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“Caro Emmanuel, io…”, la rivelazione: cosa ha detto Meloni a Macron

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Uno degli obiettivi maggiormente conclamati da Giorgia Meloni, nel corso della sua campagna elettorale, era quello di rioffrire all’Italia un ruolo di peso, alla pari di Francia e Germania, all’interno del continente europeo. All’indomani del giuramento, è stato proprio Emmanuel Macron ad essere il protagonista del primo incontro istituzionale della neopremier.

La leader di FdI ha svelato il contenuto del faccia a faccia nel nuovo libro di Bruno Vespa, La grande tempesta. Mussolini, la guerra civile. Putin, il ricatto nucleare. La azione di Giorgia Meloni, a breve in tutte le librerie: “Abbiamo conversato per un’ora a quattr’occhi sulla terrazza dell’hotel Melià. Siamo persone che amano entrambe la franchezza e abbiamo parlato di tutto con la massima chiarezza, delle cose che ci uniscono e di quelle che ci dividono”. Ma arriva l’affondo al titolare dell’Eliseo: “Ho contestato l’atteggiamento predatorio che la Francia ha manifestato in qualche occasione, ho trovato una perfetta comunità d’intenti nella difesa della sovranità alimentare alla quale anche la Francia tiene molto”.

Insomma, Giorgia Meloni non sarà un Presidente del Consiglio che accetterà supinamente le prescrizioni imposte da Bruxelles, Parigi e Berlino. E la premier sembra volerlo ulteriormente rimarcare: “Gli ho detto: caro Emmanuel, tu difendi gli interessi francesi, io quelli italiani. Su certe cose andremo d’accordo, su altre litigheremo. Ma la lealtà e la franchezza potranno portare soltanto vantaggi ai nostri rapporti. L’ho trovato assolutamente d’accordo su questa linea”.

La conversazione con Vespa, poi, si sposta anche sul rapporto con gli alleati di governo, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi: “Con Salvini si è stabilito un rapporto nuovo e diverso. Ha capito quel che si poteva e quel che non si poteva fare e mi ha aiutato a cercare soluzioni. In certe situazioni lui mi ha chiesto di aiutarlo, in altre io l’ho chiesto a lui“. Se con il leader della Lega c’è un rapporto franco e diretto, maggiori sono state le difficoltà con il Cavaliere: “Figlia del passaggio di testimone. Quando si vivono certi momenti epocali, è fatale che ci siano delle scosse”. Ma tutto sembra ormai alle spalle: “Il suo discorso sulla fiducia pronunciato al Senato il 26 ottobre è stato bello e importante, sono stata contenta di applaudirlo”.