Col vitalizio la politica divorzia dal Paese reale

Il voto della Commissione contenziosa del Senato che ha restaurato i vitalizi dei senatori, annullando la delibera del Consiglio di presidenza adottata nell’ottobre del 2018 che tagliava la prebenda agli ex parlamentari, rappresenta un ripugnante autogol. In tempi di lacerazione sociale, con una crisi economica che incombe come un macigno sulle famiglie e le imprese, ripristinare il privilegio della rendita economica assume il sapore amaro della beffa. La politica non può imporre sacrifici al popolo e al contempo sottrarvisi, riesumando prerogative incompatibili con la congiuntura di malessere diffuso.

L’atto deliberato dall’organo giurisdizionale del Senato esprime un gesto di arroganza e di irrisione verso milioni di cittadini italiani soverchiati della più devastante crisi economica in tempo di pace. Il Palazzo, che ostenta tale tracotante impassibilità a ciò che accade all’esterno del suo ovattato perimetro, merita di essere metaforicamente demolito. Ripristinare i vitalizi nel tempo corrente può autorizzare l’indignazione a degenerare in ribellione, non tanto per il valore economico e politico della sua parziale abolizione quanto per il simbolo negativo che rappresenta con il rischio di acuire un vuoto preoccupante fra Paese legale e Paese reale nel momento in cui le due dimensioni dovrebbero congiungersi in un sodalizio per fronteggiare il comune “nemico”.

Invece, i garantiti per antonomasia rinunciano al sacrificio di una irrilevante decurtazione dell’assegno perpetuo, restaurando la rendita integrale. Un messaggio che diventa irricevibile per i tanti operai rimasti senza lavoro o per gli imprenditori che hanno anticipato la Cig ai loro dipendenti. Nella Commissione, fautrice della decisione oscena, hanno votato contro il senatore Simone Pillon della Lega e l’ex M5s Alessandra Riccardi, mentre a favore del vitalizio “indenne” al taglio si sono espressi Giacomo Caliendo di Forza Italia e i tecnici, nominati dal Presidente del Senato Elisabetta Casellati, Gianni Ballarini e Giuseppe Dalla Torre. Sarebbe doveroso che l’organo di Palazzo Madama si riunisse di nuovo per correggere in autotutela una decisione antistorica.

Andrea Amata, 28 giugno 2020

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39 Commenti

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  1. Se questo è il livello di discernimento della realtà,stiamo apposto.
    I vitalizi dal 2012 sono ABOLITI!!!
    Pensione retributiva per tutti.
    I vitalizi che hanno ripristinato sono quelli pre-2012 e sono meno di 2mila.
    Siamo uno Stato di diritto,per ancora adesso.
    Sto blog in cui molti pensionati si ergono ad epigoni della Grande Politica,manco sanno che se fosse passato codesto taglio,il prossimo sarebbe potuto avvenire a loro discapito?
    Passino i buffoni a 5s e il difensore(a parole,come in ogni frangente in cui si esprime)degli ita(g)liani di nome Salvini. Ma che anche quel bradipone assonnato dello Zingaretti si sia apecoronato dietro tale gregge,è desolantemente triste…

    • Caro ORLO , pur se di solito siamo su sponde opposte ( solo opinioni ) condivido il commento e mi chiedo : possibile che in Italia ci siano tanti koglioni che si fanno abbindolare dai Wanna Marchi della Politica ? PS : al fine di evitare interventi da parte di qualcuno di questi anticipo che faccio parte del gruppo .

  2. Codesta scelta e’ da attribuire politicamente a forza mafia, che ormai da tempo se ne frega del consenso popolare (come Matteo 1) e vince solo a rimorchio di Matteo 2. I vitalizi non sono diritti (acquisiti o meno) ma privilegi ingiustificabili in stridente contrasto con l’art.3 della Costituzione.

  3. Quello che non capisce sig. Pigi, che lei e’ vittima di un’idologia basata esclusivamente su calcoli matematici appositamente ristretta che non tiene conto di infinite variabili.
    Ogni singolo essere umano se e’ onesto e fa il suo dovere nella societa’ direttamente o indirettamente produce ricchezza per la comunita’ chiamata nazione.
    Un lavoratore onesto di ogni ordine e grado produce tasse per il finzionamento dello stato, versa i contributi, con la sua professionalita’ produce beni di consumo che sono volano per il commercio, spendendo i soldi che guadagna onestamente crea un volano per l’economia, e se vuole vado avanti ancora per trecento righe.
    Se aumenta la disoccupazione, manca il lavoro, non bastano i contributi versati, perche’ addossare la colpa a chi ha sempre fatto il suo dovere?
    Questo deficente di lavoratore al termine del proprio percorso di vita, avra’ diritto a un minimo di riconoscimento per aver contribuito al benessere generale, riconoscimento chiamato pensione ?
    Se i soldi non bastano non e’ colpa del di chi e’ nel sistema, che e’ una vittime costretta a sguazzare nel sistema, ma di chi gestisce il sistema che per restare a galla nei suoi privilegi mette in giro con la complicita’ degli economisti e analisi farlocche, settoriali e volutamente parziali.

    • Se i soldi non bastano non bastano.
      Se un’azienda fallisce perdono tutti il lavoro, indipendentemente da chi l’abbia fatta fallire.
      Se il paese produce di meno, ce n’è di meno per tutti. Pensionati compresi.
      Altrimenti continuiamo ad indebitarci e andare a fondo.

      • Eg.Pigi , ho seguito con un certo interesse i suoi commenti , ma quando ho letto che Lei sarebbe favorevole al taglio delle pensioni fino al 20% a seconda del loro ammontare mi è venuto spontaneo un GRANDE VAFFA & NKULO . PS: con l’IRPEF che pago sulla mia Pensione lo Stato paga 3(tre) pensioni ( minime ) a CHI non ha mai pagato un KATZO. Le chiedo anticipatamente scusa per la volgarità ma quando ci vuole ci vuole .

        • Credo che sia logico prendersi il vaffa da parte di coloro ai quali si ritiene indispensabile tagliare pensioni ed emolumenti.
          Ma se un paese non ha più risorse per pagarle, non c’è altra strada.
          Lo hanno fatto in Portogallo, Spagna. E in Grecia, un paese di mentalità bizantina come l’Italia, fino a quando le casse statali vuote li hanno costretti ad un rovinoso abbandono dei “diritti acquisiti”.
          Vogliamo arrivare a questo punto?

          • Eg.Pigi , il suo ragionamento non farebbe una grinza se coloro che ci hanno governato in questi anni non avessero fatto i kulatoni con il kulo degli altri ( del popolo che ha pagato sempre tasse e contributi ) : vedi ” MPS , Salvabanche” , reddito di cittadinanza , 80 euro , Alitalia , ecc.ecc.ecc. Soluzione ? Zac , zac , zac ( tagliare i koglioni) e requisire tutti i beni & azzerare i c/c di coloro che ci hanno governato negli ultimi 20/30anni . Ce ne sarebbe a sufficienza per mantenere i diritti acquisiti. Il problema è che probabilmente faranno prima loro a mettere mano sui c/c & la patrimoniale ( il buso del kul ormai lo conoscono )!!!!!

    • Bravo, Fabio.
      E ora e tempo che governino in modo corretto, senza sprechi, aumentando la produttività del settore pubblico, mettendo le aziende in condizione di operare senza questa burocrazia asfissiante, questa macchina impositiva moltiplicatrice di scadenze fiscali oltre ogni limite della tolleranza.
      Tornare a vivere e a respirare un’aria di positività, di voglia di lavorare, di premio a chi opera meglio.
      Eliminare milioni di autorizzazioni inutili a fronte di un diritto già chiaro e determinato da leggi, delibere e regolamenti
      Basta con redditi di cittadinanza furfanteschi ed elettorali, basta privilegi assurdi, basta pletore di funzionari nei ministeri, nelle regioni, nelle provincie (mai abolite), nei comuni, nelle municipalizzate sovraccariche di personale e di tassi di assenteismo doppi rispetto ai privati.
      Basta Alitalia. Basta tangenti a Milano come dappertutto, basta con questi processi infiniti, basta con la magistratura che chiude i tribunali e mette in crisi cittadini e avvocati, basta con questa imposizione fiscale demenziale e insopportabile.
      Basta con questa scuola fatta a immagine e somiglianza dei soli interessi a lavorare poco del corpo insegnante: 4/5 ore al giorno e tre mesi di ferie più Natale, Pasqua, carnevali e patroni vari. Alunni, cultura e famiglie al centro della scuola.
      Una sola Camera, 400 deputati eletti, un Presidente della Repubblica eletto ogni 5 anni come il Parlamento.
      A Roma ci sono parrucchieri e barbieri, ristoranti e bettole ogni 50 metri: chiudere tutti i servizi del Parlamento.
      DIFENDERE LE PENSIONI DI CHI HA PAGATO I CONTRIBUTI E LAVORATO UNA VITA.

  4. Attenzione!!!
    Leggo commenti di chi non conosce minimamente il tipo di previdenza esistente in Italia.
    In Italia vige il sistema A RIPARTIZIONE.
    Per gli ignoranti, sono costretto a mettere il link per la definizione:
    http://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-pensionistico-a-ripartizione_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/
    Che appunto vuol dire che le pensioni di adesso sono pagate con i contributi dei lavoratori di adesso.
    Il sistema a capitalizzazione vige per la previdenza complementare, ma, come ben sanno tanti aspiranti pensionati in altri paesi, è più rischioso perché i fondi pensione possono fallire e chiudere.

    • Il sistema a ripartizione è un problema di cassa, non di principi generali della previdenza sociale.
      La pensione di ognuno, a parte misure assistenziali quali la sociale o il minimo, si basa sui contributi versati per gli anni di contribuzione e per il livello dei contributi versati. Basta andare in qualsiasi patronato e farsi fare il conteggio. E farsi dare un prospetto degli anni e contributi versati.
      Lei non può RUBARE in tutto o in parte questi diritti perché non ha soldi in cassa per pagare le pensioni.

      • Quindi un problema di cassa per lei è indifferente.
        Non ci sono soldi, bazzecole.
        I soldi per i pensionati si devono trovare, costi quel che costi, altrimenti è un furto. Magari prelevandoli dai conti corrrenti degli italiani.
        Guardi che, continuando con questa mentalità, arriveremo alla distruzione dell’economia.
        E una volta distrutta l’economia, chi le paga le pensioni?

        • Lei vada a tutte le soluzioni che ho evidenziato in precedenza e che lei ritiene fanfaluche.
          Fanfaluche non sono.
          È invece evidente come lo Stato (e i governi che ne sono il braccio “criminale” esecutivo) sprechi colossali risorse di tutti con le cazzate quotidiane di mantenere sacche di persone che non lavorano, diecimila aziende pubbliche e parapubbliche inefficienti, un sistema giustizia che si è automesso in ferie illimitate, un sistema scuola in ferie per sei mesi, il furto del reddito di cittadinanza, la “cazzata” di quota 100, le migliaia di finti forestali, la voragine di Alitalia (buttati 13 miliardi negli ultimi anni), salvataggio di MPS distrutta dal PDS-PD di Mussari & company.
          Questo è tanto altro per non buttare i soldi miei e degli italiani non si fa mai.
          Ma lei vuole (e giustifica chi vuole) RUBARE ai pensionati.

          • Vede, sprechi colossali, cioè quelli che lei giustamente denuncia, assunzioni clientelari, retribuzioni doppie di quelle di paesi ben più ricchi di noi, numero di addetti del Quirinale diverse volte quelli della presidenza tedesca, pensioni di giovinezza, prepensionamenti…
            poi si sono concretizzati in pensionamenti.
            Non è che un inutile burocrate diventi un utile pensionato: stiamo sprecando una pensione come prima sprecavamo uno stipendio.
            E spesso è una pensione spropositata, oltre che sprecata.
            Bisogna darci un taglio.
            Atrimenti andiamo a fondo.

    • Ho letto , capisco ma sono perplesso, mi sembra un modo elegante per fregarmi.
      Secondo me il sistema a ripartizione è stato introdotto per poter spendere i primi contributi versati per creare consenso elettorale
      da parte della DC ( pensione agli agricoltori etc ).
      Poi finiti i soldi si è inventato il giochino di far pagare a chi lavora la pensione dei pensionati.

    • Eg. Pigi , ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE : se l’INPS erogasse solo Pensioni dovute alla PREVIDENZA ( in base ai contributi versati dai lavoratori ) sarebbe come dice Lei , ma come Lei sicuramente sa , l’INPS viene utilizzata per erogare anche ASSISTENZA ed ALTRO . .. ! L’ ASSISTENZA ed ALTRO dovrebbe essere pagata con la fiscalità generale ( tasse ) . Quindi dal momento che un lavoratore ha pagato i Contributi (AGO- Assicurazione Generale Obbligatoria ) ha acquisito il diritto ad avere la pensione secondo le leggi esistenti nel momento in cui è andato in Pensione. Parlare di retroattività oggi per i politici potrebbe essere una porcata domani per tutti i pensionati e , con l’avvento dei Nuovi Komunisti al potere , potrebbe essere molto probabile. B’giornata.

  5. Come al solito vedo nei commenti i soliti pregiudizi, nel corso dell’attivita’ lavorativa sia i dipendenti pubblici che privati, hanno in busta paga consistenti trattenute sia in contributi che in tasse, al termine dell’attivita’ lavorativa ogni lavoratore ha il diritto di ricevere la PRORPRIA PENSIONE PAGATA CON LE TRATTENUTE, se L’INPS e’ in deficit e lo stato deve intervenire per ripianare e’ perche’ i soldi sono stati malgestiti da chi li doveva gestire, quando si afferma che chi lavora oggi per pagare le pensioni hai pensionati, promulga una stupidaggine frutto di lavaggio di massa del cervello.
    I soldi sono stati sprecati in passato per elargire prebende anche a chi non ha mai lavorato, per le baby pensioni, investiti in operazioni farlocche per ottenere voti alle elezioni, e oggi ne paghiamo le conseguenze tutti.
    I vitalizi sono un’altra cosa e mi spiace dirlo, ma non si puo’ toccare i diritti acquisiti, tutt’altra cosa sarebbe, per esempio, cominciare a intervenire sul calcolo delle reversibilita’ dei vitalizi dato che le/ i consorti dei politici percepitori ancora in vita ancora non ricevono nulla, in quel caso non esiste diritto acquisito.

    • In effetti durante la mia vita lavorativa ho versato i contributi ( 40 anni )per ricevere a suo tempo ( ? ) la pensione.
      Se i miei soldi sono stati sprecati per pagare altre cose come cassa integrazioene, baby pensioni etc non vedo perchè si dica che la mia pensione viene pagata con i contributi versati dai lavoratori di oggi.
      Forse sarebbe meglio privatizzare , sotto il controllo SERIO ! dello stato ( non a chiacchere ) la previdenza come accade il altri paesi.

    • Fabio59, lei ha perfettamente ragione.
      Le pensioni sono il frutto di decenni di contributi versati individualmente, in base fissa e in percentuale elevata, oltre il 24%, sul reddito, da dipendenti pubblici e privati, da lavoratori autonomi, dai professionisti.
      Sono contributi molto onerosi e “custoditi” dall’INPS e da altri istituti, ora unificati.
      Sono indisponibili per coprire buchi derivanti da altre incombenze.
      Sono diritti acquisiti con i propri versamenti e sacrifici.
      È una colossale stupidaggine e una deformazione frutto di “lavaggio di massa del cervello” dire che le pensioni dei pensionati di oggi sono coperte dai versamenti di chi lavora oggi o una elargizione dell’INPS cui si può mettere mano con un furto.
      Se invece che all’INPS avessimo versato i contributi in una assicurazione privata, dopo 40 anni di versamenti, garantiti da un rendimento tecnico del 2% e da un rendimento che può essere anche più alto del fondo, avremmo un calcolo rivalutato dei premi versati, traducibile in un Capitale o in una rendita vitalizia, cioè in una pensione.
      Ma siamo obbligati a chiamare INPS questa assicurazione, resa obbligatoria per legge. Ma sono capitale e rendita-pensione NOSTRA, non un regalo del presidente INPS di turno. E non sono soggette a furto per tappare altri buchi prodotti dal sistema marcio e dalla mala gestione dell’INPS e dell’Italia.

  6. Il popolo ” bue ” era assopito. Qualcuno del popolo ” bue ” era frastornato ( non ci capiva un k..) per la vicenda dei ” palamaraboys”. . Altri del popolo ” bue ” stanno ancora aspettando qualche ” palanca ” promessa da questo Governo e mai arrivata. E’ bastata la ” rinascita ” del vitalizio integrale per far risorgere il popolo bue in ogni pagina libera del web e far dimenticare la nullità di questo governo . Sono sempre stato dell’opinione che mai e poi mai debbano venir messi in discussione i diritti acquisiti nel passato per cui GODO come un riccio a leggere i commenti inkatzati su Fb di Coloro che stavano lentamente agonizzando politicamente. Ognuno la pensi come vuole.

  7. Il principio dei “diritti acquisiti”, cioè l’intoccabilità degli emolumenti pagati con il denaro pubblico, non regge alle leggi dell’economia e al buonsenso.
    Certamente vale il principio dell’irretroattività, cioè non possono essere ripetuti emolumenti percepiti in forza di leggi in vigore al momento dell’erogazione.
    Probabilmente è giusto anche il principio che non possono essere toccate soltanto pochissime categorie come i parlamentari, perché economicamente irrilevanti.
    Ma il principio dei diritti acquisiti deve essere messo da parte quando una crisi economica falcidia il PIL. Una grave riduzione del PIL vuol dire meno entrate fiscali e previdenziali, in quantità ancora maggiore del calo del PIL, vista la progressività delle aliquote.
    Se non venissero toccati pensioni e emolumenti pagati dal pubblico erario, occorrerebbe aumentare la pressione fiscale, quindi imposte dirette e indirette, tasse e tariffe per coprire una massa di uscite che rimane costante, con un’ulteriore crollo dell’attività economica.
    Quindi per non affondare definitivamente, occorre ridurre la massa di TUTTE le pensioni e TUTTI gli emolumenti pubblici almeno pari al calo delle entrate fiscali e previdenziali. Una riduzione almeno del 20% con un taglio progressivo a scaglioni.
    Altro che il taglio dei vitalizi.

    • Sig. Pigi,
      Il fatto che già prima del covi19, e ancor più ora, le finanze pubbliche siano allo sfascio dovrebbe indurre chi governa ad un uso molto oculato delle risorse e ad avviare profonde riforme strutturali.
      Senza impantanarsi sul passato ma guardando al futuro.
      Fermi i diritti passati garantiti da leggi del Parlamento, non da “invenzioni” di qualcuno,
      Cosa impedisce:
      1. Di diminuire progressivamente il numero dei dipendenti pubblici, senza licenziare nessuno, semplicemente bloccando le nuove assunzioni e salvaguardando sicurezza, sanità, istruzione, nei ministeri, nelle provincie, nei comuni, nel parastato, in decine di migliaia di aziende pubbliche e parapubbliche dove si fa finta di andare al lavoro e si fa finta di lavorare, come dimostrato da numerosissime inchieste?
      2. Un principio generale semplice, estensibile ad ogni situazione simile, con un esempio.
      Un bar, un ristorante, una qualsiasi attività economica inun edificio può mettere l’insegna. È un diritto, regolato in ogni comune da un regolamento. Perché se è un diritto e se ho il regolamento in mano e lo applico debbo chiedere con spese e un tecnico una autorizzazione amministrativa, con tanto di diritti di segreteria e le immancabili marche da bollo ed aspettare almeno un mese che si degnino di autorizzare una cosa già prevista da un regolamento? Sono milioni queste autorizzazioni che non hanno ragione di esistere. Risparmieremmo soldi e dipendenti.
      3. Scuola e dipendente privato in covid19:
      Insegnante a stipendio 100% in vacanza marzo aprile maggio giugno luglio agosto metà settembre. Alcuni hanno lavorato qualche ora, meritevoli. Ma la sostanza non cambia. Dipendente privato. Fabbrica o attività chiuse, cassa integrazione: ci rimette tra il 30 e il 50% del salario-stipendio. Le sembra equo?
      Perché non ci deve essere un unico equilibrato giusto Statuto dei Lavoratori uguale per tutti i lavoratori? Pubblici e privati.
      3. Non apro su appalti, sprechi, tangenti, favori, manager super pagati per fare fare buchi e fallimenti. Non parlo dello scandalo degli scandali: Alitalia. Quanti miliardi abbiamo buttato in vent’anni?
      Vede dove si può risparmiare centinaia di miliardi! E non lo ha fatto nessuno, destra, sinistra, centro. Tutti a caccia di voti con i soldi dello Stato. I nostri. E poi finiamo nel letame.
      Dove potevamo finire continuando così?
      E adesso c’è una strategia per uscire dalla crisi in cui siamo precipitati? Abolire le 50 euro in moneta per la spesa o i 2,5 euro per cappuccino e brioche?

      • Lei forse non si rende conto della cifre in ballo.
        Le pensioni pesavano per il 17% del PIL, retribuzioni ed emolumenti per l’11%. Dal totale del 28% del PIL arriveranno almeno al 31% dopo questa crisi.
        Le sue sono le solite inezie, come quelle di Cottarelli: tagli alla carta per fotocopie, riduzione delle spese per il riscaldamento… 0,001% del PIL.
        I principi che lei tira in ballo presuppongono la manna che cade dal cielo. Ma erano leggende.

        • Leggende? Per la scuola hanno aggiunto 1 miliardo (dicono).
          Per il turismo hanno stanziato 3 miliardi.
          Per Alitalia, ora, ultima di infinite somme buttate, 3 miliardi!!! Possibilità che Alitalia trovi un equilibrio di bilancio: zero! Al prossimo ripianamento dei debiti.
          Sono come Cottarelli? Grande complimento. Grazie.
          Qual’è il tasso di assenteismo nei ministeri, nei comuni, nelle aziende pubbliche dei trasporti, della raccolta rifiuti, nella scuola, nella pubblica amministrazione in generale? Il doppio del tasso di assenze del settore privato. Le risulta?
          Inezie? Decine di miliardi di sprechi (e possibili risparmi) ogni anno.
          E lei ha il barbaro coraggio di voler tagliare le pensioni di chi ha lavorato una vita e versato i suoi contributi?

          • Le pensioni pubbliche vengono pagate con i contributi e le tasse di chi lavora adesso.
            Se i contributi diminuiscono per via di una riduzione consistente della ricchezza prodotta, è ovvio che anche le pensioni debbano diminuire.
            Lei invece sosterrebbe che, mentre ci sono lavoratori che accettano riduzioni di salario pur di mantenere il posto di lavoro, liberi professionisti senza reddito, i pensionati e i dipendenti pubblici, debbano mantenere inalterati i loro emolumenti, magari spropositati?
            E che per mantenere questi emolumenti, non si deve guardare per il sottile: aumento dell’Iva, taglio delle detrazioni Irpef, magari prelievo alla Giuliano Amato sui conti correnti…

  8. Che dire di questo ennesimo schifo fatto alla faccia di tutti noi? Il detto : “Armiamoci e partite” calza a pennello…

  9. Andrea Amata, lei ha scritto un articolo demagogico, senza argomentazioni di merito, privo di ogni base giuridica. Non ha letto nulla, si è informato di nulla. Il presupposto del suo “scritto”: che tutti siano felicemente ignoranti e tali vogliano rimanere. Vada a leggersi i contenuti esaminati dalla commissione e i temi trattati prima di scrivere quella che è una pura invettiva qualunquista.
    Cordiali saluti.

      • Io non insulto le persone. Parlo dei contenuti di un articolo. Esprimo una mia opinione. Piaccia o non piaccia. Non cercando consensi, non avendo bisogno di nulla perché sto bene così, dico quello che penso. Anche davanti anche al Presidente della Repubblica.

        • Beh, il contenuto dell’ articolo è vero o no ?
          Penso che questo sia il punto essenziale.
          Cosa dice Amata che non è vero ?
          Lo indichi per favore altrimenti anche la sua è ” pura invettiva qualunquista “.
          Grazie

          • Nell’articolo di Amata non ci sono le cose essenziali perché tutti si facciano una opinione di merito.
            Secondo lei perché è stata bocciata, e per ragioni di diritto ed argomentate, la decisione sui tagli dei vitalizi contro una delibera del Senato che pretendeva di avere valore retroattivo? Primo perché aveva valore retroattivo!
            Se lei va in pensione con una normativa, anni dopo qualcuno può decidere a sua discrezione di annullarle i contributi per la pensione?
            400 parlamentari di ogni partito hanno presentato ricorso. Legga le motivazioni dei ricorsi, le motivazioni per cui la commissione ha annullato il taglio indiscriminato e retroattivo, vada a leggersi per esteso quanto ha scritto l’avvocato Maurizio Paniz.
            Comprenderà le ragioni. Poi potrà condividerle o meno. Ma attengono ai principi generali del diritto. Una norma a sfavore divenuta norma oggi non può avere effetto retroattivo. Altrimenti viene meno per tutti la certezza del diritto.

        • Ha detto bene “sto bene così ”. Se doveva vivere con una pensione di cinquecento euro, come capita a tanti, avrebbe ragionato In modo diverso, perché i vitalizi sono privilegi.

    • Sig, Guido,
      nessuno dubita delle basi giuridiche della decisione della Commissione. Nemmeno del fatto che il massimo della Giustizia sia che gli “ottimati” decidano “ad libitum” il proprio emolumento!
      Il problema, come anche lei avra’ capito, non e’ giuridico ma di opportunita’ politica. Mentre in questi ultimi 20 anni, il reddito pro capite degli italiani e’ stato fortemente penalizzato, gli unici che lo hanno impinguato sono proprio coloro che meno ne avevano diritto, in quanto responsabili dell’ impoverimento generale.
      I latini dicevano “summum ius, summa iniuria”. E’ vero, pero’, che gli italioti millantano le antiche origini e la loro saggezza solo quando loro conviene. Ci rifletta. La gente, davvero, non ne puo’ piu’.

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