Un libro che, attraverso una squadra di calcio, fotografa un’Italia che purtroppo non esiste più

Cosa ci insegna il Cagliari di Riva (Luca Telese)

Cuori Rossoblù

Autore: Luca Telese
Anno di pubblicazione: 2020
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Questa è una storia ambientata nel Calcio, ma non è una storia di calcio. Lo scudetto del Cagliari del 1970 fu – dal punto di vista tecnico – la realizzazione di una impresa impossibile. Tuttavia accadde perché quella squadra, selezionata con criteri di modernità e analisi psicologica, metteva insieme lo spirito di un tempo. C’era il prodigio di Gigi Riva, ovvio. Ma Riva non era solo. “Quei ragazzi erano tutti figli della guerra, e molto altro. Avevano le gambe grosse e il cervello fino, ed erano la fotografia di un’Italia che (purtroppo) non esiste più”, scrive bene, molto bene Luca Telese nel suo ultimo libro Cuori Rossoblù (Solferino).

Intorno a questa squadra – e forse questo è l’aspetto più interessante – c’è una Italia che cresce e che corre. La società autostrade annuncia con orgoglio e paginate di pubblicità sui giornali: “Abbiamo realizzato 952 chilometri di autostrade”. I consumi sono trainati dalla coda del boom, persino i televisori sono venduti come una promessa di futuro: “Acquista un Philco! Appena arriverà la televisione a colori te lo riprenderemo indietro”. Il Cagliari fu il riflesso diretto di questa espansione, perché a finanziare la società, nel tempo di crisi e di difficoltà a far quadrare i bilanci, intervennero due società, Saras e Sir, che avevano costruito a tempo di record impianti, raffinerie e poli petrolchimici da un capo all’altro dell’isola, facendo nascere armate di “metalmezzadri”: la mattina operai in fabbrica, la sera pastori e agricoltori a casa loro.

E poi quel Cagliari fu il primo – grazie al suo mister, Manlio Scopigno – a portare nel calcio delle caserme, dei ritiri coatti, del paternalismo autoritario, l’idea della libertà personale e della responsabilità. Memorabile l’aneddoto in cui sorprende i suoi giocatori mentre di notte si dedicano al poker, in una stanza piena di nicotina. Si siede fra di loro e dice: “Disturbo se fumo?”. Telese racconta con venature di nostalgia dichiarate lo spirito del fare che attraversava tutto e tutti.

Ultima perla: il giornalista de La7 racconta il suo stupore nel trovare sulle pagine dei quotidiani di allora il racconto di un virus influenzale arrivato dalla Cina (vi ricorda qualcosa?). Si chiamava “Hong Kong 1968”, venne ribattezzato “Virus Mao”, e al Cagliari – colpiti sei giocatori – fece perdere la partita con il Palermo. Si ammalarono quindici milioni di italiani, secondo le stime dell’epoca, e ne morirono tra 5mila e 20mila (anche all’epoca i numeri ballavano un po’). Ma non si fermò nessun lavoratore, nemmeno un solo minuto. Nei tempi dello smidollato #restiamoacasa e del buonistico #andratuttobene, un antidoto all’idea consolatoria è falsa che si possa vincere senza rischiare.

Nicola Porro Il Giornale 3 maggio 2020

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29 Commenti

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  1. Egregio Signor Porro, la frase “Saras e Sir, che avevano costruito a tempo di record impianti, raffinerie e poli petrolchimici da un capo all’altro dell’isola, facendo nascere armate di “metalmezzadri”: la mattina operai in fabbrica, la sera pastori e agricoltori a casa loro” mi insegna che Luca Telese ha compreso ben poco del Cagliari di Riva e di altre vicende dell’epoca. Vedasi film alla URL: https://vimeo.com/32014585

  2. Visto che è un articolo che parla prevalentmente di calcio, è opportuno un intervento di calcio e non, come accade a seguire, un intervento sull’ormai abusato virus che oggi, conti alla mano, sta ottenendo meno contagi e meno morti della vecchia asiatica di fine anni 50 e della cinese di dieci anni dopo.
    Dunque, come anche Buffa ha illustrato in un suo recente monologo televisivo su Gigi Riva, quel Cagliari ha impersonato la voglia di rivincita delle provinciali unendo giocatori di primissimo piano e tecnici filosofi che oggi (i tecnici) farebbero una ben misera e veloce fine.
    Ma là, tolto Niccolai ed una paio di anonimi ma combattenti terzini, c’erano personaggi che erano il meglio del meglio: Greatti era un centrocampista sublime, Cera era un libero che ha contribuito alla finale del 70 in Messico, Domenghini era un esterno che avrebbe fatto la felicità di Sacchi arrivato venti anni dopo a far fare ad Evani quello che Scopigno faceva fare a Domingo, Gori era un numero nove moderno per quei tempi, non immobile ad attendere palloni alti, letale in area, Nenè ex scarto Juventus (sigh..) che dieci metri dietro le punte faceva il ragioniere e quando occorreva segnava magari andando via in progressione con le leve lunghe che aveva.
    Poi c’era Riva, oh, Riva….quello che in acrobazia arrivava dove gli altri arrivavano con la testa, quello che con la testa la metteva dove voleva, quello che aveva un sinistro mortale, quello che faceva patire di insonnia e terzini che dovevano marcarlo il giorno dopo.
    Comprerò il libro di Telese anche se l’autore mi sta lievemente (si fa per dire) sui maroni se non altro perchè quel periodo coincide con la mia giovinezza da studentello alle prese con gli eschimi e assimilati che contenevano individui ai quali alcune pedate nel sedere (si fa per dire) ho dato con estrema soddisfazione.

  3. Certo perché il l’influenza del 1970 è equiparabile al covid 19 e allora non avevano chiuso tutto come questi smidollati……ahahahaha. Certo che tu che hai scritto questo articolo hai un disprezzo dell’ intelligenza dei tuoi lettori che è più forte di quello del padrone nanetto per i suoi elettori. Però quando elogi la tempra e lo spirito dei figli della guerra che hanno fatto grande il Cagliari ti guardi bene dal dire che quella generazione ha fatto la contestazione il 68 gli scioperi ecc..contro i porci padroni….sei degno del cazzaro proprio.

    • Ma questa sarà la settimana decisiva per
      la rivoluzione proletaria?
      Ci stiamo stufando, se nò prenotiamo per
      le vacanze al mare….
      Lotta armata, per l’insalata!
      Lotta dura, per la verdura!

      • Tipico esempio della evoluzione dei sessantottini è Mario Capanna che giorni fa in televisione rideva felice della sua quarantena in un cascinale pieno di olivi, mantenuto da noi con il suo bel vitalizio per essere stato qualche tempo in parlamento! I contestatori dei porci padroni sono adesso a loro volta porci…padroni

    • Sessantotto! quella resa ai contestatori che l’Italia continua pagare da cinquant’anni (il messaggero)

      Il 68, l’anno più sciagurato della storia recente (il fatto quotidiano)

      E arrivato il momento di rottamare i sessantottini (l’inkiesta)

      Studia la storia, prima di giocare con la tastiera. E se vuoi offendere, offendi tua madre, che ha messo al mondo un cretino

    • Porro si sa difendere benissimo da solo ma tu, ancora ossessionato da Berlusconi, devi andare a farti vedere per bene da uno bravo.
      Io ti manderei ben volentieri dai sergenti che mi hanno fatto l’addestramento quando ero militare; te, ed almeno altri tre qui sotto, anche se una pare sia femmina ed allora le donne non facevano la naja.
      Penso che un tre mesi di cura farebbero di voi un’altra persona, ammesso che ci arrivaste vivi in fondo.

    • Il grande errore dei sessantottini é stato quello di copulare tra loro senza le dovute precauzioni, favorendo la nascita di generazioni di imbecilli che di mestiere fanno i “Kim” anarcoisurrezionalisti, mantenuti dal welfare solo per tirare sera nei centri sociali sussidiati da giunte comunali di sinistra.

  4. Purtroppo però ci ha insegnato anche un’altra cosa: i miracoli non si ripetono e le logiche alla base delle affermazioni sono ben altre. (la Juventus ci ha vinto 30 scudetti)

    • Pistola, prima di parlare della Juventus, fatti la doccia, disinfettati con il gel, lavati la bocca col colluttorio.
      Comunista va beh, anarcoide va beh, sedicente insegnante va beh, ma antijuventino no specialmente dopo aver scritto una fesseria come questa.
      Non ridurre il blog di Porro come quelli del Corriere dello Sport.

      • La Rubentus è la squadra più odiata di Italia perché è dimostrato che vince SOLO in Italia grazie agli arbitri e le busca sempre in Europa (li gli arbitri col sistema Moggi non riesce a comprarli)

  5. La legge prevede un risarcimento per
    l’ingiusta detenzione.
    Sono 235 Euro al giorno.
    Così, a spanne 60 x 235 = 14.100 Euro a testa.
    CONTE, CACCIA I SOLDI !!!!!!!!!!

  6. Conte “dittatore “, quando c’è stato il Virus Mao, l’Italia mica si è fermata, quando c’è stata la sars, l’aviaria, la suina, mica l’italia si è fermata, “ogni anno in Italia ci sono più morti per l’influenza normale, mica l’Italia si ferma”, “gli incidenti stradali e/o domestici fanno più morti mica l’Italia si ferma”…Conte “dittatore” ci sono stati “solo 30.000 morti” ed ha fermato l’Italia, e poi si sa “muoiono “solo i vecchi con piu di 70anni e con malattie pregresse” Conte “dittatore” ci ha tolto la libertà (unico al mondo) , Conte “dittatore” ci tenuto 2 mesi in casa agli arresti domiciliari (unico la mondo), ha chiuso (unico al mondo) l’Italia bar, ristoranti, negozi, fabbriche, musei, cinema, teatri, chiese spiagge aeroporti, stadi, ma sopratutto ha fermato il campionato di calcio….
    Conte “dittatore” ci obbliga ad andare in giro con le mascherine, distanza almeno 1 metro, non possiamo baciarci abbracciarci, stringere la mano, non ci fa ripartire ” i morti di Bergamo e Brescia se potessero ci direbbero “Riaprite ripartite”…,per un semplice virus Conte ha chiuso il paese, nel 68 si ammalarono 15 milioni di persone ma non si fermò nessun lavoratore, nemmeno un solo minuto, furono colpiti sei giocatori e mica il campionato si fermò, oggi appena c’è stato il primo caso di corona virus nel calcio hanno fermato il campionato di calcio…
    Ma si, Conte (per i liberali) avrebbe dovuto lasciare tutto aperto come se non fosse successo niente..tanto ci sono gli ospedali, le case di cura, i (poveri) medici e infermieri…che ci curano e poi che volete muoiono solo i vecchi con malattie pregresse..e poi si muore di piu per influenza normale, incidenti ecc..

    • In molti altri paesi non c’è stato alcun lockdown,
      non c’è stata nessuna moria di medici, infermieri,
      e persone comuni….
      Un esempio a caso.. la LIBERALE Corea del Sud,
      con la sua sanità privata.
      La Corea del Sud non è un paese poco popolato
      come la Svezia, ha ben 51.000.000 di abitanti.

    • Lei si dimentica che stiamo facendo tutto questo senza considerare le esternalità negative (economiche e sociali), ma soprattutto perché la Cina l’ha fatto.

      Abbiamo preferito aspettare che i malati arrivassero negli ospedali per testarli quando la loro condizione era già critica e i pochi farmaci utilizzabili funzionavano meno o per nulla.

      Abbiamo messo i malati nelle RSA e abbiamo provocato stragi.

      L’ospedale di Alzano Lombardo è stato trasformato in una centrale di infettività.

      Abbiamo deciso (vero, Ricciardi?) che fare i tamponi a tappeto (come hanno fatto gli islandesi e i sudcoreani) era inutile.

      Sono queste le cose che hanno sicuramente aumentato le conte dei morti. Non chi va a correre nei parchi o chi vuole, nei limiti del possibile, vivere normalmente.

      • Mi scusi, ma non ho capito! I malati dovevano rimanere o dovevano essere curati a casa? Nelle RSA ce li ha messi il governo? Ad Alzano Lombardo chi doveva chiudere l’ospedale?

        • Dovevano essere curati prima, non lasciati isolati a casa con solo la tachipirina (vedrà una simile posizione nella già citata intervista al Prof. Remuzzi, anche se lui parla di ossigeno).

          Dalla seconda settimana di infezione, quando cominciano a venire fuori i problemi seri per coloro che non si sono già rimessi (polmonite, stress respiratorio), l’efficacia dei trattamenti antivirali si riduce moltissimo. L’eccentrico Dr.Raoult, uno dei promotori dell’idrossiclorochina (nota: la cui efficacia clinica è ancora in corso di verifica con sperimentazioni varie), suggeriva di intervenire subito post-esposizione a malati od alla prima comparsa dei sintomi.

          Gilead, provando il remedisivir (unica cura approvata per questa malattia, finora) ha osservato gli stessi problemi.

          Infine, non a caso due farmaci “popolari” (ora meno in voga) come il lopinavir ed il ritonavir hanno fatto un gigantesco flop con pazienti in condizioni severe.

          • Caro Beltrame , scrittura privata letta da qualcun altro. Poco più di 48ore fa mio cognato è andato a far parte della lista dei ” fu ” emanata quotidianamente da quel Borrelli che non si è ancora capito quali mansioni abbia . Aveva 83 anni e godeva di una salute di ferro , tranne problemi alle ginocchia (2) risolto con qualche placca. Diagnosticata una tracheite . Dopo qualche giorno di febbre andato all’ospedale per accertamenti .Dopo qualche ora rimandato a casa . Dopo due giorni in cui le sue condizioni non miglioravano ma peggioravano , chiamata ambulanza. Arrivati tutti gli operatori sanitari con indumenti spaziali. Portato in ospedale . Iniziata terapia ossigeno e forse qualche medicinale (?) ! Nel corso delle settimane cambiato tipo di maschera ossigeno. Dopo 23 giorni operato e forse intubato. Dopo 27 giorni ei fu. Nessun funerale . Cremato . In attesa delle ceneri. Ho dedotto che nessuno ci capisce un k..o , che probabilmente ci sono in giro tanti incapaci e chiacchieroni , che la scusa della cremazione evita approfondimenti più seri sulle cause del decesso. SINTESI : forse se avessero diagnosticato prima la malattia e si fosse trovato in un posto occupato da persone più in gamba adesso non sarebbe nei fu . PS : il tutto si è verificato in una Regione in cui non risiedo.

  7. E’ interessante l’aspetto dell’invasione del virus che va dai sistemi lifatici addirittura ai dermatologici…
    Se pò chiedere se in soggeti gemelli monozigoti hanno fanno campinatura e studio sul Cornavirus?
    Da cui quella differenza dell’1% che si presenta nel genomana del virus, tra gemelli monozigoti, cosa si può notare’?
    Altra domande
    Nei soggetti contagiati è portatori di HIV epatiti , tumori, etc come si modifica il virus? Cosa trasmette all’ospite successivo?

    Mi stavo cercando gli articoli ma nel dettaglio non ne trovo.
    Caffè ?

    • > E’ interessante l’aspetto dell’invasione del virus che va dai sistemi lifatici addirittura ai dermatologici…

      In realtà la vendono come nuova ma “l’invasione nervosa” per esempio, è una caratteristica tipica di altri coronavirus.

      > Da cui quella differenza dell’1% che si presenta nel genomana del virus, tra gemelli monozigoti, cosa si può notare’?

      Poco o niente, perché a differenza dell’HIV, questo virus non ha nessuna interazione con il genoma della cellula ospite (salvo sovvertirne i meccanismi per riprodursi).

      • Ma Lei caro Luca è un pericoloso sovversivo!
        Questa è incitazione alla rivolta!
        Kim, prenda esempio e diventi un Tupamaros
        come Luca!
        Si scherza, naturalmente.

  8. Anche il calcio è lo specchio dell’Italia reale:
    Oggi se noi hai le sopracciglia ad ali di gabbiano (Ronaldo),
    tatuaggi o tagli di capelli alla moda sei out, poi non
    importa se cadi a terra appena ti si avvicinano (Neymar).
    Per non parlare delle puerili, e a volte di cattivo gusto, esultanze
    dopo aver fatto un goal.
    Anche se non dovrebbero centrare nulla con l’attivtà sportiva,
    pure i comportamenti fuori dal campo sono indice dei nuovi
    valori che guidano la società odierna.
    Eh sì, anche una volta ci si ammalava con le epidemie ma gli
    italiani hanno la memoria del pesce rosso.
    Per lo meno le generazioni passate avevano un’altra tempra.

    • > Per lo meno le generazioni passate avevano un’altra tempra.

      Ad essere onesti, questo concetto sembra essere ciclico nella storia. Catone (il Censore) si lamentava della gioventù smidollata, e in tempi medievali un vescovo pure si lamentava della corruzione dei costumi rispetto ai suoi tempi.

      La società cambia, nel bene e nel male, quindi non so se fare questi confronti sia appropriato.

      • E’ una curiosità personale, ma forse anche di altri…
        la sequenza genomica non dà risposte immediate ma le approsimazione possono essere date anche da analisi sugli effeti che produce a livello delle cellule che “attacca” o meglio con sui si riproduce.
        Le cellule con cui si riproduce sono di diversi sistemi ed organi… quelli linfatici e del derma mi suscitano parecchio interesse.
        E’ un ragionamento che pate da lontano lo sò, ma lei saprà che per conoscere un virus non basta una sequenza genomica , che oltrettutto appare ancora misteriosa la sua provenienza, ossia, quel pangolino non è ancora chiaro se pervenuto o no, per il salto di specie in natura…
        Poi i taglia copia incolla su un virus possono risultare difficili da distinguere in alcune circostanze…

      • Caro Luca,
        in quel periodo cominciarono i cosiddetti
        anni di piombo.
        C’erano cose ben più serie di cui occuparsi.
        Altro che l’influenza.

        • Non volevo criticare tutto quanto, anzi penso che la maggior parte di quello che ha scritto sia largamente condivisibile.

          Un po’ da puntiglioso (può usare altri termini più prosaici se preferisce) ho solo criticato quella specifica frase proprio perché noto un simile atteggiamento anche da persone più giovani, e secondo me certi costumi sono figli della società ma anche del momento storico in cui si manifestano, quindi è difficile valutarli al di fuori di quello specifico contesto.

          Questo poi non significa accettarli acriticamente, anzi.

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