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Bonomi a Davos? Vi racconto un retroscena succulento

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Mi ha fatto godere come un riccio la cartolina di Mario Giordano dove racconta che il presidente della Confindustria Carlo Bonomi è andato a Davos per essere intervistato da sua moglie. In questo non c’è niente di male, anche perché Veronica Gervaso è un’ottima giornalista, ed era lì prima di Bonomi e ci sarà anche dopo di lui.

Il punto fondamentale, fa notare Giordano, è che Bonomi va a Davos per dire che lo Stato deve dare degli aiuti alle imprese, quando lui stesso si era detto contrario ai vari sussidi per i lavoratori.
E su questo Mario sfonda una porta aperta: i sussidi, che siano per i lavoratori o per le imprese, sono spesa pubblica e, in questo Paese, di spesa pubblica ce n’è fin troppa.

Vi racconto poi un pettegolezzo sempre su Bonomi.

Da presidente dell’Assolombarda, fece fare un accordo (all’Assolombarda) per andare a Davos.
Dovete sapere, infatti, che andare a Davos costa 100-200 mila euro e Bonomi, come scrive oggi Giordano, aveva solo un’aziendina che non vale molto. Quindi l’Assolombarda spendeva un botto di soldi affinché il suo presidente potesse andare a Davos a pavoneggiarsi e a farsi intervistare.

Ecco, questa è l’Italia. Questa è l’Italia dei consumatori, che devono essere convocati dall’assemblee parlamentari anche se non rappresentano nessuno, e della Confindustria, che deve andare a Davos a parlare del niente.

Nicola Porro, 23 gennaio 2023