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Caro Porro, chi ha scioperato non sa cos’è il lavoro

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Buonasera dottor Porro,

mi permetto di scriverle perché lavoro in un ospedale pubblico della provincia di Bergamo e ieri non ho scioperato.
Sono un tecnico di radiologia impegnato da quattro anni e diciannove giorni in Lombardia. Sono partito da casa con una valigia di vestiti, una valigia di libri e ho fatto la mia gavetta; ho iniziato con un contratto a termine e adesso ho un indeterminato, una moglie fantastica e, spero presto, dei figli.

E per queste poche cose, oggi, a seicento chilometri da famiglia e amici, mi sento l’uomo più fortunato sulla faccia della terra. Ho trent’anni e ieri sono andato a lavoro come faccio da sempre: non può esistere un diritto allo sciopero se non esiste il diritto al lavoro. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, quella che fonda la nostra Repubblica sul lavoro, e abbiamo un governo di folli, che quel lavoro lo ha negato a milioni di cittadini.

Chi ieri ha aderito allo sciopero non ha idea di che cosa significhi lavorare. Non ha memoria dei sacrifici fatti dai nostri concittadini negli ultimi dieci mesi. Semplicemente, non ha onore. Non può esistere un diritto allo sciopero se non esiste il diritto al lavoro.

Lettera firmata, 10 dicembre 2020

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59 Commenti
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Freeskipper Italia
11 Dicembre 2020 14:42

Sempre addosso agli Statali. Adesso non possono neppure ‘scioperare’!? La vita, ma anche il lavoro, è a volte una questione di scelte, più o meno giuste, più o meno sbagliate, ma pur sempre lasciate al libero arbitrio. Pertanto chi per libera scelta o magari per necessità oggi si ritrova a fare il dipendente pubblico oppure il libero professionista, l’artigiano o il commerciante, già sapeva illo tempore a cosa andava incontro. Il dipendente pubblico, ad un lavoro con uno “stipendio fisso”, pochi soldi (maledetti e subito!), ferie e malattia, scarse soddisfazioni, zero margini di carriera, tassazione alla fonte e un pubblico concorso per accedere ai ruoli di qualsiasi livello e settore. La partita Iva, tutto l’esatto contrario. E allora quando poi si diventa… ‘grandi’, c’è poco di cui lagnarsi. Non per questo il lavoratore – pubblico o privato che sia, oppure la partita Iva – deve rinunciare al ‘diritto-dovere’ di rivendicare migliori condizioni di lavoro e perché no, anche scioperando! Ora, accanirsi contro i dipendenti pubblici tacciandoli di ogni ‘male’, facendone di tutta l’erba un fascio e mettendoli in croce perché il ‘9 dicembre u.s. sono scesi in sciopero’, è puro accanimento nei confronti di una categoria di lavoratori che non sta rubando niente a nessuno, ma che è stata pesantemente penalizzata dal passaggio dalla Lira all’Euro, che di fatto ne… Leggi il resto »

Raffaello Rota
Raffaello Rota
11 Dicembre 2020 14:14

Complimenti il giovane trentenne è molto più saggio dei vecchi caproni ciarlatani dei sindacati !

Valter
Valter
11 Dicembre 2020 10:51

Bravo il tecnico di
Radiologia che ha compreso lo stile del giuramento di Ippocrate

carlo
carlo
11 Dicembre 2020 9:34

Dire che non esiste diritto allo sciopero se non esiste diritto al lavoro, mi sembra proprio una frase fatta. Io sono un dipendente pubblico e non me ne vergogno: se penso di dover scioperare per qualcosa, sciopero. E se lo sciopero crea disturbo e disservizi, meglio: significa che è riuscito. Non ho partecipato a questo sciopero, non perché mi reputi un privilegiato che in qualche modo dovrebbe dir “grazie” per cosa? Per ciò che gli è dovuto? Dovrei vergognarmi di uno stipendio in cambio del mio lavoro? No di certo! Anzi, vorrei uno stipendio più alto. No, non ho partecipato perché è uno sciopero insensato, da parac…li che vogliono farsi una settimana di vacanza. E’ ridicolo lo sciopero fatto dopo una festività e un giorno di ponte. Lo sciopero deve avere un senso, dev’essere serio, dev’essere raro e ci dev’essere la PAURA che venga veramente indetto uno sciopero. E infatti, non ho mai scioperato. Lo sciopero non dev’essere una roba che faccia dire: “toh, guardali là, i dipendenti pubblici che s’allungano in week-end”. Dovrebbe esser qualcosa che faccia dire: “speriamo non scioperino veramente!”.

paolospicchidi@
paolospicchidi@
11 Dicembre 2020 9:20

ERRATA CORRIGE in un mio commento/risposta a Gianluca ho scritto dissociata per errore… la parola giusta era DISOCCUPATA.

Giovanni
Giovanni
10 Dicembre 2020 23:57

Non sono un ragazzino ho 67 anni e ne avevo 14 quando ho cominciato a lavorare.Posso dire che dietro ad ogni bandiera c’è molta gente che si nasconde perché non conosce la parola LAVORO. Gente che si veste di autorità e pretende di insegnare agli altri come ci si deve comportare. Che imparassero prima a conoscere il sacrificio poi ad andare a lavoro. Lo sciopero è un diritto ma non è lecito farne uso durante una PANDEMIA dovremmo essere un popolo unito aiutarci l un l altro e non farci guerra

paolospicchidi@
paolospicchidi@
10 Dicembre 2020 23:26

@Gianluca Lei è un esperto di sindacati di tutto il mondo? Non credo… E penso siano dei buoni sindacati quelli italiani. Non sono un sindacalista, ne` un rappresentante, sono solo un tesserato settore privato e mia moglie ex settore privato e` dissociata… Ma credo che “sparare” sui propri rappresentanti non sia una buona idea… mele marce? Si… non sono immuni. Rappresentano solo se stessi??? Se si non e` un bene per i lavoratori… Ma di tutti i critici dei sindacati e dei contratti che sottoscrivono grazie anche ai 4, 8 o mille gatti che scioperano NON NE CONOSCO UNO CHE VA DALL’IMPRENDITORE E GLI DICE CHE SI LUO IL CONTRATTO SOTTOSCRITTO DAI SINDACATI NON PIACE E CHE NE VUOLE SOTTOSCRIVERE UNO LUI CHR E` TANTO PIU` CAPACE BRAVO ECC DEI SINDACATI A FARE I SUOI INTERESSI… LEI NE CONOSCE QUALCUNO?

giùalnord
giùalnord
10 Dicembre 2020 22:57

Esiste un diritto al lavoro(tutti),un diritto allo sciopero,un diritto ad avere uno stipendio equo(come tutto il resto d’Europa)bilanciato con le tasse da pagare.Esistono anche i doveri.
Il 9 dicembre 2020,in crisi emergenziale non era il caso di indire uno sciopero.Lo si poteva fare più in la,passata l’emergenza,in rispetto di chi ha chiuso da 10 mesi, come spirito di solidarietà ,null’altro.