Commenti all'articolo Caro Porro, per colpa dei giallorossi non posso vedere mia figlia

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A.L.
A.L.
14 Gennaio 2021 1:58

Il mio era un commento alla lettera, non una risposta alla signora Stefania: scusate, disguido tecnico!
Signora Stefania, solidarizzo anche con Lei. Ha ragione. Non ci trattano più come persone ma come pedine.

Stefania
Stefania
10 Gennaio 2021 16:30

Mi risulta difficile capire il cinismo di alcuni commenti. Immagino (o spero per chi li ha postati) che non si trovino nella triste condizione di avere i loro congiunti fuori regione. La lettera, perfetta o meno che sia, autentica o non, riflette la condizione di molti vostri connazionali che da mesi aspettano di vedersi riconosciuto un diritto che agli altri viene invece garantito. Ovvero il diritto di vedere i propri congiunti, genitori o fidanzati che siano, che abitano in una regione diversa dalla propria. Il governo italiano non ha fatto niente per tutelare queste famiglie e, anzi, dalle prime aperture di primavera ha trattato questi cittadini alla stregua di turisti o vacanzieri che pensano solo a divertirsi. Sicuramente c’è chi con la pandemia ha perso di più, questo non lo nego assolutamente. Però perché non avere un po’ di empatia verso quelle persone che da mesi piangendo lacrime amare stanno a guardare i loro connazionali che, con tutte le precauzioni del caso, possono ritrovarsi? Perché se il governo decide di concedere il diritto di visita ai congiunti non garantisce questo diritto a tutti gli abitanti delle regioni gialle? E, visto che i confini nazionali non sono stati chiusi del tutto, perché un cittadino UE (che magari con tamponi e quarantena può entrare) dovrebbe avere più diritti di un italiano? Perché… Leggi il resto »

Stefania
Stefania
10 Gennaio 2021 15:47

Caro Gianni, leggo con molta amarezza il suo commento cinico. La lettera potrà non essere perfetta, ma riflette la triste condizione di molti suoi connazionali che stanno aspettando da mesi di vedersi riconosciuto un diritto che agli altri viene invece garantito. Ovvero il diritto di rivedere i loro congiunti che hanno unica come “colpa” quella di abitare in una regione diversa dalla propria. Dallo scoppio della pandemia il governo italiano non ha fatto niente per tutelare queste famiglie. Non conosco la signora, ma le posso dire che ho pianto lacrime amare per settimane, bloccata in un posto che per me non è casa. Sicuramente ci sarà chi con la pandemia ha perso più di me, questo non lo metto in dubbio. Però perché non avere un minimo di empatia? Perché se il governo decide di tutelare le visite ai congiunti non concede questo diritto almeno a tutti i cittadini delle regioni gialle? E, visto che i confini nazionali non sono del tutto chiusi, perché un cittadino dell’UE (che magari con tamponi e quarantena può entrare) deve avere più diritti di un italiano?

Raffaello
Raffaello
10 Gennaio 2021 11:06

Ho avuto lo stesso problema, avendo i due figli in due città diverse dal mio paese. Ridicola anche la Regola che solo nei paesi sotto i 5000 abitanti si possa varcare il confine comunale. Infatti il mio fa 13000 abitanti, ma è costituito da frazioni separate da 4-5000 abitanti max. ed in tanti mesi di regole balzane mi è capitato di non poter comprare un rubinetto nuovo per non varcare il confine comunale per 8 Kilometri per raggiungere il magazzino di Idraulica! Follie tipo Grida Manzoniane!

Gianni
Gianni
10 Gennaio 2021 9:28

La solita lettera fasulla condita degli stilemi tipici del negazionismo sovranismo un tanto al chilo: “lo psicogoverno” (termine ignoto ad una signora ultrasessantenne), ” pagheranno per questo” (IDEM) “la colpa dei giallorossi” (IDEM)
Una vera patacca.

Laval
Laval
10 Gennaio 2021 3:31

La lettera di questa signora esprime la sofferenza portata dai continui Dpcm confusi nostrani, quando la cosa più interessante la esprime Angel Merkel e Ursula Von Der Leyen con le sue dichiarazioni:
“Stiamo negoziando con gli Stati membri indipendentemente dalle diverse situazioni politiche”, l’importante è che i fondi richiesti (Recovery Fund MES) seguano e rispondano alla richiesta dei paletti diffusi.
La situazione è compatibile anche con le votazioni, come dichiarato da Mattarella nei mesi precedenti, dove nel caso di crisi del governo non ci sarebbe stato null’altro, se non le votazioni (Ricordiamolo).
Il ribaltone, il rimpastone, il governo tecnico ecc. non può e non deve essere neanche considerato perché complicherebbe ancora di più la situazione.
Il motivo è che per mettere mano al caos, alla confusione inefficace creatasi ci vuole tempo e aspettare un altro anno fino al 2023 per andare al voto significa calarsi nella profonda oscurità della depressione generalizzata.
Occorre un governo stabile e coeso e spetta al popolo italiano decidere qualunque esso sia in un momento tanto grave.
Anche Bergoglio continuando ad applicare l’obbedienza, elargisce dure reazioni a questo governo, prendendone le distanze.
Il tempo è scaduto, l’unica possibilità di salvezza è tornare al voto anche in questo momento sfavorevole, qualcuno deve assumersi le responsabilità politiche delegategli dal popolo.