Commenti all'articolo Caso Sea Watch, parla Salvini

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Orlo
Orlo
9 Gennaio 2019 13:47

Nicola dal momento che sei laureato in economia,urge una tua erudizione ai tuoi followers su come avvengono i pagamenti delle pensioni in essere. Qui c’è gente che crede che l’inps sia un fondo pensione aperto agli investimenti finanziari pensando di versare contributi a se stessi,oppure che crede le rimesse dei lavoratori stranieri spedite in toto nei loro paesi d’origine comprese di contributi! Insomma ci si spiegano molte cose di un popolo bue che crede alle fanfalucce di un Salvini contro la Fornero,che apparte gli esodati formatesi per i numeri errati dati dall’inps guidato dal boiardo Mastrapasqua che ai tempi sedeva su 25 poltrone e mal sopportava la mancanza al compromesso della ministro,in un mese mise sul terreno una riforma che oltre a far risoarmiare,mettendo in sicurezza i conti inps,30 miliardi all’anno ha tagliato l’indicizzazione solo per le pensioni sopra i 1.500 euro, che in buona parte sono sussidiate perchè incorporano un quid non meritato. Oltremodo i due simpatici governanti bibi&bibo(Salvini e Di maio),ciarlano di centri per l’impiego con i “navigators” incentrati sulle politiche attive,mentre riportano in auge la cassa integrazione in deroga che lascia contenti i “prenditori” e condanna la fiscalità generale e i lavoratori nel limbo dell’assistenzialismo. Le politiche attive e la cassa in deroga sono incompatibili tra loro. Ma credo che i tuoi followers siano abbastanza digiuni anche… Leggi il resto »

Edoardo Fumagalli
Edoardo Fumagalli
9 Gennaio 2019 13:28

Vedendo questo video, avrei voluto fare della polemica, in un paese dove si usa la stessa polemica per nascondere le verità,o fare politica, non credo che valga la pena. Per cui diritto nel contesto. Sono anche io un immigrato (economico? in Italia si inventano dei nomignoli…), ho deciso di lasciare l’Italia per ragioni personali, ho trovato una nuova patria, mi hanno dato la cittadinanza, non senza controlli ed esami e rimarrò qua fino alla fine dei miei giorni. Rispetto le leggi locali e lavoro come tutti gli altri. Venendo in questo pese, non ho chiesto sconti a nessuno. Per dirla in breve, questo paese non aveva molto da darmi, per cui mi sono arrangiato e ora vivo dignitosamente. Detto questo, ogni migrante, che arriva in Italia (seguendo la questione nel video), se non ha capacità imprenditoriale, o non trova lavoro, deve essere rimandato nel suo paese. I paesi che li mantengono, lo fanno a spese dei cittadini locali. E anche per questo che molti italiani se ne vanno. Non trovano quello che si aspettavano da giovani. Si studia, si fanno esami, si ricerca lavoro, poi vengono pure sfruttati, insomma non se ne esce. Poi è normale che lo stesso paese si impoverisce di giovani, che sono in età di lavoro e non fanno famiglia. Per fare famiglia se ne devono… Leggi il resto »

Anna Widar
Anna Widar
9 Gennaio 2019 1:48

l’Italia è un paese evolutivamente arretrato proprio a causa di questo falso e inutile pietismo. Un padre di famiglia deve prima provvedere che in casa vada tutto per il meglio, poi si puo’ vedere anche il resto. Ma io mi domando, perchè noi dobbiamo accettare questa invasione violenta, solo perchè un branco di catto gesuiti massoni inciuciati con i finanzieri sionisti che vogliono distruggere la nostra civiltà, hanno deciso con violenza di spostare masse di poveracci allo scopo di destabilizzare?? E poi Boeri non ha mai ragione, perchè fa parte di quella banda là… Sveglia!

Orlo
Orlo
8 Gennaio 2019 20:45

Si parla sempre di immigrazione come un problema,invece ha ragiome Boeri a dire che sono delle risorse e che sono imprescindibili per il regolare pagamento delle pensioni.
Il nostro sistema pensionistico è a ripartizione e nn è ad accumulo,perciò visto che sia Salvini che i 5s ingrassano il loro consenso incuranti di incentivare la produzione di qualità,in una industria legata alla quantità si deve usare il “materiale umano” più a basso impatto economico per permettere anche ai futuri aspiranti sussistenti di avere accesso al consumo.
Non si fa nemmeno finta di pensare alla formazione scolastica della nostra futura classe dirigente,per la felicità della maggioranza del nostro obsoleto corpo docente che ha tremato sotto gli sviluppi della “buona scuola” ed ora attende il pensionamento degli invalsi per liberarsi definitivamente dell’unico strumento di valutazione che ci restituisce ogni anno la loro insipienza.
Pazienza,buttiamoci anche noi in piazza con i gilet gialli e da buoni dinosauri invochiamo l’asteroide che ci estinguerá.