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Caro Porro, dopo Saviano ci tocca sorbirci Zerocalcare

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Ricevo e pubblico volentieri questa lettera che mi fa notare quanto stamattina sono stato distratto nella mia zuppa quotidiana. Meno male ci siete voi commensali.

Caro Porro,

nella sua Zuppa di oggi (Dio la abbia in gloria) non ho sentito parlare della copertina de l’Espresso, nella quale si annuncia la nascita di un nuovo direttore delle coscienze di sinistra: Zerocalcare. L’ultimo intellettuale, lo definisce l’Espresso di oggi. Spiegando che “è una delle poche voci a raccontare la complessità dell’Italia del Covid”. Non perderò certo troppo tempo a confutare un titolo del genere. Basta ricordare che Zerocalcare – che pure è un fumettista formidabile – prima delle ultime elezioni disegnò 14 pagine (sempre de l’Espresso) per dire che in Italia stava avanzando la marea fascista. Poi si vide, invece, che CasaPound non era arrivata nemmeno all’uno per cento dei voti, mentre i 5 Stelle avevano superato addirittura il trenta per cento. Insomma, quando le cose succedono qui, questo nuovo Saviano guarda lì, ripetendo a cantilena gli slogan che ha imparato nel posto in cui è cresciuto: i centri sociali.

A un certo punto dell’intervista uscita oggi, e che conduce direttamente il direttore dell’Espresso, Marco Damilano, Zerocalcare dice che i giovani italiani sono “i più conformisti d’Europa”. E vuole sapere la ragione di tanto conformismo? Be’, la colpa è della “classe intellettuale”. Ovvero: “Un circolo di persone che si conoscono, si recensiscono i libri a vicenda, ma che non danno un contributo all’avanzamento del dibattito pubblico”. Non so se mi sono spiegato, Porro.

La colpa – ripeto – sarebbe di un “circolo di persone che si conoscono” (come Zerocalcare e Damilano, che sono spesso insieme il venerdì alla trasmissione Propaganda), che si recensiscono i libri a vicenda (è quello che stanno facendo nell’intervista Zerocalcare e Damilano: stanno parlando dell’ultimo libro di Zerocalcare, così come nell’ultima puntata di Propaganda hanno parlato della copertina de l’Espresso, che guarda caso lancia il libro di Zerocalcare, che a sua volta promuove il giornale di Damilano, e con Zerocalcare e Damilano ad applaudire in studio).

Che cialtrocomunisti.

Iolanda, 22 novembre 2020

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54 Commenti
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Fabio Viggiano
23 Novembre 2020 23:22

Dai regà non potete essere seri con articoli simili.

Piero
Piero
23 Novembre 2020 16:02

Porro, sei nato vecchio. Ti accorgi tardi di movimenti, cutura e fenomeni decennali. Vuol dire che anche tu, ma non è una scoperta, vivi nella tua campana. Però ti danno credito (LE GENTI) e quindi sono felice che porti il pane a casa in questo modo. contento tu, contenti noi per te.

Salvatore
Salvatore
23 Novembre 2020 14:38

Un fumettista è un’artista. La nostra Costituzione dice che l’arte e la scienza sono libere. Semplicemente.

Gennaro Maglie
Gennaro Maglie
23 Novembre 2020 14:35

Siamo ancora alla storica egemonia culturale e morale presunta degl’intellettuali di sinistra, tuttavia mi rincresce dire che non ho mai sentito o letto di uomini di cultura combattere “di petto” quella cultura organica. Tutti, anche Porro, nelle sue trasmissioni, fanno gli equidistanti, si nascondono dietro la complessità dei problemi.Miti e docili.Occorrono poche e chiare idee non dibattiti caotici.

Luigi Flaiano.
Luigi Flaiano.
23 Novembre 2020 13:10

Zerocalcare si può scrivere anche 0calcare. DoppioZerocalcare, pertanto, diventa 00calcare. Checché ne possano dire i soliti fascisti, non c’è alcuna “l” di troppo. Damilano fino al 1989 era DaMosca? Il Gruppo Espresso-Repubblica (Carlo De Benedetti) nel 1992 ELUSE 445 MILIARDI di lire e fu CONDANNATO dalle Commissioni Tributarie del Lazio a SANZIONE di 225 MILIONI di euro, LIEVITATI (con interessi) a 338 MILIONI, recentemente DEFINITA (da GEDIS di Marco De Benedetti, figlio di Carlo) con il PAGAMENTO di 178 MILIONI di euro.

Marilena
Marilena
23 Novembre 2020 11:44

Mitica!

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
23 Novembre 2020 11:23

“L’ultimo intellettuale”? Sul fumettista eviterei di esprimermi, pedigree d’ordinanza ‘sinistro’ a parte, ma di sicuro nei distretti neuronali del titolista dell”Espresso” di calcare ce n’è parecchio .

Atreiu
Atreiu
23 Novembre 2020 10:51

Signori, ma chi se ne frega? L’Espresso per me è solo il caffè al bar, il resto non mi interessa e non mistressa da chi sia scritto, c’è già la vita di tutti i giorni a metterci ansia e romperci i co glioni.