Caro Porro, per difenderci dai despoti vogliamo saperne di più

Condividi questo articolo


Vi invito a leggere la lettera arrivatami da una commensale della zuppa nella quale ci invita a riflettere sull’importante ruolo che da cittadini dovremmo tenere per conservare la nostra libertà, nonostante il Covid. Pena un dispotismo dal quale non riusciremmo più a uscire, restando solo spettatori passivi.

Caro Nicola,

vorrei tornare (e me ne scuso in anticipo) su il tuo ormai noto diverbio televisivo avvenuto qualche giorno fa con il Prof. Galli. Il punto non è opporre il giornalista al virologo perché ciò non avrebbe nessuno senso né grande interesse. Io da ascoltatrice sempre attenta delle tue Zuppe penso che l’accaduto meriti una considerazione più ampia.

In questo contesto spesso “allarmistico” di somministrazione continua dei numeri del contagio, noi cittadini, sembriamo troppo spesso solo spettatori passivi del notiziario del virus. Vista la confusione che regna dall’inizio di questa pandemia il nostro ruolo qual è? Solo ascoltare, accettare, adempiere ai vari Dpcm? Non abbiamo una nostra responsabilità da prendere come individui, come custodi unici delle nostre libertà individuali? Forse, più che mai, abbiamo l’obbligo di conoscere, informarci in modo approfondito pure sui numeri a noi divulgati. E anche se la situazione è nuova e questo virus non è ancora del tutto conosciuto, ciò non ci dovrebbe esonerare dal saper distinguere tra contagio, positività e malattia.

Altrimenti rischiamo di imbatterci pure questa volta nel famoso paradosso di Alexis de Tocqueville (tanto caro a noi liberisti) e cioè – il “dispotismo” in qualche modo imposto dalle autorità scientifiche che non ci informano con chiarezza – ma che poi ci impongono una restrizione delle nostre libertà. Certo non possiamo conoscere tutto ciò che avviene attorno a noi ma in una situazione come questa, “destinata” a durare ancora per mesi (e c’è chi parla già di un secondo confinamento!) non si può solo cedere alla paura per pura pigrizia nostra. Mi viene un pensiero tutto mio: chissà se Oltralpe risuonerebbe già il rumore dei forconi?

Anche perché comme toujours dietro tanta poca chiarezza sanitaria si potrebbe nascondere il famoso Gorilla (di Chabris e Simons), quello che non vediamo o che non vogliamo vedere. Conservare le nostre libertà forse impone questo sforzo. E allora per finire torno al nostro diverbio iniziale (come di nuovo?): era cosi scortese, scomodo chiedere più precisione sui numeri del contagio? Unica certezza, solo una voce libera lo poteva fare! Grande Nicola.

Françoise Audegon, 16 ottobre 2020

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


50 Commenti

Scrivi un commento
  1. Non so se il Prof.Bassetti sia amico di Porro (come ha scritto qualcuno) sta di fatto che con la sua COMPETENZA, CHIAREZZA e SEMPLI CITÀ riesce a tranquillizzare chi ha la volontà di ascoltarlo.

  2. Leggo altrove che i test PCR in Germania avrebbero un numero di cicli inferiore, e che questo contribuirebbe alla minor diffusione del virus che vediamo.
    Che sarebbe quindi solo apparente, e dipendente dal diverso modo di testare.
    Qualcuno ne sa qualcosa?

    • Penso che si intenda che sopra una certa soglia, viene considerato negativo: ma vista la disparità tra macchine e che cosa vanno a guardare, penso che alla fine facciano un conto di quanto virus rilevano.

      • Per quanto non sappia quasi nulla di PCR, ho capito che intendano questo:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Reazione_a_catena_della_polimerasi#Schema_di_un_ciclo_di_PCR
        “Il ciclo descritto viene ripetuto generalmente per circa 30-40 volte. In genere non si superano i 50 cicli.”
        “In linea teorica ogni ciclo dovrebbe raddoppiare la quantità di DNA”

        Il concetto espresso era che in alcuni paesi fanno, supponiamo, 40 cicli.
        In altri, supponiamo, 30, e quindi il virus rimane in quantità più scarsa, al punto da non essere rilevato (o all’esserlo in quantità insufficiente per far scattare la “positività”, non so come funzioni questo aspetto).
        Ci sarebbero quindi tanti casi in cui il risultato sarebbe “negativo” con 30 cicli, ma “positivo” con 40.

        • Premessa: la PCR usata per identificare il virus si chiama qRT-PCR, ovvero reazione a catena della polimerasi quantitativa in tempo reale. Il tempo reale si ottiene mediante l’incorporazione di un fluoroforo (molecola fluorescente) che si infila (intercala) nella doppia elica del DNA che sta venendo sintetizzato e che può essere misurato. Mediante un’apposita retta di taratura e standard opportunamente preparati, si può anche misurare la *quantità* di quello che si sta amplificando.

          Il “ciclo” di cui parlano è definito da un’equazione che chiama “ciclo soglia” il punto in cui il materiale inizia un’amplificazione esponenziale, che si misura con un aumento esponenziale della fluorescenza.

          A 30 cicli, in ambienti che non sono quelli paranoici del virus, vuol dire che il materiale di partenza è già scarso. 40 cicli vorrebbe dire praticamente acqua (c’è sempre un campione negativo di sola acqua bidistillata per verificare eventuali contaminazioni). A cicli soglia così elevati spesso è impossibile calcolare la quantità di materiale di partenza.

          • Ok, quindi tecnicamente mi pare di capire il discorso sia fondato.
            Sappiamo quanti cicli vengano richiesti, e se ci siano differenze tra paese e paese?

          • Per capirci qualcosa bisognerebbe leggere la (corposa) revisione fatta dal Prof.Heneghan su correlazione PCR-infettività. Non gliela consiglio perché è di una pesantezza incredibile.

            Però può leggere una sinossi più “digeribile” qui:

            https://www.cebm.net/covid-19/pcr-positives-what-do-they-mean/

          • @Luca
            Buonasera dott. Beltrame, giorni fa ho letto (non ricordo dove, può darsi anche un post qui da Nicola 🙂 ) che questi tamponi non rilevano il virus incriminato, ma frammenti della sua elica che sono però comuni a tutta la famiglia dei coronavirus. Questo fatto, unito all’assurda moltiplicazione di cicli imposta dalle linee guida nazionali porterebbe a numeri di positivi di gran lunga superiori ai reali, e questo a mio avviso potrebbe spiegare anche il 94/96% di asintomatici, in realtà una parte di questi non sarebbe “asintomatica”, semplicemente NON SAREBBE POSITIVA! Grazie a lei per i suoi interventi sempre interessanti e al dott. Porro per la sua ospitalità.
            P.S. Spero non si offenda se, occasionalmente, la chiamo Nicola 🙂

          • Egregio Sergio,

            cerco di chiarire.

            > che questi tamponi non rilevano il virus incriminato, ma frammenti della sua elica che sono però comuni a tutta la famiglia dei coronavirus.

            Si e no. Il test si fa su tre geni del genoma totale del virus (non lo sapevo, ma ho avuto occasione in tempi recenti di parlare con un dirigente medico che fa questo routinariamente). Se il test è positivo su tutti e tre, c’è certezza che sono il “nostro” e non altri.

            Generalmente è difficile che si sbaglino per altri coronavirus. E’ molto più facile, se non si sta attenti, contaminare i campioni: infatti la tecnica è sensibilissima e basta poco per generare un segnale spurio.

            Quindi, anche se è possibile, come sottolineato anche da “Sergio il vecchio” su questo blog, che ci siano falsi positivi (e quindi il personale medico deve guardare anche altre cose, tipo i sintomi, oppure le radiografie nei casi gravi), la maggioranza “centra” sicuramente il bersaglio.

            Ma qui arrivamo al nocciolo, che lei ha correttamente individuato. Il test via PCR è un compendio diagnostico, quindi aiuta la diagnosi ma da solo non basta. Quando il virus viene distrutto dal sistema immunitario, rimangono frammenti del suo RNA nella gola e nelle mucose. Questi frammenti possono rimanere stabili anche per settimane, quindi se per caso facciamo un tampone li beccheremo sempre. Non è una caratteristica del SARS-CoV-2. E’ successo con SARS, MERS, influenza e Zika.

            Qualcuno, insospettito da questo, ha deciso di mettere alla prova l’ipotesi. I primi sono stati i tedeschi a maggio, seguiti poi da altri. Hanno seguito delle persone per tutto il percorso della malattia, ed ogni giorno prelevavano due tamponi, uno per il test che usiamo anche qui, e uno per coltivarlo in delle cellule particolari chiamate Vero E6 (se il virus è attivo ed infettivo, le cellule muoiono, e la cosa si vede benissimo anche ad occhio nudo). Cos’è successo? Al settimo giorno per i casi più lievi, ed entro 15 giorni per gli altri, il tampone continuava ad essere positivo, ma le cellule erano vivissime. Quindi c’era sì un “positivo”, ma il virus non c’era, quindi le persone non erano più infettivi.

            Altri gruppi hanno provato a correlare i cicli di PCR (quello famigerato “soglia”) con l’infettività, ma come mi è stato fatto notare correttamente dal dirigente medico in questione, dipende molto dalle macchine e dai protocolli che si usano, ed infatti le misure riportate dai ricercatori variano in modo marcato a seconda dello studio. Il limite per trovare virus infettivo passa da 27 cicli a quasi 37 a seconda di cosa si legge. In ogni caso, sicuramente a 40 cicli non c’è più virus infettivo.

            Quindi si, è possibile che un po’ non siano veramente malati. Per questo servirebbero i test antigenici, che rilevano la presenza di proteine del rivestimento esterno del virus (e ci mettono 3 minuti), che 90 su 100 non possono esistere senza che esso sia attivo e funzionante. I ricercatori della Johns Hopkins University hanno di recente fatto qualche test e sembra siano utilizzabili, anche se meno sensibili del tampone attuale (ma specifici uguale, che è una buonissima cosa).

          • @Luca
            Dott. Beltrame la ringrazio per la risposta, graditissima ed esauriente. Continuo a non capire il motivo di questi tamponi a tappeto fatti a soggetti asintomatici (perché non usare esami ematici?). La sensibilità degli stessi, unita agli assurdi cicli moltiplicativi utilizzati comporta, a mio parere, una enorme e assurda segnalazione di “falsi positivi” in realtà, che comporterà per gli stessi la perdita della libertà personale dovuta ad una quarantena inutile ancor che assurda. Personalmente sto consigliando a tutti i miei conoscenti di rifiutarsi nel modo più assoluto di sottoporsi al tampone, nel caso sfortunato si trovasse ad essere contatti stretti di positivo. In ogni caso il risultato sarà una quarantena obbligata, pertanto perché subire tale procedura inutile, invasiva e pericolosa in quanto potenzialmente dannosa?
            Per concludere mi permetta un appunto al suo ultimo paragrafo “Quindi si, è possibile che un po’ non siano veramente malati.” Io ho scritto “in realtà una parte di questi non sarebbe “asintomatica”, semplicemente NON SAREBBE POSITIVA!” Intendiamo due cose differenti o anche lei, a furia di sentirlo dire, ha scambiato “positivi/malato”?
            Grazie ancora, buon lavoro.

          • @Luca Beltrame:
            per il problema che intendo, in realtà oggi avevo trovato molto esplicativa la fig. 2 a questa pagina:
            https://www.cebm.net/study/duration-of-infectiousness-and-correlation-with-rt-pcr-cycle-threshold-values-in-cases-of-covid-19-in-england/
            Se grosso modo le proporzioni che ci interessano sono quelle, fermarsi a 30 o a 40 cambia tutto. Ma anche tra 30 e 35 cambia molto.
            Ed in realtà vedo che lo conferma anche lei con un paio di esperimenti di cui parla.

            Il punto è sapere che criteri vengono usati, *nei diversi paesi* e nei diversi laboratori, per la scelta di questo numero di cicli Ct.
            La differenza vale per i vivi, magari mai malati ma solo entrati in contatto col virus (prontamente debellato), ed anche per i morti.
            I famosi morti “con” coronavirus.
            Se veramente questo spiegasse in buona parte differenze importanti tra paesi, sarebbe un fatto estremamente importante.

            @Sergio Endrigo: condivido quindi i suoi dubbi, specie riguardo agli “asintomatici”.
            Non pensavo che ci fosse tutta questa discrezionalità tra “positivi” e non.

  3. Avevo promesso qualcosina sui vaccini, e quindi ecco qua.

    Il 14 e d il 15 ottobre sul New England Journal of Medicine sono usciti due lavori che mostrano alcuni dati (in particolare uno) dei vaccini in sperimentazione (Moderna e Pfizer).

    Prima di tutto, due parole su questi vaccini, chiamati MRNA-1273 e BNT162b (avranno nomi più altisonanti se arriveranno al commercio). Sono vaccini a RNA, quindi sostanzialmente molto diversi da quelli tradizionali.

    Normalmente come si fa? E’ lunga, ma per farla breve, si usano virus interi, che o sono meno virulenti (attenuati: Jenner per il vaiolo usò il virus del vaiolo delle vacche) o incapaci di infettare (virus inattivi, di solito chimicamente). Oppure, si usa un altro virus innocuo come “messaggero” che porta l’antigene dentro l’organismo (vettori virali). Diciamo che la prassi è portare un pezzo del virus contro cui vogliamo immunizzarci, e poi questo verrà riconosciuto dal sistema immunitario, che monterà la risposta contro di esso.

    I vaccini ad RNA non sono così. L’RNA è una molecola affine al DNA che tutti conosciamo, ed è un intermedio importante per il funzionamento della cellula. In qualunque cellula umana, quando serve una nuova proteina, il DNA viene copiato (“trascritto”) in una molecola di RNA nel nucleo. L’RNA poi si sposta fuori dal nucleo e viene processato da altre strutture chiamate ribosomi, che “leggono” l’RNA e producono una proteina. Ovviamente sto semplificando molto (l’RNA fa anche molto altro) ma per quello che ci interessa questo è il meccanismo di base.

    I vaccini a RNA hanno quindi le “istruzioni” per costruire una proteina, od un pezzo di essa, del nostro virus. Non possono però essere usati da soli: l’RNA è una molecola abbastanza instabile e si degrada facilmente. Quindi, viene di solito preparato in una soluzione che contiene nanoparticelle e lipidi, per poterlo stabilizzare ed anche veicolare dentro la cellula. Questa soluzione poi viene somministrata con un’iniezione intramuscolare. Il vantaggio di questi vaccini (anche se nessuno è mai stato approvato, finora,) è che è relativamente facile fare nuovi bersagli per virus sconosciuti. Lo svantaggio è il trasporto e lo stoccaggio (conservazione a -80C, trasporto in ghiaccio secco).

    Torniamo ai lavori. Moderna il 14 di ottobre ha fatto vedere i dati sugli animali (macachi rhesus) del proprio vaccino. Non è la prima volta: già mesi fa erano stati mostrati i dati sui topi, ma ovviamente un primate è molto più simile all’uomo, anche semplicemente per le dimensioni dei polmoni e degli organi (anche se i macachi, quando si prendono il virus, stanno male sì, ma non muoiono mai).

    Per vedere quanto possa funzionare, hanno preso tre gruppi di animali e hanno iniettato salina (come controllo), 10 microgrammi (un microgrammo è un milionesimo di grammo) di vaccino, e 100 microgrammi (che è la dose che stanno usando in sperimentazione). in due iniezioni sfasate di 4 settimane. Dopodiché hanno aspettato 4 settimane (per permettere al vaccino di funzionare) e hanno infettato i macachi con una dose relativamente alta di virus. Poi sono andati a fare tutta una serie di test. Si sono visti anticorpi neutralizzanti (che quindi neutralizzano il virus), risposte dei linfociti T (che uccidono le cellule infettate prima che possano diffondere il virus) e anche quanto il virus si diffondeva. Il risultato per la dose a 100 microgrammi è molto interessante: non c’era più virus dopo il secondo giorno nella gola, ed anche se un po’ di virus c’era nei polmoni in un solo animale del gruppo, le osservazioni istopatologiche del tessuto hanno mostato che non c’era infiammazione e danno (mentre nei controlli, ed anche nelle dosi a 10 microgrammi, c’erano eccome).

    Questo dato è diverso dal vaccino di Oxford (AstraZeneca) che aveva invece solo limitato l’infezione in analoghi macachi rhesus.

    Chiaro che un macaco (anche se voi potreste chiamare così i vostri nemici, rimangono comunque Homo sapiens) non è un essere umano e la durata dell’immunità sul lungo periodo è molto da vedere, ma sono dati che fanno ben sperare per l’effetto nell’uomo.

    Il secondo lavoro invece è un dato di “fase I”, quindi un test su volontari sani (195 persone divise in 13 gruppi da 15 persone), del vaccino di Pfizer (ideato dalla tedesca BioNTech). La differenza con le altre sperimentazioni è che c’era un dato anche su persone anziane (da 65 a 85 anni), che è importante perché gli anziani hanno solitamente un sistema immunitario più debole.

    In più Pfizer voleva testare due varianti del vaccino: il primo, che produceva solo una parte della famigerata proteina spike del virus (che chiameremo “b1”), e il secondo (“b2”), che la produceva per intero. Il loro primo obiettivo in questo studio era la sola sicurezza: l’effetto immunogenico era secondario. Sono state date dosi crescenti a seconda del gruppo, con due iniezioni a 21 giorni di distanza l’una dall’altra (il protocollo della sperimentazione che stanno facendo ora è identico).

    I risultati migliori qua sono nascosti in una oscura tabella secondaria. Quello che si è visto è che la variante “b2”, ha un profilo di sicurezza immensamente migliore della “b1” (entrambe producono anticorpi neutralizzanti). Gli effetti secondari registrati sono simili per tutti i vaccini contro il SARS-CoV-2, visto che la risposta immune è veramente vigorosa dopo la seconda iniezione. Di solito sono febbre (38 C), tremiti, dolori muscolari (tipo influenza), che si risolvono in un paio di giorni, e si trattano con la tachipirina. Lo studio, infatti, ha tracciato anche l’uso di antipiretici per vedere quanto fossero forti questi effetti. E la cosa interessante per l’appunto è che con la variante “b2”, gli effetti secondari erano meno della metà che con la “b1”, specialmente negli anziani. Ed è ancora più interessante è che gli effetti collaterali sono molto minori rispetto a quelli di altri vaccini candidati (tipo quello di Oxford, o quello di Johnson & Johnson).

    Allo stesso tempo, venivano prodotti molti anticorpi neutralizzanti anche negli anziani (come confronto. è stato usato il plasma di pazienti guariti, anche se non c’è una relazione nota tra la quantità di anticorpi e la protezione che offrono). Di conseguenza la “b2” è stata selezionata poi come vaccino da usare nelle sperimentazioni grandi.

    Quindi: buon profilo di sicurezza (minori effetti collaterali) e soprattutto, potenziale protezione (potenziale, perché va verificata) anche in persone più anziane. I numeri però sono piccoli, quindi per questo è importante la grande (44.000 persone) sperimentazione che sta facendo Pfizer ora.

    E’ stata una sbrodolata, e spero che non sia troppo noiosa.

    • “Il vantaggio di questi vaccini (anche se nessuno è mai stato approvato, finora”

      Quindi questi sarebbero i primi vaccini RNA approvati?
      Ho capito correttamente?

      >”Gli effetti secondari registrati sono simili per tutti i vaccini contro il SARS-CoV-2, visto che la risposta immune è veramente vigorosa dopo la seconda iniezione. Di solito sono febbre (38 C), tremiti, dolori muscolari (tipo influenza), che si risolvono in un paio di giorni, e si trattano con la tachipirina.”

      Interessante.
      Soprattutto per le fasce non a rischio covid.

      • > Quindi questi sarebbero i primi vaccini RNA approvati?

        Se approvatim si. Ma non i primi sperimentati, altrimenti anche le formulazioni non ci avrebbero messo il tempo che ci hanno messo (per ammissione di Moderna: “non fosse stato un coronavirus, non saremmo stati così rapidi [nel disegno del bersaglio]”). Non ricordo BioNTech, ma Moderna aveva già in sperimentazione (fase 1 o 2, se ricordo bene) almeno altri due vaccini, uno per Ebola ed uno per la MERS, ancor prima che partisse lo sviluppo di questo.

        • Ok, però a questo punto mi perdonerà una considerazione: se non sono mai stati approvati (tralasciandone i motivi), immagino non siano neanche stati usati in massa.
          Ora, aggiungendoci pure un processo di valutazione accelerato, non mi pare una idea così intelligente volerci vaccinare il mondo intero.
          Il *primo* vaccino concettualmente diverso da tutti gli altri finora usati, lo diamo a tutti?
          Mah.
          L’idea di funzionamento, a quanto ho capito, è anche molto bella, e potrebbe portare a tante applicazioni utili, non lo nego.
          Ma mi pare ancora più difficile del solito valutare gli effetti a lungo termine.

          • Sono innovativi, ma in realtà non sono così “nuovi”. I primi studi di questo tipo sono stati fatti con iniezione intramuscolare di DNA nudo nei primi anni 2000. Allora era per terapia genica, ma mancavano i mezzi tecnologici per garantire un’efficace “consegna a domicilio” del materiale genetico.

          • Se non avveniva la “consegna a domicilio”, vuol dire che il succo del meccanismo è nuovo.
            Prima non funzionavano, non facevano ciò che volevano facessero (me lo sta dicendo lei).
            In ogni caso l’esperienza su questo tipo di vaccino, molto diverso dai soliti, è sostanzialmente inesistente rispetto alle tipologie finora utilizzate.

            Ma sì, vacciniamoci il mondo intero, magari obbligatoriamente, per una pandemia di asintomatici.

            PS: terapia genica comunque mi pare di capire sia una cosa diversa, perchè mira a modificare letteralmente il dna delle cellule, cosa che questi vaccini mrna non dovrebbero fare.

          • > PS: terapia genica comunque mi pare di capire sia una cosa diversa, perchè mira a modificare letteralmente il dna delle cellule, cosa che questi vaccini mrna non dovrebbero fare.

            Ho in effetti usato un termine errato, perché l’idea era usare il DNA come farmaco, perché causava modifiche principalmente transienti (non potendosi replicare, prima o poi si perde). Ma è stato l’apripista per questi approcci con l’RNA.

            Poi in realtà il ramo DNA non è mai stato abbandonato, e ci sono sperimentazioni in merito per usarlo come vaccino.

  4. Françoise Audegon, si rassicuri!
    Le sue libertà costituzionali sono ancora intatte. E per far sì che resti intatta anche la sua salute, indossi la mascherina e osservi il distanziamento.

  5. Devo dissentire in quanto anche questa lettera sembra addossare la colpa alle vittime (noi) invece che ai carnefici (Poteri. I,II,III e IV).
    Crede davvero che oltralpe la protesta parta da uno o qualche cittadino?
    Il problema è che anche le Organizzazioni che dovrebbero difendere il Cittadino (Sindacati, Beneficenza, eccetera) hanno imparato da che parte del panino si trovi il burro!
    Facile prendersela con il singolo che non rischia mille euro di multa e magari il carcere per cosa? Mi pare che ci sia più di qualcuno che si è opposto anche con la disobbedienza civile. Che cosa hanno ottenuto?

  6. È ora e tempo che la politica riprenda il suo ruolo di ascolto, analisi, decisione.
    Virologi o similvirologi tornino a studiare o in reparto se ne hanno uno.
    Il ricercatore sulla sterilità delle zanzare concluda i suoi studi, la smetta di tamponare inutilmente milioni di italiani.
    Non si chiude più alcuna attività. Preservata totalmente ospedali, case di cura e di riposo, personale sanitario e ausiliari della sanità, poche chiare misure su mascherina e distanziamento, igiene personale e delle mani.
    È tutti al lavoro.
    Imparate a curare chi si ammala di Covid tempestivamente, con la medicina territoriale, a casa. E la si smetta di trascurare tutti gli altri ammalati.
    In Italia muoiono più di 650.000 persone ogni anno, 230.000 di malattie della circolazione, 40.000 di polmonite, 8000 di influenza.
    Non potete far morire il Paese di fame e miseria.
    Governo e para-virologi di regime mettetevi voi in lock down. Sarebbe ora.

    • Lei dice bene. Ma non si cava sangue dalle rape, nel senso che se dobbiamo aspettarci di essere guidati dalla politica di quelli che ci governano siamo bell’e fritti. Stasera mi toccava ascoltare al tg4 tale Carlo Sibilia, sottosegretario 5s agli interni, uno che sostiene che l’uomo non é mai andato sulla luna e che ha proposto la legalizzazione del matrimonio (o unione civile che sia) anche tra specie diverse (!!!!). Cosa dobbiamo dire quando alla guida del treno abbiamo dei deficienti ? Soltanto, come dice la sora Lella, “annamo bene ! … annamo proprio bene !”.

      • Dobbiamo dire a tutti e ai quattro venti, con argomenti, forza e passione, che siamo governati da dei deficienti e cerebrolesi, che stanno portando il Paese alla rovina sociale, culturale, morale ed economica.
        Che è ora e tempo di non sopportare più oltre la violazione della nostra libertà, la distruzione delle capacità produttive, culturali e della identità del nostro Paese.

      • Ma lei non è quello a favore della mascherina?
        Ed ora afferma che andare dietro a questi politicanti da quattro soldi vi porterà dalla padella alla brace?
        Si decida da che parte stare!!

        Appoggiare misure idiote di governanti idioti che calpestano la libertà garantita dalla costituzione e che garantisce anche la libertà di cura è cosa di stupidi ed ignoranti.
        No, grazie! Non sopporto proclami politici basate su teorie mediche di luminari fasulli che non hanno mai guarito nessun malato in vita loro.

        P.s. I veri luminari della vera medicina non fanno mai politica.

  7. Facciamo due conti. Al 16/10, fonte Ministero della Salute:
    Contagiati totali : 391611
    Deceduti totali : 36427
    Guariti totali : 247572
    Positivi al virus attualmente : 107612
    Poiché la percentuale di positivi sintomatici é pari al 5 % dei positivi totali (dato ormai da tutti gli esperti convenuto) avremo che il loro numero é di 5381 che, su una popolazione di 60000000, é pari approssimativamente allo 0,009 %, ovvero risulta che 1 persona su circa 11000 abitanti é stata contagiata con sintomi, ovvero uno su 11000 rischia un contagio che potrebbe comportare l’ospedalizzazione. Peraltro di questi 5381 sintomatici ricoverati, visto il numero dei decessi che giornalmente non supera le poche decine, la quasi totalitá di loro fará ritorno a casa. Sono numeri che giustificano il panico che viene diffuso ?

    • Conti poi che una parte dei “positivi attualmente” sono in realtà ostaggio delle dementi regole di dimissione (sapete che pure in Lombardia i medici si rifiutano di firmare i referti se non c’è il doppio tampone negativo? Qui sono tutti pazzi).

        • Quella del “non aver ricevuto istruzioni” è contemporaneamente la realtà e una fotografia di come un sistema sanitario pubblico fortemente statalizzato riduca la classe medica: da terapeuti a burocrati, che non agiscono in scienza e coscienza, ma in base ad “istruzioni” e circolari ministeriali.

          >Chi Stato fa male anche a te, digli di smettere.<

  8. Concordo sul tema della correttezza e della trasparenza dell’informazione ma sul tema della libertà individuale tanto e continuamente enunciata manca un piccolo pezzo e cioè che l’uomo è un animale sociale e quindi vive in un contesto dove ci sono gli altri. Questo è un aspetto non trascurabile quando ci si riempie la bocca del lesa maestà delle mie libertà. Imparare ad usare anche il NOI non sarebbe male.

  9. ..e perché non invita anche il professore Tarro a dialogare con Il dr Beltrame , penso che insieme ci darebbero grandi chiarimenti su questo maledettissimo covid.!

  10. ” Pochi tamponi; mancato rafforzamento del trasporto pubblico locale; incredibili ritardi nel potenziamento del servizio sanitario nazionale e della medicina territoriale; deliberata indulgenza su movida, discoteche, assembramenti; nessun serio piano per ridurre il numero di alunni per classe. È ipocrita, e anche un po’ vile, attribuire la responsabilità del dramma attuale alla popolazione, quando si sono passati mesi ad adulare i cittadini per il loro presunto senso civico, anziché denunciarne le follie estive, e magari provare a far rispettare le regole. La realtà è molto semplice e cruda: la frittata l’hanno fatta i governanti, e adesso tocca a noi toglier loro le castagne dal fuoco. Perché la strategia del governo è sempre quella, ieri come oggi: tergiversare finché i casi sembrano pochi; svegliarsi di colpo quando si profila il collasso del sistema sanitario; e a quel punto terrorizzare l’opinione pubblica perché accetti l’unica cosa che al governo riesce bene, ossia chiuderci tutti in casa.Ma il dato più terribile è che, oggi come ieri, chi si ammala non riceve alcuna visita a casa, ed è abbandonato nei meandri della burocrazia sanitaria, digitalizzata e senza umanità. ” Tratto dall’intervista su Italia Oggi a Luca Ricolfi il cui titolo è: Sul Covid il governo ha dormito.
    A proposito di saperne di più, Porro, a quando un ritorno del prof. Ricolfi a Quarta Repubblica ?

    • Parlare di “follie estive” e discoteche, però, gli fa perdere totalmente credibilità.
      Sono parte dell’assurda attribuzione di colpa alla popolazione.

      • Davide, lasciamo perdere le discoteche, ma il voler accogliere e pretendere di effettuare una quarantena crocieristica per i migranti molti dei quali portatori di covid, non le sembra una follia estiva, a carico di Pantalone che invece i Rutte ueiani dei paradisi fiscali hanno accuratamente evitato ???!!!

        • Sicuramente è incoerente.
          Non mi sentirei, però, di parlare di immigrati “portatori di covid”, cioè untori.
          Non mi sentirei affatto di dire che il virus circola più di prima per colpa dell’immigrazione, anche se qualche caso isolato ci sarà anche stato.

          Peraltro condivido totalmente la tesi di fondo: il governo non fa niente (tranne gli utilissimi banchi a rotelle, che finiranno sui libri di storia come aneddoto sull’idiozia istituzionale di quest’anno) di ciò che è di sua competenza, e dà la colpa alla popolazione se qualcosa va male, che viene quindi colpevolizzata, impaurita, e punita.

          Ad ogni modo, più passa il tempo più mi pare evidente che le misure di contenimento servano a ben poco.

  11. Numeri del contagio:
    1) 36.000 morti, nessuno certificato come morti per Covid;
    2) 600 terapie intensive di cui non sappiamo la patologia per cui si trovano lì;
    3) 107.000 positivi di cui ricoverati circa 6.500, cioè il 94-95% sta bene o non troppo male;
    4) tamponi giornalieri per scovare i positivi più di 150.000 che costano agli italiani 10.000.000 di euro al giorno.
    Per questi numeri di condanna un Paese a morire di fame e di inedia.

    • Spendere soldi per tamponi inutili su soggetti asintomatici, visto che sono generici, è un grave delitto non solo verso i cittadini ma verso la vera scienza. Vedere in tv medici fasulli che approvano rimedi idioti fa capire quanto sino ignoranti e politicizzati.
      Nell mio paese ci sono 60 positivi e dopo 10 gg 58 asintomatici.
      Deduzione= o è fasullo il virus oppure lo sono i tamponi.

  12. Cara signora mi permetto di scriverle direttamente, sicuro che il mio intervento le sarà prontamente recapitato
    Lei come tutti, ha il sacrosanto diritto di sapere di più dei numeri e della pericolosità del virus.
    Ma stia attenta. I commercianti potentissima lobby che conta circa un milione di famiglie composta da numerose e svariate categorie e sottocategorie, dai panificatori ai ristoratori, dai tabaccai ai farmacisti, hanno potuto toccare con mano che tutta la fitta ragnatela di rapporti con uomini politici, soprattutto di una certa parte politica che ha permesso per più di un quarto di secolo di bloccare qualsiasi novità o limitazione stavolta non ha funzionato. I dpcm portano seppur per motivazioni di pubblica utilità una ventata di aria nuova in un settore dove i cambiamenti si contano sulla dita di una sola mano nell’ arco di un intero secolo.
    Quindi non si lasci abbindolare dai teatrini costruiti ad arte che i servi della suddetta lobby organizzano per difendere i loro interessi a discapito della collettività.
    Cordialità

    • Incredibile commento
      Adesso il problema sono coloro i quali magari si alzano alle 5 di mattina per alzare la saracinesca altrimenti non mangiano e non le centinaia di migliaia di nullafacenti con rdc oppure in qualche Ministero magari entrati proprio per qualche legge che certifica la loro incapacità al lavoro(!)

  13. Ed io torno a chiedere al dr Porro:
    Inviti il dr Beltrame alla Sua egregia trasmissione.
    È il solo professionista, nel panorama italiano che, grazie alle sue profonde conoscenze in materia, si informa, studia, compendia il dossier Covid su scala mondiale per, poi, commentarlo in maniera dotta ed esaustiva.
    Ne beneficeremmo tutti: Lei e gli Italiani.
    Altro che inSettologi e galli vari…

    @ Beltrame
    Ho letto il suo voler declinare l’invito ma -perdoni la mia insistenza- sono convinto di quanto sia importante la Sua voce per il popolo bue, seguace del pensiero unico del Covid.
    “Quanno ce vo’, ce vo'” .

    • Ammetto che sono onorato da tanta stima. Tuttavia, devo ribadire il rifiuto, e cercherò di far capire il perché:

      1. Sebbene non sembri, io sono, per la ricerca, un perfetto signor “quasi nessuno”. Non ho titoli se non quello di “ricercatore” (non universitario: in inglese lo chiamerebbero “senior scientist”) Se vedete il mio h-index, non è particolarmente alto. Un po’, lo ammetto, è stato voluto: per ragioni che è lungo spiegare, non ho mai voluto veramente “fare carriera” (mi offrirono di partecipare ad una chiamata per un posto di professore ad Erlangen, in Germania, nel 2011: rifiutai). Quindi non particolarmente “autorevole”.

      2. Sembro un virologo, ma non è che lo sia: attualmente mi occupo di oncologia (spiegare cosa faccio esattamente sarebbe troppo lungo e fuori argomento). Mi sono messo a studiare in proprio i lavori scientifici in merito al virus(spesso leggendomi i lavori la sera prima di andare a letto oppure quando sono sul treno, andando e tornando dall’istituto) sfruttando il fatto che non ho mai abbandonato il mio amore platonico della vita (la biologia molecolare) e il fatto che, per vie traverse, ho sempre studiato farmacologia e per un po’ immunologia (durante 4 anni all’Università di Firenze).

      3. Mi piace assolutamente divulgare la scienza (è per questo anche che ho un corso in un’università lombarda per una laurea specialistica) ma ammetto che se per ragioni impossibili fossi là davanti a (virtuali) spettatori io sentirei veramente il peso della responsabilità di non dire stupidaggini.

      4. Ribadisco il problema “notorietà”. A volte penso che le mie tesi siano un po’ poco ortodosse, e sicuramente (anche qui!) criticabili. Su internet ci giro dal 1996 (altra storia lunga) ed ho già imparato a mie spese che a volte, spesso per controversie anche piccole, è bene non attirare troppo l’attenzione su di sé. In più, se non ricordo male, il mio istituto ha regole abbastanza chiare per la comunicazione con i media, e non vorrei finire nei guai (qui sto parlando sempre e comunque come Luca Beltrame, e per conto di nessun altro).

      5. Ci sono persone immensamente più preparate ed intelligenti da invitare a QR. Non credo che accetteranno per divergenze politiche (purtroppo), ma il Dr. Silvestri ed il Dr. Spada potrebbero essere perfetti ospiti per il cuoco: in particolare il Dr.Spada è veramente puntuale nelle sue analisi quotidiane dei numeri dei positivi.

      Detto questo, ringrazio ancora, e comunque continuerò a fornire notizie quando mi arrivano in mano (ho di recente letto due lavori su i vaccini in sperimentazione e volevo cercare di fare una sintesi).

      • Grazie ancora per tutto ciò che fa, a maggior ragione poiché dedica a tutti noi parte del suo tempo libero.
        Sull’esposizione, come darle torto. Lei perlomeno ha il coraggio di presentarsi qui con nome e cognome.
        Dal canto mio, vigliaccamente, non faccio nemmeno questo, per timore di ripercussioni professionali e reprimende dell’Ordine. E non ho nemmeno un Istituto a cui rispondere.
        Grazie quindi anche per il coraggio. A buon rendere.

  14. Verissimo tutto, ma l’informazione c’è, basta non seguire i soliti noti prezzolati lautamente dal governo, e non leggere le solite testate filogovernative
    Il punto è un altro, non tutti cercano chiarezza, a costoro bastano le info dei soliti noti e le solite testate appena citate..

    • Ciao. Già che ci sei, perché non fornisci le “altre” fonti cui potremmo riferirci per una corretta informazione?
      A me farebbe molto comodo, grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *