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Che orrore quel tizio (sano) che “si percepisce” donna paralizzata

Jorund Viktoria Alme

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Fossi in carrozzina gli andrei addosso, gli passerei sopra. Così lo faccio contento una volta per tutte. E finiamola di chiamare i dissociati a caccia di selfie col sesso che gli pare e non quello che gli è toccato, piantiamola una volta per tutte con questa dittatura della follia consegnata ai folli. Perché questo norvegese, questo Jorund Viktoria Alme che si è messo in testa di essere (rectius: recitare, scimmiottare) una qualsiasi donna paralizzata, è un maschio, anche se non un uomo, e col cazzo che è “uno svalvolato” come si diverte a chiamarli Dagospia. Non sono svalvolati, sono mostri. Gentaglia disposta a tutto per uno scatarro di notorietà.

E scusate se il cronista oggi va giù duro, inusualmente duro, ma il fatto qui è anche personale: io ci ho vissuto coi paraplegici, coi crocifissi in carrozzina, ho assorbito le loro storie e c’era quella della sanitaria che cura i malati di Sla e poi si ammala di Sla e in pochi mesi muore. C’era quella del giovane forte, sportivo, che praticava l’atletica e poi un formicolio, un tremore e si ritrova seduto per sempre “e tra poco non mi muoverò neanche da qui”. C’era la storia della donna cannone, oltre un quintale, che poteva soltanto muovere una falange quando sono entrato in comunità per il servizio civile, agosto 1990, neppure più quella quando salutai, agosto 2021 e bisognava nutrirla, accudirla e perfino “fumarle” la sigaretta e un giorno mi franò addosso, in bagno, e io urlavo e lei bestemmiava, fino a che, minuti d’eternità dopo, arrivò qualcuno, più d’uno, a sollevarmela di dosso, che già stavo rantolando.

E allora non posso sopportarla questa faccia qui, che s’inventa un modo per far parlare di sé e si pretende non maschio ma donna, non sano ma malata. Difatti siamo tutti qui a parlare di questo qui che, un bel giorno, si stuferà, percependosi chissà, un sollevatore di pesi, chili di mazzette nel frattempo accumulate a botte d’interviste, d’ospitate.

Va così, ma non è un bell’andare. Non è un bel mondo. È un mondo che fa schifo e pare non potersi più riprendere: dice bene Fabrizio Cannone su La Verità, il paradosso di una scienza prima totemizzata poi negata appena fa comodo. Del resto non succede così pure coi vaccini?

Però Viktoria un cazzo. Viktoria questo Jorund che cautelativamente si tiene anche il nome da masculo; e che “ha sempre desiderato essere una donna menomata dalla vita in giù”, perché non si sa, con quale vantaggio non si sa, però è talmente vigliacco da non trasformare radicalmente la sua condizione: lui si siede, si traveste e finita lì. E il mondo è tenuto a rispettarne la farsa. Un po’ come quelli che pretendono di esser chiamati donna, ma non ci danno un taglio. Qualcuno se n’era accorto per tempo: questa moda degli influencer non porta niente di buono, è destinata solo a peggiorare, e adesso ci siamo: eccoci alla dittatura dei fanatici e dei farabutti, eccoci a pendere dalle labbra, anzi dalle palle, di gente così. Con la tivù norvegese che, da brava emittente politicamente corretta, cosa ti fa? L’ovvio: interpella alcune donne autentiche, impedite sul serio, e che possono dire queste se non che è una vergogna, che è irrispettoso, che è un sovrappiù di sofferenza che non meritano?

Ah, ma lui/lei ha “una dissonanza nel percepire se stess*”: ma per favore, sono cazzate da Michela Murgia, comunque da gente che meno si percepisce, meglio è, anzi dovrebbe velare tutti gli specchi di casa. E finiamola dunque di prendere per buoni i capricci, il cinismo, tutta la merda di chi dà i numeri perché – nella migliore delle ipotesi – è semplicemente un fallito, un condannato a non fare mai niente nella vita. Quella ragazzina “con problemi di percezione”, tanto per cambiare, che si selfava sbraitando a scorrere gli esiti del voto, e, aggiustando di tanto in tanto posa e luci, urlava, frignava che adesso le “fluide” come lei sarebbero state deportate nei carri bestiame da Giorgia Meloni. Ma davvero questo mondo oltre l’orlo di una crisi di tutto ha la forza, il tempo di dar retta a miserabili così? “Ah, mi dovete rispetto, mi dovete capire, la mia voglia di disabilità è sessualmente motivata”.

Senti Alme, tornatene dal buco che ti ha risputato. Tu e tutti i sarcerdoti e le vestali di un’anticultura, non si sa più come chiamarla, cancel, woke, politically, comunque lo schifo non cambia, che impone dei pupazzi macabri a modello, che crea cattedrali d’aria mefitica su nuvole di nulla. Tipo i mascalzoni che “si percepiscono” attivisti climatici, rovinano capolavori, ieri anche a Roma, il passato di verdura su un altro Van Gogh, Il Seminatore, e lo dicono chiaro, senza saperlo, alla troupe di Mario Giordano, “clima? Ma quale. Noi siamo drogati di esibizionismo. Ci ispiriamo alle Brigate Rosse”, che infatti cominciavano coi piccoli gesti dimostrativi e poi salivano, gambizzavano (creavano paralitici veri), infine ammazzavano.

Anche coi sedicenti antagonisti climatici, in realtà del climaterio, ci è scappato, puntualmente, il morto: hanno bloccato un camion dei pompieri in soccorso di uno rimasto schiacciato sotto una betoniera e quello non ce l’ha fatta. In Germania, ma vuoi che non lo faranno subito anche qui, per non restare indietro? E, ancora una volta, il potere è dei miserabili: il governo tedesco è riuscito a dire tutto quello che non andava detto e niente di quanto andava detto: ah, la protesta è sacrosanta, ah il pianeta va salvato, ma però ecco c’è pure la vita umana (la vita umana…), bla bla bla. No, non è protesta e non è sacrosanta. Stanno alzando il livello dello scontro, chiaramente impuni, e se ne vantano, e ne ridono: chi li protegge si sa, come possano questi paralizzare anche giustizia, politica, forze dell’ordine di tutta Europa, lasciamo perdere i media che sono geneticamente prostituiti, resta opaco.

Hanno ucciso, c’è poco da dire, sono stati loro e ti fanno percepire la disgrazia, le buone intenzioni, il mondo che si scioglie perché l’ha detto la loro icona disagiata, ma già milionaria, e non faranno una sola ora di galera. Si percepiscono martiri, o meglio fingono e lo dicono, ma il mondo è obbligato a percepirli e a fingere di crederci. Oh sì, il mondo in mano a cannibali, depravati, debosciati con l’aura dei santi. Sporchi santi violenti. E pretendiamo di andare dove, continuando nel delirio? Ma almeno una stilla, quel minimo sindacale di coerenza.

Max Del Papa, 5 novembre 2022