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Caro Porro, ora ci vietano pure di cantare

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Caro Nicola,

da un annetto a questa parte ho scoperto la Zuppa, inizialmente la seguivo in modo distaccato, ora ne sono sempre più coinvolta e quando vedo delle ingiustizie mi dico “ma allora quando il mattino durante la Zuppa Nic si incazza, fa toc toc ha ragione”!

Ieri c’è stata una partita chiave per il Calcio Trento, grazie all’ultima vittoria la squadra è stata promossa in Serie C (non sto qui a dire da quanti anni è atteso questo momento). Come ben sai un numero limitato di tifosi è potuto andare allo stadio. E qui arriva il bello perché il Commissario del Governo per la Provincia Autonoma di Trento aveva diramato un appunto stampa dove dopo i soliti preamboli sulla pandemia aveva scritto nero su bianco che “bisogna evitare incontri, abbracci, cori ed assembramenti…”.

Posso capire tutto, ma dire a dei tifosi di non cantare allo stadio è pura follia!!! Ma non ci avevano insegnato lo scorso anno a cantare sui balconi? E perché adesso non lo si può più fare?
Beh, mi dirai, un po’ a Trento città se la sono cercata visto che la maggioranza è comunista (la Provincia però è a guida leghista)… però ledere le nostre libertà in questo modo “mi fa venire il sangue al cervello”, come dici tu.

Concludo con una citazione di Oscar Wilde: “La società perdona spesso il delinquente mai il sognatore”

W la zuppa e noi liberali!

Un abbraccio,
Paola