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Coronavirus, quando arriverà il vaccino

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Sono diversi gli articoli pubblicati dalla stampa italiana sulla possibilità di avere in tempi brevi un vaccino per il Coronavirus, un vaccino che potrebbe nascere dai laboratori Migal, società israeliana che lavora su ricerche multidisciplinari finanziate dal ministero della scienza e della tecnologia in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura dello Stato ebraico.

In tutti questi articoli dai titoli strillati non è stata però riportata bene la vicenda e, lasciatemelo dire, solo in alcuni di loro è stato spiegato come si è arrivati a un passo dal vaccino in così breve tempo. Per questo voglio provare a chiarire dei particolari che sono rimasti un po’ in ombra.

La ricerca che in questo momento sta creando speranze in tutto il mondo deriva da quattro anni di lavoro durante i quali gli scienziati della Migal hanno sviluppato un vaccino efficace contro il virus della bronchite infettiva da Coronavirus (ibv), virus infettivo della bronchite, che colpisce il pollame.

L’efficacia di questo vaccino per uso veterinario è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto Volcani, centro di sperimentazione animale e vegetale del ministro dell’agricoltura israeliano.

Dalla ricerca condotta presso Migal, è stato scoperto che il Coronavirus del pollame ha un’elevata somiglianza genetica con il Covid-19 umano e che utilizza lo stesso meccanismo di infezione. Questo è il particolare che aumenta la probabilità di ottenere in breve tempo un vaccino umano efficace.

A portare la Migal, fino a pochissimo tempo fa una delle tante società di ricerca che esistono in tutto il mondo, al vertice delle speranze planetarie, è stato il commento di David Zigdon, il CEO della stessa società: “Data l’urgente necessità globale di un vaccino contro il Coronavirus umano, stiamo facendo tutto il possibile per accelerarne lo sviluppo. Il nostro obiettivo è produrre il vaccino nelle successive 8-10 settimane e ottenere l’approvazione della sicurezza in 90 giorni. Sarà un vaccino orale, che lo renderà particolarmente accessibile al grande pubblico. Attualmente stiamo discutendo intensamente con potenziali partner che possono aiutare ad accelerare la fase di sperimentazione sull’uomo e il completamento dello sviluppo del prodotto finale.”

Ho parlato con Yael Shavit, la portavoce della società, che mi ha nuovamente confermato che gli studi per arrivare a un vaccino, che sarà di tipo orale e si assumerà probabilmente come si faceva un tempo con quello contro la polio, sono davvero a buon punto perché la fase di sperimentazione animale è stata in parte saltata visti gli studi già fatti sul pollame.

Sono però ora necessarie le modifiche genetiche per adattare il vaccino al Covid-19, il ceppo umano del Coronavirus. Infatti da giorni si sta lavorando per ottenere le approvazioni di sicurezza che consentano i test in vivo, fase necessario per arrivare alla produzione di un vaccino per contrastare l’epidemia di Coronavirus ormai diffusa in tutto il mondo.