Esteri

Ciao ciao “quote rosa”: col delirio gender gli uomini si auto-proclamano donne

Il cortocircuito dell’integralismo woke in Messico: l’autodeterminazione di genere distrugge le quote rosa

gender messico © vladimirsukhachev e 9nong tramite Canva.com

L’integralismo woke sta facendo tanti, troppi danni all’Occidente. Negli ultimi anni abbiamo visto vacillare il buonsenso in nome di un orientamento talebano per difendere questa o quella minoranza. Una delle comunità più protette è quella arcobaleno, non ci sono dubbi: non si può dire questo, non si può dire quello, guai a toccare quella sotto-categoria, viva gli asterichi e le schwa. Il nadir del senno. Ma la linea “risvegliata” spesso si rivela un boomerang: a furia di giocare con il fuoco ci si scotta. Emblematico quanto accaduto in Messico, dove dal 2019 è in vigore una legge sulla parità di genere nel contesto delle elezioni democratiche che dice una cosa molto semplice: il 50 per cento di tutte le posizioni elettive deve essere ricoperta da donne  Ma attenzione alla teoria del gender e del sesso a scelta.

Come denunciato dalle femministe radicali del blog Reddux, ora con la folle autodeterminazione del genere diversi uomini hanno deciso di correre alle elezioni rosse come candidate donne. D’altronde basta una semplice autocertificazione:”Mi sento una donna”. E via, anche se hai pene e barba sei ufficialmente una donna. Guai a dire il contrario, i poliziotti della galassia Lgbt sono sempre dietro l’angolo. Nuria Muina Garcia ha reso noto che alle prossime elezioni municipali dello Stato di San Luis de Potosì gli uomini saranno eleggibili all’interno delle quote femminili, ovvero all’interno di quegli spazi un tempo pensati per il mondo rosa e per “combattere la dilagante violenza sessuale” nel Messico.

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La cosa più sorprendente – in realtà fino a un certo punto – è che i partiti che hanno presentato uomini tra le candidate “donne” sono il Partito ecologista verde e il Partito della rivoluzione democratica, ossia i due movimenti iper-progressisti. E non è stato fatto nemmeno uno sforzo per mascherare il golpe: le foto mostrano i candidati nella loro essenza di maschio biologico. Né trans, né effeminati. Ma non solo: uno dei candidati – Saulo Morales Guerrero – prima si era registrato come candidato maschio, ma per poter entrare nelle liste ha improvvisamente ricordato di sentirsi una donna. Risultato? Tagliati i posti dedicati alle donne.

A furia di tirare la corda, si spezza: la vicenda messicana lo conferma. Per dare i contentini alla comunità Lgbt, si accettano le pretese folli in tema di gender. E quindi un uomo con famiglia tradizionale senza cambiare nome legale o sesso può autodefinirsi donna nel silenzio generale. A rimetterci sono le donne. Le donne vere, con buona pace dei soliti soloni.

Franco Lodige, 5 maggio 2024

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