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Che tristezza la sinistra che tifa per le occupazioni

Il sindaco Gualtieri ha firmato la direttiva che autorizza la deroga al “decreto Lupi” facendo un regalo agli abusivi

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“I soggetti «meritevoli di tutela» e fragili devono poter contare sulla possibilità di iscrizione della residenza nel luogo in cui hanno la dimora abituale e di potersi allacciare ai servizi pubblici essenziali (es. acqua, energia ecc.)”. Inizia così il comunicato stampa del Comune di Roma con cui si rende noto che il sindaco Gualtieri ha firmato la direttiva che autorizza la deroga all’art. 5 del cosiddetto “decreto Lupi”, la norma che prevede – per chiunque occupi abusivamente un immobile – il divieto di chiedere la residenza nell’immobile occupato, di chiedere l’allacciamento ai pubblici servizi e, se si tratta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, di partecipare per cinque anni alle procedure di assegnazione di alloggi della stessa natura.

La norma in questione è contenuta nel decreto-legge n. 47 del 2014 (di cui fu promotore, appunto, l’allora ministro Maurizio Lupi), ma nel 2017 fu modificata attraverso l’inserimento di una facoltà di deroga da parte dei Comuni, così formulata: “Il sindaco, in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, può dare disposizioni in deroga a quanto previsto ai commi 1 e 1-bis, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie”. Proprio avvalendosi di questa facoltà, il sindaco di Roma ha varato la direttiva in questione, che fa seguito a una mozione nello stesso senso approvata dall’assemblea capitolina.

Leggiamo ancora dal comunicato del Comune di Roma (anzi, di Roma Capitale, come pomposamente si chiama da qualche anno): “La direttiva di oggi specifica che tale deroga debba essere considerata «nella fase transitoria che precede la ricollocazione», almeno per persone seguite dai servizi sociali e con particolari fragilità e vulnerabilità (disabili, minori, ultrasessantacinquenni), con un reddito inferiore a quello richiesto per accedere alle graduatorie Erp. Idem per i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e, infine, per le persone e i nuclei familiari in condizione di precarietà abitativa, tale da mettere in discussione le condizioni igienico-sanitarie minime”.

Insomma, mentre fighetti, politicanti, penalisti della domenica e cialtroni vari ci ammorbavano con i rischi per la democrazia, la libertà e la pace nel mondo provocati dalla norma anti rave party (non certo perfetta, per carità, ma neppure minimamente pericolosa come qualcuno prova ancora a far credere), il sindaco di Roma preparava questa vera e propria offesa al diritto di proprietà.

E non ci si lasci ingannare dal riferimento alla “fragilità” o alla “vulnerabilità” (termini di moda da un po’): il titolo di fragile o vulnerabile, in Italia, è come quello di dottore: non lo si nega a nessuno. E poi basta leggere l’elencazione fatta nel comunicato del Comune per capire la presa per i fondelli: basta portarsi nel gruppo un bebè e il gioco è fatto, come da sempre accade. La realtà è che, con questa “deroga”, la norma del “decreto Lupi”, che non era altro che semplice civiltà giuridica, viene di fatto annullata. Con tanti saluti alla legalità.

Giorgio Spaziani Testa, 6 novembre 2022