Politica

Cin cinico

Cari Lgbtq+, vi diamo una notizia: a Gaza i gay li fanno fuori

Anche quest’anno la bandiera palestinese sventola fiera sui carri del Pride. Peccato che con Hamas gli omosessuali non hanno diritto di esistere

rose villain pride
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È successo di nuovo. E ogni volta ci meravigliamo, perché un controsenso ideologico così grande suscita sempre stupore come fosse la prima volta. Anche quest’anno la bandiera palestinese sventola fiera sui carri del Pride. Questa volta, nei panni de “la libertà che guida il popolo arcobaleno” c’è Rose Villain, artista pop e, a quanto pare, paladina dei diritti, che ha pensato bene di sventolare il vessillo palestinese durante la sua performance nella sfilata di Roma.

Un gesto forte e simbolico solo per chi dopo tutto questo tempo non ha ancora capito che affiancare la Palestina ai diritti della community LGBT calza come Elly Schlein e l’ammissione di una sconfitta elettorale: una contingenza improbabile nel nostro universo. Il perché è evidente a tutti coloro i quali dispongano ancora di un briciolo di spirito critico: in Palestina l’omosessualità non è contemplata. Hamas (checché se ne dica ancora la principale autorità lungo la striscia di Gaza) non è proprio un’organizzazione nota per la sua apertura mentale in tema di diritti civili. L’unica “transizione” compatibile col loro modus operandi è quella da vivi a morti.

E, a dire il vero, gli omosessuali non vengono perseguitati e uccisi solo fra i terroristi di Gaza ma anche nei territori palestinesi in Cisgiordania. Come Ahmad Marakhia, decapitato per le strade di Hebron, usato come monito di una società che non sa cosa sia la tolleranza e il rispetto della diversità.

La Ripartenza

Insomma, mentre il pride è (o quantomeno dovrebbe essere) la celebrazione del diritto di esistere liberamente e di amare chi si vuole, in Palestina gli omosessuali non temono di essere giudicati, ma sommariamente giustiziati.

Tuttavia la community decide strenuamente di unire i due mondi incompatibili in un connubio che manda in visibilio la sinistra radical in Italia e nel mondo. Del resto, poco importa: la Palestina e le sue violenze verso i membri della comunità LGBT sono dall’altra parte della luna, ma parlarne fa diventare “virali” su Instagram. Tanto basta.

Alessandro Bonelli, 15 giugno 2025

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