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Caro Porro, lo Stato ci spreme come limoni: siamo disperati

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Caro Porro,

da Agente di commercio e quindi, da lavoratore autonomo e partita iva, comprendo e solidarizzo con quanto scritto da un mio collega in una precedente lettera.

L’urlo della nostra categoria, è, ahimè, un urlo disperato ma silenzioso da troppi anni. Gli agenti di commercio, così come, molti altri lavoratori autonomi, sono i limoni da spremere e buttare via.

Lo stremo in cui versiamo non é tutelato da nessuno ed anche la classe politica ha, da troppo tempo, dimenticato la nostra esistenza.

Ad oggi la categoria Agenti e Rappresentanti del commercio è responsabile della movimentazione di circa il 64% del Pil nazionale, ciò nonostante i circa 220.000 agenti operanti hanno subito una contrazione di unità attive di -124.000 negli ultimi 4 anni.

Ciò non significa che 220.000 agenti abbiano assorbito la capacità produttiva di mancanze attive,  ma anzi, lo scotto pandemico, l’avatar epidemico ed ora una guerra inumana hanno sicuramente destabilizzato ad enorme ribasso i consumi e fatto lievitare il costo della vita.

Si traduce tutto ciò nella spirale contrattiva, con meno consumi e aumenti di prezzo. Qualche tecnocrate la chiama Inflazione, i fenomeni Degflagazione. Da agente, da italiano, la chiamo semplicemente crisi.

Gli Agenti di commercio subiscono doppia contribuzione: Inps ed Enasarco. Il carburante è in esponenziale aumento (mediamente un Agente percorre 70/80.000km/anno). A questo aggiungiamo la tassazione, il costo vita lavorativa (pranzo, pernotto) e relative spese accessorie di manutenzione veicolo. Infine, condiamo il tutto con il costo del commercialista e anche qualche contravvenzione perché la casistica, per quanto uno possa essere ligio al codice della strada, fa si che qualche multa possa arrivare.

Mediamente in Italia, un agente di commercio fatturava (dati 2019) circa 46.000 euro lordi ai costi del 2019. Qualcuno, senza dover essere matematici o commercialisti, comprenderà, che già a data 2019 il netto percepito superava di poco i 1500 euro netti mese. Teoricamente, ed anche norma, la tutela di un fondo previdenziale separato, avrebbe dovuto instituire sussidiarietà ai propri iscritti. Ma così mai fu.

Diventa ovvio il parossismo di chi muove in buona parte il commercio del Paese, ma che viene totalmente dimenticato da una Politica a cui la classe Agenti e Rappresentanti dice poco.

Cordialità
Cristian Lana