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Caro Draghi, basta tattica: sul Quirinale faccia chiarezza - Seconda parte

Non servono riserve della Repubblica, pronte a “sacrificarsi” per la Patria: vogliamo la politica

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Poi apriamo il giornale e leggiamo le parole obbligo vaccinale e tutto quello che credevamo giusto si dissolve in un momento facendoci tornare nel Paese che conoscevamo: irresponsabile, arruffone, sempre alla ricerca di una guida o di una scorciatoia. Sia chiaro non ci sentiamo sudditi perché il governo si è comportato da sovrano, ci sentiamo sudditi perché abbiamo compreso di vivere in un Paese che ha ancora bisogno di un sovrano. Non sappiamo ancora chi sarà il sovrano, ma il Rubicone è stato passato e la disputa sta per cominciare lasciando sul campo ambizioni, speranze e rancori.

Non è più il momento della tattica, è il momento della chiarezza. Basta con le riserve della Repubblica, pronte a “sacrificarsi” per la Patria, vogliamo la politica. Un governo con un programma ed una maggioranza definiti e stabili; uomini e donne capaci di rappresentare una maggioranza; un presidente del Consiglio capace di dirci per chi vota senza vergognarsene; un Presidente della Repubblica capace di rappresentare ciascuno cessando di essere uomo di parte.

Con una accortezza che suggeriamo a Draghi, si sbrighi a fare chiarezza delle sue legittime aspirazioni e del suo posizionamento politico, il 24 gennaio si comincia a votare per il Quirinale e il 15 marzo non è lontano. Per chi non lo ricordasse il 15 marzo nel calendario romano sono le idi di marzo ed è il giorno della morte di Giulio Cesare per mano di un gruppo di congiurati o più attuali franchi tiratori.

Antonio De Filippi, 13 gennaio 2022