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“Chi è contagiato non ha colpe. E non siamo radioattivi…”

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La mia intervista uscita oggi su Il Giornale a firma di Luigi Mascheroni.

Nicola Porro lunedì ha annunciato di essere positivo al Covid-19. È al quarto giorno di quarantena, chiuso in casa.

Ciao Nicola. Come stai?

La mattina bene, la sera come se mi fosse passato sopra un tram: male. Non riesco a leggere, né a vedere la tv, ho 38-39° di febbre, tossisco.

Cosa è successo?

Sabato non mi sentivo bene. Domenica sera sono andato all’ospedale Spallanzani, qui a Roma, e ho fatto il tampone. Il mattino dopo mi ha chiamato il professor Antinori per dirmi che ero positivo.

Primo pensiero?

Che era una grande rottura di scatole. Le influenze passano, ma questa è diversa… Appena dici Coronavirus scatta una censura sociale per cui non puoi fare nulla. Diventi radioattivo per tutte le persone che ti stanno attorno. Chi ho incontrato deve mettersi in quarantena, significa che gli ho creato un pasticcio pazzesco.

Dove sei ora?

Io sono a Roma, in casa. Da solo. Moglie e figli sono in Svizzera, dove anch’io sono sempre stato in questo periodo, prima di passare da Milano e poi venire a Roma. L’ultima volta li ho visti il 1° marzo, compleanno di mio figlio.

Quindi loro non corrono pericolo.

No. Li sento per telefono, va tutto bene. Vedi: ci lamentiamo del fatto che qui sono tutti generali ma poi mancano i colonnelli, ci lamentiamo dei decreti che non sono chiari… Poi però ci sono cose che funzionano benissimo: la telefonia, Internet. Io sono isolato, ma la Rete mi salva.

Internet non era un demone…

No, infatti… Anche se poi… prova a ordinare la spesa online a Roma. È impossibile. Io non voglio assaltare i supermercati, però….

Chi ti aiuta?

Degli amici: mi portano le cose che mi servono e me le lasciano fuori dal portone.

Prima ti ho chiesto come stai. Ora, come ti senti.

Di testa bene. Mi ha impressionato la quantità di messaggi via mail e WhatsApp. Così tanti da preoccuparmi, perché penso: Non sto bene, è vero. Ma non sto morendo. E poi ho capito: il 90% delle persone che mi chiama lo fa per chiedermi i sintomi e il decorso della malattia. Cosa che nessuno fa mai, nemmeno per una polmonite. Intendiamoci: curiosità legittima. Il fatto è che questo virus è diventato un fenomeno mediatico.

Molto o troppo?

Questa epidemia ormai fa leva sull’inconscio collettivo e ha scatenato una grande paura di cui tutti ci stiamo alimentando e che a nostra volta alimentiamo. Siamo terrorizzati. Ma alla fine è una influenza. Brutta, peggiore delle altre. Ma una influenza. Dalla quale si guarisce.

E ora cosa devi fare?

È incredibile, ma dal punto di vista burocratico non mi ha seguito nessuno: né l’Asl né un medico di base. Non so cosa fare, non ho firmato alcun protocollo… Devo solo stare a casa e aspettare. All’improvviso sono diventati tutti medici. Ma io mi fido del professor Antinori, che non solo è il massimo della professionalità, ma affettuosissimo. E lui mi dice di stare a casa e controllare col saturimetro la percentuale di ossigeno nel sangue. Se sto tra il 96-97-98 vuol dire che non mi prende la polmonite interstiziale.

Riesci a pensare al lavoro?

No, la mattina leggo i giornali e faccio la rassegna stampa sul mio sito, poi mi si spegne l’orologio. Non ho appetito, e dopo l’una non riesco a concentrarmi più su nulla.

Qualcuno ti ha deluso o stupito?

Berlusconi mi chiama tutti i giorni. È molto affettuoso. Mi stupisce ogni volta, sì… Delusioni? Quelli che un po’ scherzando e un po’ no, la prima cosa che mi dicono è: “Mi avresti potuto contagiare. Cosa vogliono? Farmi sentire sensi di colpa”.

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Fernando Maraghini
Fernando Maraghini
13 Marzo 2020 18:36

Gentilissimo Porro, in bocca al lupo. Io non ho parole né soluzioni da offrire. E’ da tempo che medito sull’altra epidemia di cui siamo tutti portatori sani ed è quella letale del virus dell’indifferenza. Indifferenza nei confronti di ciò che succede nel mondo e di cui, in buona parte siamo responsabili. Questa ultima nostra vicenda umana sarà per coloro che ce la faranno, una rinascita. Proviamo ad immaginare il Covid19 come un virus che distrugge la nostra negatività interiore, i nostri pensieri malsani, la memoria dei nostri gesti e delle parole affilate come armi. Ogni rinascita passa necessariamente dal dolore e talvolta, anche dal morire. Forse avremo la forza di colmare il vuoto esistenziale con gesti di premura e di responsabilità nei confronti, non necessariamente della nostra vita, ma della vita altri e di quella che ha il diritto di venire dal futuro.

stefano
13 Marzo 2020 17:57

Tieni duro Nicola, E continua ad informarci imparzialmente come hai sempre fatto. In bocca al lupo

stefano
13 Marzo 2020 17:27

Tieni duro Nicola, E continua ad informarci imparzialmente come hai sempre fatto. In bocca al lupo

boris
boris
13 Marzo 2020 17:14

Gli inglesi non si interessano più di tanto alla pandemia.

Avranno fatto i conti e si sentono in sovrannumero per cui il governo pare abbia deciso di far fare alla natura e far sopravvivere solo chi riuscirà da solo a immunizzarsi dal coronavirus.

Mirano all’immunità di gregge e non all’immunità per vacinazione.

Strategie.

vedremo chi avrà ragione.

Per il momento i danni economici paiono irreparabili.

Certe volte bisogna scegliere come morire se con un virus o di fame, la vita eterna ed in perfetta salute non esiste se non nel mondo dei sogni.

thalia36
thalia36
13 Marzo 2020 14:56

La vita mi ha reso scettica, ma non cattiva, ma in certi casi è d’obbligo tirare fuori anche un po di cattiveria nella speranza di scrollare di dosso il sopore agiato a chi si è rifugiato in esso. IL Presidente Mattarella che segue come un bozzolo e dice all’Eu che l’Italia vuole essere aiutata e non intralciata. La parola “aiuto” è sintomo di chi va ancora elemosinando da una unione carità per paura d’essere scacciato, non dice e pretende EQUITA’ e questo comportarsi merita tali risposte da parte del carrozzone sfasciato.

Ciò che ritengo importante, ora, è il suo stato di salute, una grande notizia da un romano conosciuto nel mondo, non poteva essere diversamente e qui siamo con te come ti scrissi:Conta sempre sul nostro affetto.

honhil
honhil
13 Marzo 2020 14:41

Sono tempi duri. Inimmaginabili, fino a una mangiata di settimane fa. Eppure ormai comprensibilissimi agli umani di ogni latitudine. Nessuno escluso: dato che anche i nativi dell’Amazzonia adesso sono alla portata del Coronavirus. Non per niente è stato uno shock anche per il mondo dello sport.

Un epilogo a lungo atteso, in verità. Eppure, la decisione presa con tanto colpevole ritardo, era la cosa più naturale che il mondo dello sport, coniugato in tutte le sue possibili declinazioni, potesse prendere. Sarebbe stato un esempio di maturità e di presa d’atto di un evento che tanti lutti sta adducendo agli umani. Invece la paletta dell’alt l’ha dovuto alzare il generale a quattro stellette coronavirus. Che li ha strappati di peso dal piedistallo e buttati giù nella polvere della loro supponenza. E dire che sarebbe bastato un pizzico di buonsenso, per non fare la figura barbina che ha dato origine a questo loro libro nero da Guinness dei primati.

Grazie per l’informazione sul saturimentro … e che sia sempre un buon compagno di vita. 

Antonio
Antonio
13 Marzo 2020 12:43

Trovo tragicomico che l’unico giornalista che non sembra aver perso il lume della ragione sia a letto con una brutta influenza.

Michele
Michele
13 Marzo 2020 11:53

Auguri Porro, tieni duro,