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Ci vorrebbero le dimissioni di massa

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Premetto che non rappresento nessuno, non certo Zafferano.news, forse neppure la mia famiglia. Con l’età che mi ritrovo so di far parte dei vecchi che devono essere scremati dal virus per placarne l’appetito (non lo dice nessuno di quelli al potere e i loro maggiordomi, ma solo perché si vergognano). Immagino che a loro insaputa, si ispirino, metaforicamente, alla cultura atzeca: fare sacrifici umani per allontanare la fine del mondo. Declinato all’oggi, significa fermare il “Virus” offrendo in cambio la generazione dei cosiddetti “vita compiuta”, secondo l’attuale modello e terminologia olandese, figlio di quello socialdemocratico svedese anni Venti, nazista anni Trenta, sovietico anni Quaranta.

Che sia la generazione che ha creato il miracolo economico post seconda guerra mondiale poco importa. In termini teorici potrei anche essere d’accordo, se fatto in nome dei supremi interessi del mondo, ma così no. Il mio spirito liberale, operaio, anarchico, donatomi dai miei genitori, mi fa prendere posizione. Accetto di essere vittima sacrificale, ma dovete dirlo esplicitamente, guardandomi negli occhi, assumervene la responsabilità, sapere che passerete alla storia con lo stesso marchio dei vostri compari del Novecento. Allora, assieme agli altri colleghi di sventura, prima dell’esecuzione si abbia almeno diritto di parola, come in tempi romantici facevano alcuni messi a morte per ignobili motivi politici. Con questo Cameo, a titolo strettamente privato, mi sono portato avanti con il lavoro di comunicazione.

Questa classe sacerdotale dominante, in realtà una conventicola di bottegai colti (al top olandesi e tedeschi), la conosco in tutte le sue sfaccettature cosmopolite, in tutte le sue sfumature italiche (ovvio, ne faccio pure parte), la seguo da quando è nata, trent’anni fa. Di più, la studio da quindici, e con Giovanni Maddalena ci abbiamo scritto pure un libro. Costoro hanno un problema di testa. Il loro cervello, perse con il tempo tutte le funzioni valoriali, si è ormai ridotto e identificato con la vecchia Divisumma Olivetti, si muove solo più nel perimetro “conto economico-stato patrimoniale”. È la fine di una generazione per eccesso di intelligenza fattasi sociopatica.

Mio papà mi ha lasciato una locuzione testamento che ha segnato la mia vita: “Capire è difficile”. Dopo lunghe riflessioni credo di essermi avvicinato alla periferia della verità. La gestione sciagurata che hanno fatto costoro del “Virus” mi ha convinto che neppure l’ex partito nobile della sinistra, inquinato da riformisti e gesuiti, dopo quest’ultima micidiale convivenza con tronisti e scappati da casa, non solo abbia perso ogni spinta propulsiva verso l’umanità, ma non sia più culturalmente all’altezza per prendere neppure l’unica decisione che si imporrebbe per la sua sopravvivenza: dimissioni di massa. Dimettersi da questo fallimentare Ceo capitalism per tornare ai valori liberali giudaico cristiani del nostro Paese, in verità praticati ormai da un’esigua minoranza.