Oggi un centinaio di case editrici ha manifestato alla fiera Più Libri Più Liberi di Roma contro la partecipazione di Passaggio al Bosco, la casa editrice contestata per il suo catalogo incentrato su figure e temi legati all’estrema destra. Dalle 15 alle 15:30, molti editori presenti hanno coperto i loro stand con teli e cartelli riportanti frasi antifasciste, trasformando l’evento in un atto collettivo di protesta. Tra i volantini esposti sugli stand, uno recitava: “Questo è ciò che è accaduto alla libertà di stampa e di pensiero quando i fascisti e i nazisti hanno messo in pratica la loro libertà di espressione”.
Un corteo tra canti e slogan
In contemporanea, il pubblico presente e alcuni espositori si sono mossi in corteo verso lo stand di Passaggio al Bosco, intonando “Bella Ciao” e gridando slogan come “Fuori i fascisti dalla fiera” e “Siamo tutti antifascisti”. La protesta si è svolta pacificamente, seppur con alcuni momenti di scontro verbale. Tra le case editrici che hanno partecipato all’iniziativa, vi sono nomi come Laterza, Fandango, e/o, Beccogiallo e Red Star Press. Zerocalcare aveva scelto di non partecipare alla fiera dichiarando che “non si condividono spazi con i nazisti”.
Le accuse e il dibattito interno
Le polemiche erano iniziate alcuni giorni prima, quando un gruppo di oltre 80 firme, tra cui Alessandro Barbero e Antonio Scurati, aveva chiesto all’Associazione Italiana Editori (Aie) di escludere Passaggio al Bosco dall’evento, definendone il catalogo come legato alla promozione del nazifascismo. Nonostante le richieste, Aie ha confermato la presenza della casa editrice. Il direttore di Più Libri Più Liberi, Fabio Del Giudice, ha dichiarato: “Qualunque manifestazione nel rispetto della legalità è ben accolta. Usiamo ciò che è successo per aprire un dibattito serio, partendo da un punto fermo: essere antifascisti”.
Gli editori e le critiche alla gestione della fiera
Molti editori hanno espresso il proprio dissenso riguardo alla decisione di consentire la partecipazione di Passaggio al Bosco. Alcuni partecipanti, come Daniela Di Sora, fondatrice della casa editrice Voland, hanno sottolineato come questa scelta abbia dato ulteriore visibilità a una realtà editoriale che definiscono marginale: “Se fossero rimasti nel buio che li circondava, sarei stata più contenta”. Altri, come Giancarlo De Cataldo, hanno dichiarato di essere contrari alla censura, sostenendo che “un intellettuale ha il dovere di conoscere anche le cose ripugnanti, per confutarle”.
Marco Scatarzi, responsabile di Passaggio al Bosco, ha commentato: “Rispondiamo col sorriso a ogni contestazione politica”, aggiungendo che il loro stand ha registrato un boom di vendite durante la giornata.
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