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Caso Soumahoro, cala la mannaia sulle coop: “Messa in liquidazione coatta”

L’annuncio del ministro Adolfo Urso: “Irregolarità non sanabili”. Messa in liquidazione la Karibu

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Si mette male per le coop della famiglia di Aboubakar Soumahoro. Dopo l’istruttoria svolta dal ministero del Made in Italy alle cooperative riconducibili alla suocera del deputato, il ministro Adolfo Urso ha fatto sapere che si appresta a “nominare i liquidatori” per la coop di Marie Terese Mukamitsindo, che verrà messa in liquidazione coatta a causa dell’eccessivo indebitamento.

La notizia era nell’aria. La suocera di Soumahoro infatti aveva ammesso di non aver pagato alcuni dei lavoratori, molti dei quali rivendicano stipendi non ricevuti per una somma complessiva di 400mila euro. Tra loro ci sarebbe anche la moglie di Soumahoro, Liliane, che – come rivelato dalla diretta interessata all’Adnkronos – è “in attesa della corresponsione degli arretrati”.

Nel Question Time alla Camera, il ministro Urso non si è soffermato tanto sulle indagini giudiziarie, che ovviamente spettano alla magistratura e che da parte nostra lasciano il tempo che trovano. Innocenti fino a prova contraria, come c’è da precisare che il deputato non è coinvolto nelle indagini. Per dovere di cronaca, ci limiteremo a riportare che i pm indagano sui fondi erogati, sui rapporti con l’erario e sui rapporti con i dipendenti con l’ipotesi di reato di malversazione, truffa aggravata e false fatturazioni. Tutto da dimostrare.

Più interessante dal punto di vista politico è forse che già in passato la Karibu e il Consorzio Aid avevano avuto dei “problemini” con le ispezioni. Per la precisione, la Prefettura di Latina tra il 2017 e il 2019 ha eseguito 22 ispezioni, applicando sanzioni monstre da 491mila euro alla Karibu. Lo stesso dicasi per il Consorzio Aid, che però negli anni 2018-2022 ha dovuto subire “solo” 38mila euro di sanzioni a seguito delle 32 ispezioni realizzate. Controlli che anche il ministero del Lavoro ha realizzato per mezzo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina, che aveva ricevuto ben 20 richieste di intervento e che ora ha attivato la procedura conciliativa monocratica per riconoscere il dovuto ai dipendenti.

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Insomma: un grande caos. Cui ora si aggiunge l’esercizio di vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato proprio dal senatore di Fdi. Per quanto riguarda il Consorzio Aid, il ministero ha rivelato “irregolarità non sanabili nel merito all’assenza di un reale e autentico scambio mutualistico e l’assenza di partecipazione dei soci alla vita democratica e alle decisioni dell’ente”. Inoltre, “è stata accertata la natura di cooperativa e non di consorzio, in quanto l’AID di Latina non risulta espletare attività di coordinamento di cooperative collegate e ispettori hanno proposto lo scioglimento”.

Per approfondire:

Brutte notizie anche per la Karibu. “Dopo aver avuto accesso agli uffici a seguito di diffida”, visto che avevano trovato gli uffici chiusi, gli ispettori hanno trovato la documentazione necessaria ed hanno presentato una “proposta di messa in liquidazione coatta amministrativa per eccessivo indebitamento”. “Mi appresto dunque a nominare i commissari liquidatori”, ha spiegato quindi il ministro. “Da ultimo un cenno al tema dei finanziamenti concessi alle cooperative dal mio dicastero riferisco che risultano aiuti concessi dal Fondo di garanzia per le PMI per un totale di circa 55.000 euro per il 2020 e circa 55.000 euro per il 2021”.