in

Buttafuoco: “Draghi ducizzato, Italia prigioniera della casta Covid”

draghi buttafuoco

Dimensioni testo

Pietrangelo Buttafuoco colpisce Draghi. Metaforicamente, s’intende. E nell’intervista rilasciata ad Alessandro Rico su La Verità mette alla berlina la deriva italiana verso il “Draghistan”, la “ducizzazione” del premier acclamato dai cronisti e l’Italia diventata ormai “prigioniera della casta del Covid”.

Lo scrittore è convinto che gli italiani “sotto sotto” siano “sempre in attesa dell’uomo della provvidenza”. È successo in passato, s’è ripetuto al tempo del Covid. Draghi sta sicuramente impersonificando questo bisogno, ma qualcosa potrebbe metterlo in difficoltà. Due fattori, per la precisione, che formano quasi una “tenaglia”: “Da un lato, l’emergenza che non finisce; – spiega Buttafuoco – dall’altro, una burocrazia che, più che a trovare una via d’uscita dal Covid, è impegnata a far sì che l’emergenza stessa prosegua. Ecco perché il suo vero errore è stato all’inizio”. Quale?
“Tenersi Roberto Speranza, per cedere ai dettami del Cencelli”.

La scelta di conservare il posto del leader di Leu si porta dietro anche la follia burocratica che in queste ore sta prendendo piede. Obbligo vaccinale, super green pass, regole sul lasciapassare incomprensibili, istituti scolasti che devono giocare a “1,2,3..stella” per capire quali classi mettere in quarantena. “Il Covid sta diventando una malattia burocratica – conferma Buttafuoco – perché siamo tutti contagiati, ma, grazie a Dio, senza che si vedano più scene come quella delle bare di Bergamo. Però ogni emergenza reclama la costruzione di una casta, che su quell’emergenza sopravvive. Mi ricorda la vicenda della lotta alla mafia”. L’esempio è calzante. “A un certo punto, lo Stato sconfigge militarmente Cosa nostra. Eppure, ogni volta, c’è qualcuno che ti dice: ‘Eh, ma non è finita’, ‘Eh, ma la mafia può rialzare la testa’. Il punto è che l’emergenza è una mano santa”. Una manna dal cielo “per questa burocrazia onnipotente, che ha trovato un sistema facilissimo per tenere sotto controllo i disastri sociali”.