sottomettere e portare al vaccino interi popoli debilitati dalla paura e dalla perdita di reddito e di libertà .

Davide V8
Davide V8
26 Novembre 2020 18:38

>”fondamentalisti del positivismo d’accatto.”

Fantastico.

Oreste Caretta
Oreste Caretta
26 Novembre 2020 13:07

Non sono d’accordo alla sua digressione sul neopositivismo d’accatto. Le comunico che l’obiezione di coscienza in questa fattispecie e’ legittima,poiche’ i negazionisti mettono in dubbio non soltanto le trombe ,ma anche l’esistenza stessa della musica. Ora io non so quanto importi a lei il fatto che esistano regole scientifiche per porsi a risolvere i problemi, ma se lei nega la loro esistenza io decido di non curarla. Infatti la terapia che pongo in essere e’ in ‘ scienza e coscienza’ e se una delle due mi offende io posso legittimamente astenermi dal curarla. Il mio giuramento non e’ una dichiarazione di ordine monacale e no mi vincola oltre il costrutto di cui sopra. Negare la scienza,negare i suoi principi, mina a fondo anche la coscienza con la quale devo giorno dopo giorno studiare il modo piu’ adatto per curarla. E’ non e’ assolutamente accattona ma etica,una parola di cui nessuno sa’ piu’ il significato. Lungi da me da apparire eroico, ma pretendo che le regole scientifiche siano comuni e quindi accettate e conosciute , non per sentito dire ,ma per enumerazione critica.

Cristina
Cristina
25 Novembre 2020 22:50

Se dovessero mai ricoverarmi nell’ospedale dove lavora, miss Cretinetti mi assisterebbe a prescindere della sua opinione su di me, per il semplice motivo che pago le tasse e quindi contribuisco al suo stipendio che, per inciso, non ho nessuna prova si meriti.
Fossi in lei, eviterei sparate come queste, nelle persone appena appena normali non scatenano ondate di empatia nei confronti della categoria.

Mariagrazia
Mariagrazia
25 Novembre 2020 22:19

Concordo pienamente con il post anche perché eticamente è scorretto: contro il sermone di Ippocrate.

Tra l’altro se uno dovrebbe curare solo chi lo merita si rischia di avere grossi paradossi.

Cosa facciamo con chi provoca un incidente stradale per mancato rispetto del codice della strada?
Le malattie causate dal fumo, l’overdose, il coma etilico. Si potrebbe estremizzare fino al diabate di tipo II, causato dall alimentazione, l’obesità, etc..

Un medico deve curare tutti, fa il medico non il giudici. I reati si risolvono in tribunale,e non c’é (ancora) il reato di opinione

Davide V8
Davide V8
25 Novembre 2020 19:07

Purtroppo questi mesi stanno mostrando al mondo intero di che pasta sia fatta buona parte di chi lavora in campo sanitario.
Imbarazzanti.
D’altronde, cosa aspettarsi da chi ogni anno fa morire 50k persone per infezioni ospedaliere, in discreta parte per menefreghismo, senza fare praticamente niente per risolvere il problema?

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
25 Novembre 2020 18:36

….Chi si frattura le gambe sciando? Cascando in motocicletta, o col monopattino regalato dal governo? Chi si spappola le mani coi petardi? Chi beve lo shampoo, perché la bottiglia è identica a quella del succo? Chi si distrugge col vino delle osterie, con l’eroina presa ai giardinetti o con la coca dei party vista Duomo?
Anche questi se la sono cercata. Anzi, a confronto con le molte incognite del Covid-19, sapevano benissimo a cosa andavano incontro. Come Alex Zanardi, che ha fatto la curva contromano con la hand-bike, ed ha beccato un camion.
(Forza Alex, Ti cito solo per dire che tutti fanno qualche stupidaggine).
Non dovrebbero essere curati nemmeno i loro, quindi. Non se lo meritano.

Il personale infermieristico viene retribuito su base oraria, mi sembra; che spenda quelle ore a curare gli eroi o gli idioti, la paga quella è. Quindi pensi a farlo bene,
tutelando la propria sicurezza; poi sia un mestiere come un altro, non una faccenda personale. I guariti saranno grati sempre e comunque.

Vincenzo
Vincenzo
25 Novembre 2020 17:43

Sei veramente un cialtrone
Le basterebbero 2 ore in un qualsiasi ospedale in Italia per sapere cosa fanno gli infermieri e i medici
Ma ovviamente lei ne sta bene in remoto dietro un computer a fare comizi senza conoscere nulla ( e non credo all sua conoscenza di personale sanitario )
È bello fare comizi con il lavoro degli altri . Almeno di fronte alla morte e alla sofferenza di tanta gente si dovrebbe essere meno parziali e più obiettivi
Capisco che per lei sia una parola sconosciuta L imparzialità