Mi permetto di proporre due riflessioni, in merito a due contingenze, riflessioni entrambe inerenti la dignità dell’uomo. La prima: a seguito del raggiunto accordo di pace in Medio Oriente, abbiamo esultato per la fine dei bombardamenti su Gaza e per il rilascio degli ostaggi israeliani che ancora si trovavano nelle mani di Hamas. È stato un giorno di festa per tutti, la pace raggiunta è una conquista dell’umanità. Chiaramente non dobbiamo illuderci: la situazione rimane ad alto rischio, occorre vigilare sul rispetto degli accordi raggiunti e avviare un cammino di ricostruzione materiale e morale.
Nella striscia di Gaza ieri si sono compiute ancora violenze: persone, in quanto accusate di aver collaborato con il nemico, sono state giustiziate lungo le strade da uomini di Hamas. La pace deve chiaramente comprendere la cessazione di ogni forma di violenza: la democrazia, il rispetto dell’autorità dello Stato devono essere obiettivi da raggiungere. La guerra è finita ma la tensione è ancora alta: la politica internazionale, attraverso il lavoro benemerito delle diplomazie, deve operare con il sostegno di tutti. Ecco perchè adesso è importante che l’Italia tutta, nei suoi cittadini, nelle forze politiche, nelle istituzioni faccia la propria parte: noi sappiamo quanto l’Italia abbia da sempre contribuito alla ricostruzione degli scenari postbellici e quanto il ruolo esercitato dagli italiani sia stato apprezzato. Ora a questo dobbiamo puntare con il sostegno di tutti: mi auguro che non si verifichino quelle manifestazioni cui abbiamo assistito nei giorni scorsi.
Al contrario mi auguro che i giovani mettano le loro competenze e le loro capacità a servizio del bene comune, anche solamente attraverso il sostegno alle scelte che la politica interna ed estera saprà individuare come le più adeguate alla garanzia e al mantenimento della pace. Chi è davvero interessato alla concordia ora deve mettersi in gioco, con responsabilità e senso civico, perché manifestare contro qualcuno o contro qualcosa non è onesto, mi permetto anche di dire che è troppo facile, occorre invece dare il proprio contributo sostenendo gli sforzi di chi è veramente impegnato sul fronte della pace. Vengo alla seconda riflessione, questa rivolta, in particolare, agli adulti.
Quando ho appreso la mestissima notizia della morte dei tre Carabinieri nell’esercizio del loro compito, al di là del fatto in sé considerato, ho pensato, oltre al turbamento per la vicenda, che il lavoro delle Forze dell’ordine non solo spesso non è adeguatamente apprezzato ma altrettanto spesso, attorno al ruolo delle Forze dell’ordine, si sviluppa una campagna di forte discredito. Non è assolutamente ammissibile questa delegittimazione. Le Forze dell’ordine hanno il compito di preservare la sicurezza dei cittadini, si tratta di uomini e donne che hanno scelto di svolgere un compito a servizio della società. Questo compito va rispettato, sostenuto, apprezzato. Tutti dobbiamo esserne consapevoli e chiedo alle forze politiche tutte affinché mandino un segnale chiaro a tutta la società in un’ottica di rispetto e tutela dell’ordinamento repubblicano.
Mi sia poi consentito di rivolgere un pensiero affettuoso e una preghiera alle famiglie dei tre Carabinieri uccisi e, in generale, ai familiari dei membri delle Forze dell’ordine caduti nello svolgimento del loro dovere. Stare vicino alle famiglie vuol dire anche, forse soprattutto, rispettare il ruolo delle forze di pubblica sicurezza.
Suor Anna Monia Alfieri, 15 ottobre 2025
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