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Cosa non va nell’informazione sul Covid - Seconda parte

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Tutti noi usciamo la mattina di casa, giriamo, vediamo gente, facciamo cose; e nessuno è così preoccupato che possa accadergli qualcosa di terribile. Ed è tutto così incredibilmente diverso rispetto solo a qualche mese fa quando non uscivamo, non giravamo, non vedevamo gente, non facevamo cose. Chi di noi oggi evita di andare a farsi un aperitivo, di parlare con un collega di lavoro, di prendersi un caffè al bar con il vicino senza mascherina, vedendosi proiettato nel giro di qualche giorno in una terapia intensiva con un tubo in trachea? E allora c’è qualcosa che non va. O siamo diventati un popolo di pazzi e irresponsabili, che non diamo peso a ciò che ci dicono i giornali e l’informazione, oppure evidentemente stiamo cominciando a ragionare con la nostra testa.

E lasciatemelo dire, era pure ora. E quindi esco, giro, vedo gente, faccio cose. Tranquillo e consapevole. Magari con la mascherina nei posti al chiuso per il rispetto che provo per il prossimo. Ma la vita continua. E se ci fosse un governo all’altezza invece di incompetenti e miracolati vari, sarebbe anche bellissima.

Fabrizio Lucherini, 27 luglio 2020