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Brasile, Lula vince di un soffio. Bufera sul voto. Bolsonaro: “Annullare tutto”

Lo sfidante ha contestato la decisione di Cristiano Zanin, giudice del Tribunale elettorale, di prolungare l'apertura dei seggi di due ore

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Il Brasile ha scelto ancora Luiz Inácio Lula da Silva. Il presidente uscente, 80 anni, è stato rieletto per un quarto mandato battendo al ballottaggio Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Una vittoria arrivata in rimonta, dopo che al primo turno era stato proprio il candidato della destra a conquistare più voti.

I numeri ufficiali del Tribunale superiore elettorale brasiliano dicono: 51,79% per Lula, 48,21% per Bolsonaro. In termini assoluti, 64,2 milioni di voti contro 59,8 milioni. Uno scarto di oltre 4,4 milioni di preferenze che consegna al leader del Partito dei Lavoratori altri quattro anni alla guida del Paese.

Eppure, appena tre settimane fa, il risultato sembrava raccontare una storia diversa. Al primo turno, il 4 ottobre, Flávio Bolsonaro aveva ottenuto il 47,03%, lasciando Lula al 45,16%. Il presidente uscente è riuscito a recuperare lo svantaggio nella seconda votazione, realizzando una rimonta senza precedenti nelle presidenziali brasiliane dopo il ritorno della democrazia.

La giornata elettorale è stata segnata anche dalle polemiche. Il giudice Cristiano Zanin, della Corte suprema, ha disposto il prolungamento delle operazioni di voto di due ore, fino alle 19, dopo le segnalazioni di problemi nei trasporti e di difficoltà nell’accesso ai seggi. Una decisione eccezionale che ha provocato contestazioni e rallentato lo scrutinio.

Flávio Bolsonaro non ha riconosciuto la sconfitta e ha contestato la regolarità della procedura, chiedendo l’annullamento del risultato. Il Tribunale elettorale ha invece proclamato la rielezione di Lula.

Il dato politico resta quello di un Brasile profondamente diviso. Da una parte il presidente della sinistra, sostenuto soprattutto nel Nordest e tra le fasce sociali più deboli; dall’altra il candidato conservatore, che ha raccolto quasi 60 milioni di voti e rappresenta la continuità politica del movimento fondato dal padre Jair.

Anche Trump sostiene le proteste di Bolsonaro: “Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile”, ha detto. Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono”.

“È impossibile riconoscere i risultati elettorali, date le circostanze in cui si sono svolti tali eventi. Ci rivolgeremo al nostro team legale per chiedere l’annullamento di queste elezioni”, ha detto Bolsonaro. “Non posso accettare che le regole del gioco siano state modificate a partita in corso, ancora una volta per mano degli alleati di Lula presso la Corte Suprema Federale. È inspiegabile che una cosa del genere possa accadere. Le decisioni spuntano dal nulla, su richiesta di un ex socio in affari — Zanin in persona — e il giudice accoglie tale richiesta, scavalcando di fatto il sistema della giustizia elettorale”.

In ogni caso, Lula dovrà vedersela con un Congresso in cui la maggioranza relativa è in mano al partito di Bolsonaro. Col rischio concreto di ingovernabilità.

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