Berlusconi spacca il centrodestra

Tre caratteristiche accomunano destra e sinistra: la litigiosità, l’improvvisazione, la diffidenza tra i capi bastone. Ed è quello che Dante nel XVI Canto del Paradiso descrive così: ‘sempre la confusion de le persone/ principio fu del mal de la cittade’.

È per questo che quando il presidente Conte, in piena riunione del Consiglio dei Ministri, con tono cattedratico ha invitato tutti a proseguire con lo ‘spirito di Villa Pamphilj’, i Ministri seduti attorno al tavolo, sia grillini che piddini, si sono guardati sogghignando, vista la perdita di tempo di tutta quella “messinscena”, come l’hanno definita vari sindacalisti, imprenditori e categorie invitati dal premier-anfitrione. Ma se tra Pd e M5S è iniziata la notte dei lunghi coltelli (Grillo contro Casaleggio, Di Battista contro Fico, Gori e Bonaccini contro Zingaretti, Andrea Orlando contro tutti), la stessa situazione, forse addirittura peggiore, si registra nel centrodestra.

Paradossalmente, in questo momento l’unico davvero interessato a tener viva l’attuale alleanza di centrodestra è Matteo Salvini che, contro il parere dei suoi notabili, ha confermato il vecchio accordo di coalizione (Raffaele Fitto in Puglia e Stefano Caldoro in Campania), pur di non far saltare il tavolo. Ma quando, anche assieme a Tajani, ha chiesto una parola definitiva a Giorgia Meloni sulla sua candidatura certamente vincente a Sindaco di Roma, la Presidente di Fratelli d’Italia ha risposto stizzita che non ne vuole più sentir parlare. Lei ormai pensa, ovviamente, solo a Palazzo Chigi e per questo sta tubando con l’Europa, sapendo che proprio da lì possono arrivare i maggiori problemi per Salvini, la cui leadership all’interno della Lega per ora non è in discussione, anche se i rumours sono sempre più numerosi.

Ma adesso la partita, conclusi gli ‘arresti familiari’ in Provenza, è tutta nelle mani di Silvio Berlusconi, che riservatamente sta giocando una mano di poker personale che si intreccia con la complessa vicenda Mediaset-Vivendi. L’indomito Cavaliere intende appoggiare Conte sul Mes a costo di andare in rottura con i suoi due alleati pronti alle barricate, Lega e Fratelli d’Italia, anche perché qualcuno gli sta facendo sognare il Quirinale. Una decisione dirompente che probabilmente sgretolerà Forza Italia ed offrirà a Conte un’insperata momentanea ciambella di salvataggio.

Ma potranno i grillini, molti dei quali in fuga verso Pd e Lega, nella loro improvvisata azione politica, accettare questo appoggio? Cosa potrà dire la base grillina che li ha visti passare, sotto lo stesso Premier, da Lega a Pd ed ora pure a Forza Italia? Con questo strappo con i suoi alleati, Berlusconi punta ad allargare la maggioranza di governo o, al minimo, ad accontentarsi, come dicono, di qualche poltrona ‘sensibile’ come la Presidenza dell’Agenzia delle Comunicazioni, fondamentale per la sopravvivenza di Mediaset? E Meloni e Salvini reggeranno, dato che, a differenza del primo Berlusconi del 1994, non riescono a sfondare nella società civile e nei corpi intermedi, chiusi come sono nei loro cerchi magici autoreferenziali?

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Condividi questo articolo

2 Commenti

Scrivi un commento
  1. Sempre apprezzatissimo Nicola Porro, mi dica lei, luminare dalle idee chiare sempre e comunque, quanto costerebbe rilanciare nell’attuale pensiero e agire politico, italiano e non, un po’ di princìpi filosofici oramai del tutto smarriti se non calpestati? Lei non crede che negli Statuti dei partiti politici, la Costituzione dovrebbe imporre l’inderogabile obbligo (e con solenne giuramento) di fare uso di SINDERESI? Chiaro, quella sinderesi che la Scolastica del S. XV definiva come la facoltà dell’uomo di distinguere immediatamente il BENE DAL MALE? Quel discernimento morale quale sentimento della coscienza che distingue il bene dal male? Bastava che l’attuale Capo dello Stato, che non voglio nominare, facesse uso di un pochino di SINDERESI, per non approvare il Conte Bis. SOLTANTO ERA GARANTE DELLA COSTITUZIONE??? SOLTANTO ANDAVA RISPETTATO IL PRINCIPIO DELLA FAMIGERATA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE? Ma, quale garante della Costituzione e del Popolo Sovrano del quale questa è legittima figlia, non doveva privilegiare la NECESSITÀ e la VOLONTÀ del suffragio? Forse l’Italia non si sarebbe impoverita tanto di prestigio. Al presidente solo gli bastava un attimino di sinderesi. Cos’altro deve aspettarsi il cittadino benpensante?

  2. Silvio e’ coerente nel votare il punt e mes e comunque insozza lo schieramento a favore mettendo in difficolta’ gli estremi sinistri e quei grillini orientati a votarlo. Sui vitalizi e sulla riduzione dei parlamentari si e’ messo a pisciare controvento, smentendo definitivamente ogni volonta’ riformista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *