Esteri

Ci piaccia o meno, abbiamo bisogno di Trump

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Partiamo dal bellissimo messaggio che Papa Leone ha rivolto al mondo domenica, in occasione della Pasqua. Il Papa ha affermato che ormai ci siamo abituati alla violenza, alla guerra, all’odio. Questa drammatica assuefazione ci conduce ad essere indifferenti rispetto alle tragedie che il mondo sta vivendo: dall’indifferenza, mi permetto di aggiungere io, deriva la mancata volontà di risolvere le questioni, di trovare forme di dialogo, di trovare strategie di pace.

Questa mancata volontà si esprime nella continua divisione, nella ostinata polemica, nella pervicace ricerca di ciò che divide e non di ciò che unisce. Ora, ciascuno di noi può avere di Trump l’idea che vuole: lo può ritenere un pazzo, uno stratega, un abile politico. Ognuno la può pensare come vuole. Il dato oggettivo è che, lo si voglia o no, alla Casa Bianca ora abita Trump. L’Europa può fare a meno degli Stati Uniti? Penso proprio di no. L’Europa può affrontare le sfide di politica internazionale senza il supporto americano? La risposta è sempre no. Allora occorre essere molto realisti, onesti e consapevoli ciascuno del proprio ruolo.

La politica interna deve dare prova di uno scatto di maturità istituzionale: se la premier cerca di trovare una via di mediazione con gli Stati Uniti per arrivare ad un accordo con l’Europa, un accordo che riesca portare equilibrio sullo scenario mondiale, questa opera perché non deve essere sostenuta trasversalmente? Perché non contribuire con proposte costruttive? Abbiamo tutti davanti agli occhi i risultati dello sfilacciamento dei rapporti tra Europa e Stati Uniti? L’Occidente diviso a cosa ha portato? Guerre su guerre. Mi permetto di sottolineare come papa Leone con uno stile sobrio di chi lavora sodo senza tanti clamori stia riportando l’attenzione sul ruolo dell’Europa e dell’Occidente per la garanzia della pace. La legittima attenzione assegnata negli anni precedenti ad altri orizzonti politici e la dimenticanza dell’Europa ha lasciato ampi spazi vuoti che sono stati riempiti da visioni politiche fragili e lacunose.

La mediazione deve essere sempre la via maestra. Pio XI, fierissimo avversario dei totalitarismi (sotto il suo pontificato la Chiesa dovette affrontare, nell’ordine, fascismo, stalinismo, nazismo, massacro dei cattolici messicani, guerra di Spagna: quindi non proprio un momento facile della storia), a chi lo criticava per la politica concordataria con l’Italia fascista e la Germania nazista, rispose che, pur di salvare un’anima, era disposto a trattare con il demonio. Ho citato questo aneddoto perchè desidero affermare con forza che occorre mediare, sempre, a tutti i livelli, perchè è l’unica strategia che può portare a risultati e, in politica internazionale, a fermare le tragedie della storia.

Occorre lavorare creando sinergie interne ed estere, dal momento che la continua divisione non può che portare l’inasprimento dei fronti caldi internazionali ma anche alla sfiducia dei cittadini nei confronti della politica nazionale, cosa quanto mai da evitare perché l’unità interna è garanzia dell’affidabilità internazionale del nostro Paese.

Suor Anna Monia Alfieri, 8 aprile 2026

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