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La scuola e la crisi di governo

Caro Porro, va riformata la scuola (o lo Stato avrà monopolio educativo)

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Carissimi tutti,

certamente, non lo nascondo, sono delusa e amareggiata per la fine del governo Draghi. Un governo di unità nazionale che ho fortemente desiderato e sostenuto e che tanto bene ha fatto per l’Italia. Sono dispiaciuta per come questa esperienza di governo si è conclusa e, permettetemelo, sono dispiaciuta per come il Presidente Draghi è stato trattato, per le parole che gli sono state rivolte proprio da quella forza politica che ne ha determinato la caduta. 

Andiamo dunque verso le elezioni. Bene, gli italiani sapranno valutare e distinguere le forze politiche responsabili da quelle attente solo a intercettare i bisogni dei cittadini per farsene banditori interessati. Nonostante tutto, ho fiducia nella politica, quella seria, quella fatta dagli esperti, quella che non si improvvisa, quella capace di compiere scelte responsabili anche se impopolari. 

Allora, ancora una volta e a maggior ragione oggi, ripeto: la riforma della scuola è necessaria per evitare ai cittadini di domani quello spettacolo indegno cui una forza politica ci ha fatto assistere negli ultimi anni. Diversamente, da settembre 2023, tutte le scuole paritarie sopravvissute alla storica miopia saranno costrette a chiedere rette da 7mila euro. Chiuderanno, dunque, le scuole dei poveri e il monopolio educativo da parte dello Stato la farà da padrone.

Chiedo dunque alla classe politica, ovviamente a quelle forze dotate di senso di responsabilità: il futuro è una scuola pubblica statale che costa 10mila euro in tasse dei contribuenti e una scuola pubblica paritaria costretta a chiedere 7mila euro di retta alle famiglie? Questo è infatti lo scenario che ci si presenta: una scuola statale sempre più colabrodo, una scuola paritaria definitivamente elitaria. È giusto tutto questo? A questa domanda la classe politica dovrà fornire una risposta, ancor prima di mettere in movimento la macchina elettorale.

Mi auguro che gli italiani sappiano valutare, mi auguro che le forze politiche sappiano fare proposte costruttive per il Paese. Sì, abbiamo bisogno di questo: proposte coerenti e responsabili. E sono sicura che arriveranno.

Al Presidente Draghi e a tutto il governo va il mio tributo di riconoscenza e di stima, ai politici il mio augurio perché dalle ceneri, sulle quali il sale non è stato ancora sparso, possano nascere idee e progetti per il bene dell’Italia.

A tutti un saluto e un ricordo nella preghiera,

Suor Anna Monia